Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post

mercoledì 19 ottobre 2016

Boom dei licenziamenti per giusta causa col Jobs Act (+31,2% in 2 anni)

I dati Inps: nei primi 8 mesi a quota 46.255 contro i 35.235 del 2014

Boom dei licenziamenti per giusta causa col Jobs Act (+31,2% in 2 anni)
Boom dei licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. Dai dati Inps emerge che nei primi otto mesi del 2016 sono stati 46.255 in aumento del 31,2% rispetto allo stesso periodo del 2014 quando erano stati 35.235. Il dato è superiore anche a quello del 2015 quando i licenziamenti per giusta causa erano stati 36.048. Continuano a calare le assunzioni, specialmente quelle a tempo indeterminato mentre aumentano i contratti in apprendistato. E' quanto emerge dai dati Inps di agosto contenuti nell'Osservatorio sul precariato. Complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-agosto 2016 sono risultate 3.782.000, con una riduzione di 351.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-8,5%). Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (447.000). Il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: -395.000, pari a -32,9% rispetto ai primi otto mesi del 2015. "Come già segnalato nell'ambito dei precedenti aggiornamenti dell'Osservatorio, il calo - ha spiegato l'Istituto - va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell'abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni". E "analoghe considerazioni" possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%). Per i contratti a tempo determinato, nei primi otto mesi del 2016, si registrano 2.385.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+2,5%), sia sul 2014 (+5,5%). Per i contratti in apprendistato si osserva una crescita del 18% rispetto allo stesso periodo del 2015 mentre i contratti stagionali calano del 7,4%. Nello stesso periodo gennaio-agosto 2016, si è registrato invece un boom per i voucher. Secondo i dati Inps, ne periodo gennaio-agosto 2016, sono stati venduti 96,6 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro. L'incremento, rispetto ai primi otto mesi del 2015, è stato pari al 35,9%. Nei primi otto mesi del 2015, la crescita dell'utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 71,3%.

http://www.askanews.it

 

martedì 18 ottobre 2016

Inps: in 8 mesi prosegue calo assunzioni stabili (-32,9%). Ancora boom dei voucher



Le assunzioni di datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-agosto 2016 sono state 3.782.000, con una riduzione di 351.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-8,5%). Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (447.000). Lo rileva quanto l’Osservatorio sul precariato dell'Inps, secondo il quale il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente le assunzioni a tempo indeterminato: sono passate da 1.199.702
a 805.168 (-395.000) pari a -32,9% rispetto ai primi otto mesi del 2015.
Da segnalare però anche il calo delle cessazioni sul fronte dei contratti a tempo indeterminato. Nei primi otto mesi dell’anno sono state 1.006.531 rispetto a 1.098.084 nel corrispondente periodo del 2015, con una flessione dell’8,3%.

In 8 mesi prosegue calo assunzioni stabili (-32,9%)
«Come già segnalato nell'ambito dei precedenti aggiornamenti dell'Osservatorio - si legge - il calo (delle assunzioni a tempo indeterminato, ndr) va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell'abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni». Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%). Mentre per i contratti a tempo determinato, nei primi otto mesi del 2016, si registrano 2.385.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+2,5%), sia sul 2014 (+5,5%). Per i contratti in apprendistato si osserva una crescita del 18% rispetto allo stesso periodo del 2015 mentre i contratti stagionali calano del 7,4%.
In 8 mesi 330.262 assunti con sgravi, 1/3 contratti
Nei primi otto mesi del 2016 sono stati stipulati 330.262 contratti a tempo indeterminato con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità (il 40%
dei contributi). Si tratta del 32,8% dei contratti rispetto al totale delle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato. Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato appena pubblicato dall'Inps nel quale si sottolinea che ad agosto i rapporti stabili instaurati con l'incentivo sono stati 24.692, in calo rispetto ai 45.624 di luglio. Nel complesso negli otto mesi considerati 246.532 sono assunzioni a tempo indeterminato mentre 83.730 sono trasformazioni di contratti a termine. I contratti stipulati con lo sgravio contributivo rappresentano l'8,2% del totale dei rapporti di lavoro instaurati.
Frenano contratti stabili, 53mila in più (-89%)
Frenano nei primi otto mesi del 2016 i contratti stabili anche se si guarda al complesso di attivazioni e cessazioni: sono stati 53.303 in più, ma con un tonfo dell'89% rispetto ai allo stesso periodo del 2015. Il dato si rileva dall'Osservatorio Inps sul precariato: pesa sempre la riduzione degli incentivi per le assunzioni. Nei primi otto mesi dell'anno i datori di lavoro privati hanno stipulato 805.168 contratti a tempo indeterminato, 200.208 trasformazioni a tempo indeterminato e 54.458 apprendisti trasformati a tempo indeterminato, mentre le cessazioni sono state 1.006.531, per un saldo positivo di 53.303 unità. Il numero è inferiore dell’88,6% rispetto al saldo positivo di 465.800 contratti stabili registrato nello stesso periodo del 2015. Il saldo 2016 è inferiore anche a quello 2014, pari a +104.099.
Venduti 96,6 milioni di voucher: +35,9%
L’Osservatorio sul precariato dell'Inps segnala inoltre che nel periodo gennaio-agosto 2016 sono stati venduti 96,6 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi otto mesi del 2015, pari al 35,9%. Nei primi otto mesi del 2015, la crescita dell'utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 71,3%.

 http://www.ilsole24ore.com

Calano le assunzioni a tempo indeterminato e crescono i licenziamenti: +31%

Con il taglio della decontribuzione, si conferma il rallentamento della marcia dei nuovi tempi indeterminati: -32,9% in agosto. Tra le voci di chiusura dei rapporti di lavoro spicca la crescita delle "giuste cause"

MILANO - La spinta del Jobs Act e - soprattutto - delle decontribuzioni per le assuzioni a tempo indeterminato perdono vigore. E la dinamica del lavoro ne risente. Peggio: aumentano i licenziamenti "per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo". In due anni sono passati da 35 a 46 mila: il 31% in più. Un dato che si spiega anche con la riforma del lavoro targata Renzi che ha cancellato l'articolo 18 allargando le maglie per le aziende. Se tra il 2014 e il 2015, infatti, il dato è sostanzialmente invariato, il boom (+10mila licenziamenti) si registra proprio negli ultimi 12 mesi. Le norme del Jobs Act, infatti, si applicano solo agli assunti dopo l'entrata in vigore della riforma.

La maggior flessibilità che avrebbe dovuto dare al mercato quella spinta necessaria a ripartire. A un anno e mezzo dall'entrata in vigore del Jobs Act, però, l'occupazione ancora latita con un tasso di senza lavoro fermo all'11,4%. L'Inps conferma quindi la dinamica emersa dalle rilevazioni statistiche dell'Istat e mostra, a fine agosto, un quadro a tinte fosche. Mentre continua a crescere senza sosta il ricorso ai voucher - la stretta del governo è arrivata solo a settembre - rallentano le assunzioni a tempo indeterminato e in generale i nuovi contratti. 

Assunzioni. Nei primi otto mesi dell'anno, le assunzioni sono calate dell'8,5% a quota 3,782 milioni: i contratti a tempo indeterminato sono stati "solo" 800mila, in netto calo rispetto agli 1,2 milioni dello scorso anno e meno anche dello stesso periodo del 2014, quando a marzo entrò in vigore il Jobs Act. "Come già segnalato nell'ambito dei precedenti aggiornamenti dell'Osservatorio - spiega l'Inps -, il calo va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell'abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni". Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%). Fino allo scorso anno, infatti, i datori di lavoro potevano beneficiare di uno sconto fiscale di 24mila euro in tre anni per ogni neoassunti: dal 2016 lo sconto è sceso a 3.250 euro l'anno.

A preoccupare gli addetti ai lavori è soprattutto il trend delle assunzioni a tempo indeterminato: ad agosto sono state solo il 24,9% dei nuovi rapporti di lavoro, il dato mensile più basso dell'ultimo biennio. Insomma, la cura Renzi inizia a scricchiolare, soprattutto in considerazione di un tasso di disoccupazione che resta stabile all'11,4%. L'altra faccia della medaglia non è per nulla rassicurante: nonostante le buone intenzioni, infatti, a fronte di un'occupazione che non riparte, non calano neppure dimissioni e licenziamenti.

Voucher. Tra gennaio e agosto di quest'anno sono stati venduti 96,6 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi otto mesi del 2015, pari al 35,9%. Nei primi otto mesi del 2015, la crescita dell'utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 71,3%. I buoni sono stati sperimentati dall'agosto del 2008, in particolare per i lavoratori delle vendemmie. Da allora al 30 giugno 2016 ne sono stati saccati 347,2 milioni. Il voucher si è rapidamente diffuso e ha accelerato negli ultimi anni: "Ha registrato un tasso di crescita del 66%" tra il 2014 e il 2015, cui va aggiunto un ulteriore +40% tra i primi sei mesi del 2015 e i primi sei mesi del 2016, annota oggi l'Inps. 

http://www.repubblica.it

venerdì 13 maggio 2016

Thyssen: Cassazione conferma condanne per i sei imputati. Mamme vittime: "Finalmente giustizia"

Thyssen: Cassazione conferma condanne per i sei imputati. Mamme vittime: "Finalmente giustizia"
  
Il pg aveva chiesto l'annullamento delle condanne

 La Cassazione ha confermato le condanne dell'appello bis nei confronti dei sei imputati per il rogo alla Thyssen nel quale, nel dicembre 2007, morirono 7 operai. La pena più alta è di 9 anni e 8 mesi inflitta all'ad Harald Espenhahn, quella più bassa, di 6 anni e 3 mesi per i manager Marco Pucci e Gerald Priegnitz. Condannati inoltre gli altri dirigenti Daniele Moroni a 7 anni e 6 mesi, Raffaele Salerno a 7 anni e 2 mesi e Cosimo Cafueri a 6 anni e 8 mesi. E' stato così confermato il verdetto della Corte d'Assise d'Appello di Torino del 29 maggio 2015.
Parenti delle vittime, finalmente giustizia - "E' una vittoria, una vittoria per noi e per tutte le vittime morte sul lavoro". Così le mamme, le sorelle e le mogli dei sette operai morti a causa del rogo dello stabilimento Thyssen di Torino, hanno accolto il verdetto della Cassazione. "Oggi ascoltando le richieste del pg abbiamo pianto di rabbia. Ora - dicono tutte insieme - possiamo andare dai nostri ragazzi al cimitero e dire che finalmente c'è stata giustizia e ci sono pene severe, anche se il nostro dolore è per sempre".
Il sostituto pg della Cassazione, Paola Filippi, aveva chiesto di annullare le condanne per tutti e sei gli imputati del processo Thyssen, per rideterminare le pene per i reati di omicidio colposo plurimo e per rivalutare il 'no' alle attenuanti per quattro degli imputati.
Guariniello, ha ragione Renzi,processi lunghi  "Al di là di quello che sarà l'esito mi viene da dare ragione a Matteo Renzi: lui dice che aspetta le sentenze, ma anche noi le aspettiamo". Così Raffaele Guariniello in merito al caso Thyssenkrupp. Da procuratore aggiunto a Torino, Guariniello chiuse le indagini sull'incendio in due mesi e 19 giorni. "Sono i processi - commenta - ad essere lunghi. In questo Renzi coglie un aspetto di verità".

http://www.ansa.it

mercoledì 11 maggio 2016

I sessantamila «furbetti» del Jobs Act

Inps. Nel 2015 60 mila aziende hanno percepito indebitamente 600 milioni di sgravi contributivi. Coinvolti 100 mila lavoratori. Lo scorso marzo il ministero del lavoro aveva già scoperto irregolarità in 64 imprese su 338. Tra il 2014 e il 2015 sono state individuate anche 700 aziende fittizie e 30mila finti lavoratori



Sessantamila mila aziende hanno usufruito indebitamente di 600 milioni di euro in sgravi contributivi e dovranno restituire le cifre percepite. Centomila lavoratori, su un milione e mezzo di assunti nel 2015, non hanno diritto all’esonero dei contributi previdenziali previsto dal governo Renzi nel Jobs Act.
Gabriella Di Michele, direttrice delle entrate dell’Inps, ieri ha spiegato che i 600 milioni dovrebbero essere recuperati quest’anno. Circa cento milioni arriveranno dai contributi, 500 dal gettito futuro. I settori interessati sono quello agricolo,edilizio, il lavoro domestico e le piccole aziende di servizi..Secondo quanto stabilito dall’istituto di previdenza, le aziende scoperte non usufruiranno più dello sgravio e pagheranno la contribuzione intera dal momento del controllo.
Per il presidente dell’Inps Tito Boeri, i 600 milioni individuati nell’ambito delle attività di vigilanza documentale e dall’incrocio tra le banche date Inps, agenzia delle entrate e ministero del lavoro saranno reimpiegati per abbattere la quota corrispondente di debito pubblico. L’Inps vuole assicurarsi che continueranno a pagare il dovuto per i prossimi anni.
L’istituto di previdenza ha comunicato ieri i risultati dell’attività di vigilanza contro il lavoro fittizio e le truffe pari a 160 milioni di euro realizzate da 500 aziende. Coinvolti 20 mila lavoratori, solo nel 2015, 30 mila considerando anche il 2014. L’Inps ha adottato una procedura automatizzata (Casco) che intercetta le somme a credito per anticipazioni fatte ai dipendenti sull’assegno al nucleo familiare; la malattia; la maternità e la legge sull’assistenza e l’integrazione delle persone portatrici di handicap (104/92). Il totale recuperato ammonterebbe a 850-900 milioni.
La notizia delle sessantamila aziende che hanno truccato le carte per usufruire dei generosi bonus stanziati da Renzi per il 2015 aggiunge una nuova casistica ai «furbetti del Jobs Act». Uno dei primi episodi risale al giugno dell’anno scorso quando la Cgil Emilia Romagna ha denunciato alcune aziende della regione che avrebbero licenziato ialcuni lavoratori per riassumerli con il contratto «Jobs Act» e incassare lo sgravio previsto dal governo: 8.060 euro a testa, all’anno e per i prossimi tre anni. Si presume che i soldi risparmiati dalle aziende non siano andati per nuovi investimenti, ma siano serviti per allargare il margine di guadagno alle spalle del contribuente.
Gli abusi sono emersi anche da un’ispezione del ministero del lavoro nel marzo scorso. Su 338 imprese monitorate, e 1.986 lavoratori che hanno usufruito degli sgravi del 2015, il 18,9 per cento era irregolare. Il ministero ha denunciato 64 imprese all’Autorità giudiziaria. Da oggi l’abuso deigli sgravi dovrebbe interessare sessantamila aziende. E questo potrebbe anche non essere l’ultimo numero. Non solo gli incentivi del Jobs Act hanno creato una modesta «bolla occupazionale» che si sta sgonfiando.
Dopo il calo di febbraio (-0,4 per cento, pari a -87 mila untà), a marzo la stima degli occupati è salita dello 0,4 per cento (+90 mila persone occupate), tornando ai livelli di gennaio. Sull’anno, la variazione dei nuovi occupati è pressocché nulla (+0,1). La sproporzione tra le risorse pubbliche mobilitate e la modestia degli effetti degli sgravi a pioggia è sconcertante. E ora arrivano anche i dati sulle truffe.
Nella Legge di Stabilità del 2015 il governo ha stanziato 11,8 miliardi per il triennio 2015-2017 in sgravi contributivi alle imprese: 1,886 miliardi di euro per il 2015, 4,885 per il 2016 e 5,030 per il 2017, a cui vanno aggiunti i costi da corrispondere tra il 2018 e il 2019. Il costo totale dell’operazione è ancora incerta: oscilla da un minimo di 14 a un massimo di 22 miliardi a carico della fiscalità generale.
A partire dal 2016, lo sgravio è diminuito da 8.060 a 3.250 euro per ogni assunzione a tempo indeterminato o trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. La nuova decontribuzione durerà 24 mesi e non 36 mesi. Al termine degli sgravi è possibile che le imprese licenzino i lavoratori visto che l’articolo 18 è stato cancellato dal Jobs Act.

http://ilmanifesto.info

domenica 31 gennaio 2016

I lavoratori “premiati” per l’assenteismo: “E’ stato vergognoso umiliarci così”

La replica dei dipendenti della Nobili di Suno (Novara): “Mi hanno operata alla schiena, ci hanno tolto anche questo diritto?”
La rubinetteria Nobili di Suno, in provincia di Novara, è una delle più importanti aziende del comparto

«Quando verso le 10 ho visto che stavano montando una sorta di podio coi pallet e sentito che avrebbero dato dei premi “ironici” ai dipendenti con più assenze mi sono messa a piangere: ero stata operata, ho pensato che poteva capitare a me. Le mie colleghe mi hanno rassicurato e mi hanno detto che non era vero niente, che ci sarebbe stato il classico discorso di auguri prima di Natale, e mi sono un po’ tranquillizzata. E invece ho sentito il mio nome».  


A parlare è una delle lavoratrici «premiate» alla rubinetteria Nobili di Suno con la «coppa dell’assenteista». Non ha voluto ritirarla e ha reagito subito: «Ho detto al titolare che era inammissibile che ci trattasse in questo modo, che nessuno si poteva permettere di umiliarci in questa maniera: mi sono alzata dalla sedia, ho fatto un passo e mi sono messa a gridare. Il pianto di prima mi aveva liberato, adesso potevo dire tutto quello che mi sentivo in dovere di rispondere davanti a un gesto così provocatorio. Non so quante volte ho detto che era una vergogna, perché le mie assenze non sono per vacanze ma causate da una patologia certificata».  


Vertebre schiacciate  
La donna ricorda che tra 2014 e 2015 ha fatto diversi mesi di mutua: «Le vertebre L3 e L4 - spiega - hanno subito uno schiacciamento. Sono stata operata in neurochirurgia a Novara l’8 maggio scorso. Prima dell’operazione mi ero sottoposta ad una serie di terapie, e così anche dopo l’intervento. Quando sono tornata a lavorare ho dovuto aiutarmi con una sedia, perché il dolore è ancora intenso. Le mie assenze non sono dovute a furbizia o qualcosa di scorretto, ma sono tutte certificate, credo sia un diritto dei lavoratori quello di farsi operare, a meno che ci abbiano tolto anche questo. E quindi non mi aspettavo una cosa del genere, soprattutto un gesto che ha offeso la mia dignità: siamo stati presi in giro davanti a tutti, questo non lo posso accettare e l’ho detto subito, lì in assemblea». 
 
Sei ernie con invalidità  
Un altro dei «candidati al podio» risponde mostrando i certificati medici: «Ho un’invalidità riconosciuta al 50 per cento e mi sono state accertate ben sei ernie. I dolori alla schiena sono diventati fortissimi, e li ho curati anche con analgesici e cortisonici. A tutto questo si devono aggiungere problemi familiari sempre per motivi di salute. Non basta tutto questo a giustificare assenze per malattia?» 
Al sindacato il lavoratore dice che nel momento in cui è stato chiamato in pubblico era talmente arrabbiato da non riuscire quasi a parlare, poi è esploso, ha gridato «Vergogna!» e se ne è andato verso gli uffici, a chiedere spiegazioni. 

«Troppi sono rimasti zitti»  
C’è anche chi non faceva parte della graduatoria e interviene con una considerazione: «Al termine di questo episodio - dice un terzo lavoratore - ho detto al nostro titolare che ero allibito di fronte a quello che era successo, e che non lo condividevo assolutamente. C’è un’altra cosa però che mi ha amareggiato, ed è stato il fatto che più di duecento persone, che hanno assistito a questa scena, non abbiano aperto bocca». 

https://www.lastampa.it

martedì 5 gennaio 2016

Licenziato tre volte in quattro mesi grazie al Jobs Act

“E’ una giornata storica, un giorno atteso per molti anni da un’intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato. Superiamo l’articolo 18 e i cococo”, queste le parole di Matteo Renzi a febbraio dello scorso anno dopo il consiglio dei ministri che ha dato il via libera al ddl concorrenza e ai quattro decreti legislativi sul Jobs Act. Il premier aveva poi aggiunto: “Ci saranno più tutele per chi perde il posto e parole come mutuo, ferie, diritti e buonuscita entrano nel vocabolario di una generazione che ne era stata è esclusa”.
Il Jobs Act entrò poi a pieno regime, tra polemiche e dati ministeriali gonfiati, quindi a novembre venne denunciato il primo licenziamento con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che era stato introdotto con il Jobs Act: a farne le spese fu un operaio 31enne della Pigna Envelopes diaveva licenziato – grazie al Jobs Act – 186 dipendenti a Milano.
Tolmezzo, in provincia di Udine. Già nei mesi precedenti, era stata denunciata la vicenda di un call center che
La vicenda di Edoardo, ingegnere aerospaziale di 29 anni alle dipendenze di un’azienda che offre consulenza e manodopera alle case automobilistiche, è però davvero paradossale: dopo aver lavorato per oltre un anno all’interno di Alfa Romeo a Modena, il giovane nel maggio del 2015 si vede proporre il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Accetta, ma nel giro di quattro mesi, a settembre 2015, la Fca, che del marchio Alfa Romeo è proprietaria, decide di licenziarlo, sciogliendo praticamente daun giorno all’altro il rapporto di consulenza con la sua azienda.
Il giovane ingegnere resta senza lavoro, ma la sua ditta decide di ricollocarlo in due incarichi temporanei, entrambi di durata breve, un mese e mezzo, se non brevissima, appena tre giorni. Il 29enne si trova dunque costretto a chiedere un periodo di aspettativa forzata e senza stipendio, ma se la sua situazione non cambierà entro marzo rischia il licenziamento. Se ciò si verificasse, vista la durata dei tre contratti, inferiore di gran lunga a un anno, le tutele sarebbero davvero minime.

http://www.direttanews.it

lunedì 4 gennaio 2016

Visite fiscali nel 2016 cambierà tutto. Ecco gli orari e i giorni a partire dal nuovo anno

Nel 2016, in base a quanto reso noto dall’Inps, gli orari della vista fiscale resteranno invariati, sia per i lavoratori pubblici che per i dipendenti del settore privato: essendo state modificate, difatti, recentemente lefasce di reperibilità, con nuovi orari in vigore da gennaio 2015, e non essendo subentrate ulteriori regolamentazioni in materia, nulla cambierà nel 2016.
Vediamo ora quali sono gli orari delle visite fiscali attualmente in vigore, quali gli obblighi del lavoratore, i casi di assenza giustificata e di esonero.
La visita fiscale
La visita fiscale è un accertamento sanitario, esperibile nei confronti del lavoratore quando è assente per malattia, da parte di un medico dell’Inps: la verifica può essere inviata dall’Inps stessa, a campione, per i lavoratori privati, oppure a spese del datore di lavoro, o, ancora, dall’Amministrazione presso cui lavora il dipendente pubblico.
Orari visita fiscale 2016
Nel biennio 2015/2016, le fasce di reperibilità per la visita fiscale sono le seguenti:
dipendenti Statali e degli Enti Locali: tali lavoratori devono essere reperibili per l’intera settimana, festivi compresi, nelle fasce orarie dalle 9:00 alle 13:00, e dalle 15:00 alle 18:00;
– personale del Comparto Scuola: poste le medesime fasce di reperibilità previste per gli altri dipendenti pubblici, il Dirigente Scolastico può richiedere la visita fiscale dal primo giorno di malattia solo per assenze contigue alle giornate non lavorative (comprese, oltre a festivi o domeniche, le giornate libere);
– lavoratori del settore privato: posto il vincolo di reperibilità totale come per i dipendenti pubblici, compresi festivi e week-end, le fasce orarie sono differenti, e vanno dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.
Negli orari delle fasce di reperibilità, sin dal primo giorno della patologia, il lavoratore in malattia dovrà trovarsi a disposizione del medico fiscale, presso il domicilio indicato nel certificato medico.
Visita fiscale sin dal primo giorno
Al verificarsi della malattia, il dipendente è tenuto a recarsi immediatamente dal proprio medico curante, perché rediga ed invii all’Inps in tempo reale il certificato telematico: inoltre, su richiesta del datore, o dietro accordi aziendali, il lavoratore deve comunicare il codice univoco del certificato, perché possa essere visualizzato via web dall’azienda stessa.
Proprio in virtù dell’informazione in tempo reale, è possibile l’invio del medico fiscale sin dal primo giorno di malattia, anche da parte dell’Inps, nell’ambito dei controlli a campione.
Visita fiscale fuori dalle fasce orarie
Qualora il medico fiscale si presenti in orari al di fuori delle fasce di disponibilità, e non reperisca il malato, per quest’ultimo non potrà esservi nessuna sanzione disciplinare.
Esonero dalla visita fiscale
Il dipendente è esonerato dalla visita fiscale nelle seguenti ipotesi:
– malattie nelle quali è a rischio la vita del lavoratore;
infortunio sul lavoro;
– patologie per causa di servizio;
gravidanza a rischio;
– patologie collegate all’invalidità riconosciuta;
ricovero ospedaliero o presso altra struttura sanitaria.
Laddove il medico curante ravvisi una delle suddette cause di esonero, o qualora decida, in base ad altre serie motivazioni, di escludere il lavoratore dalla visita, dovrà contrassegnare il certificato telematico col codice E.
Assenza giustificata alla visita fiscale
Qualora il dipendente malato, durante le fasce di reperibilità, debba sottoporsi a visite mediche specialistiche o generiche, analisi, cure o terapie, per giustificare l’assenza alla visita fiscale dovrà:
preavvertire il datore o l’amministrazione, indicando giorno ed orari di indisponibilità alle fasce di reperibilità;
– fornire, successivamente, idonea attestazione di quanto effettuato.
Assenza ingiustificata alla visita fiscale
Non sono considerati casi giustificati di assenza al controllo del medico fiscale ipotesi quali malfunzionamento del campanello, breve uscita per espletare commissioni, non essersi potuti alzare dal letto, in quanto vale il principio per cui il lavoratore è tenuto a mettere in atto ogni accorgimento possibile per consentire l’accesso al personale sanitario.
Le sanzioni, in questo caso, saranno:
– perdita del 100% della retribuzione, per i primi 10 giorni di assenza;
– perdita del 50% della retribuzione, per le giornate successive.
Vi sono comunque 15 giorni di tempo per giustificare l’irreperibilità: presentarsi alla visita ambulatoriale Aslnon giustifica l’assenza al controllo fiscale, ma è utile solo ad accertare la sussistenza e la prognosi della patologia.

 http://www.oggiscuola.it

mercoledì 30 dicembre 2015

In arrivo il Nuovo Modello Isee 2016



Approvato il nuovo modello di dichiarazione Isee per l’anno 2016: novità, come funziona la dichiarazione sostitutiva unica, quali moduli compilare.

L’Inps, con un messaggio appena pubblicato [1] ha reso noto che sono stati approvati i nuovi modelli ISEE e le relative istruzioni che sostituiscono, dal primo gennaio 2016, la precedente modulistica. L’approvazione dei nuovi modelli è avvenuta ieri, con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze [2]; resta invariato, invece, il precedente modello di attestazione, approvato il 7 novembre 2014.
Ricordiamo che l’Isee è il modello, interno alla Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica), col quale è certificato l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare : in pratica, serve a “misurare” la ricchezza di una famiglia.
Tale dichiarazione è diventata indispensabile per richiedere qualsiasi tipo di agevolazione o sussidio, erogabile da parte di Enti Pubblici.
 Modello Isee 2016: com’è strutturato
Come già osservato per il 2015, anche nel 2016 saranno previsti differenti moduli di dichiarazione, a seconda delle particolari situazioni inerenti nucleo familiare, dichiarante, ed a seconda delle prestazioni richieste:
 – Dsu Mini/Isee ordinario: questo modello, riferito ad un nucleo familiare standard, consente di calcolare l’indicatore per la generalità delle prestazioni sociali agevolate;
 – Isee sociosanitario: si tratta del modello di dichiarazione da presentare per richiedere prestazioni di natura sociale e sanitaria, come il ricovero in determinate strutture per i soggetti non autosufficienti, nonché per domandare prestazioni di assistenza domiciliare, bonus per acquisti ed altri servizi a favore dei disabili.Per ricevere tali prestazioni, è dunque necessario che nella famiglia sia presente un disabile la cui condizione di svantaggio sia certificata; per le prestazioni di natura previdenziale, è possibile considerare un nucleo familiare ristretto, presentando il modello Isee sociosanitario residenziale;
 – Isee minorenni: Il modello Isee minorenni va richiesto quando nel nucleo familiare è presente un solo genitore ed un figlio minore di 18 anni. I due genitori, dunque, non devono essere né coniugati, né conviventi tra loro: l’Isee minorenni deve essere presentato in queste situazioni, per verificare se e in che modo la situazione economica del genitore esterno al nucleo incida sul reddito della famiglia;
 – Isee corrente: tale modello è basato sui redditi degli ultimi dodici mesi, perché si rifletta la reale situazione del nucleo, in base ad eventi avversi quali la perdita del lavoro (sono considerati i redditi degli ultimi due mesi in caso di dipendente a tempo indeterminato che abbia subito la perdita, la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa);
 – Isee università: si tratta del modello utile per la richiesta di prestazioni di diritto allo studio di un componente del nucleo familiare, per il quale sono previste diverse modalità di calcolo dell’indicatore; lo studente farà parte del nucleo dei genitori, anche se non convive con loro, a meno che non si dimostri la sua effettiva autonomia;
 – Isee integrativo: sono poi disponibili moduli aggiuntivi, con cui integrare il modello Isee da presentare (ad esempio, per modificare i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate o dall’Inps).

Modello Isee 2016: che cosa cambia
Di seguito, vediamo l’elenco di tutte le novità contenute nel modello Isee 2016:
 --– aggiornamento anno d’imposta: si tratta dell’aggiornamento delle indicazioni corrispondenti agli anni ed inserimento dei riferimenti (righi, colonne, codici) alle dichiarazioni e certificazioni fiscali relative all’anno d’imposta 2014;
 – minorenni senza redditi e patrimonio: modifica della denominazione della casella riferita a soggetti minorenni, presente nel Quadro A dei moduli MB.1 e MB.1rid, con la precisazione che tale casella deve essere barrata nel caso in cui il minorenne nell’anno di riferimento non abbia ricevuto trattamenti, redditi, o posseduto patrimoni;
 – studente universitario con unico genitore separato: si tratta dell’introduzione, per lo studente universitario, della casistica dell’unico genitore separato; allo scopo è stata modificata l’indicazione della prima casella del Quadro C del modulo MB.2 per ricomprendere anche il caso in cui “nel nucleo è presente un solo genitore, mentre l’altro risulta separato legalmente e non convivente”;
autonomia dello studente universitario: si tratta della precisazione, nelle istruzioni relative all’Isee per studenti universitari, che “l’adeguata capacità di reddito” deve essere riferita, in linea di principio, al singolo studente universitario. Se tuttavia lo studente è sposato, il requisito reddituale deve essere valutato tenendo conto anche dei redditi del coniuge di quest’ultimo;
 – carte prepagate con iban e trasferimenti di denaro tra familiari: nelle istruzioni sono stati inseriti alcuni chiarimenti sul patrimonio mobiliare, cioè sulle indicazioni relative a conti correnti, libretti, titoli, carte di credito, etc. A titolo esemplificativo, viene specificato il criterio di conversione del patrimonio all’estero, viene precisato che tra gli incrementi del patrimonio mobiliare rientrano i “trasferimenti” tra componenti dello stesso nucleo familiare, vengono indicate le carte prepagate con IBAN tra i rapporti finanziari da inserire nel Quadro FC2 sez. I;
rimborsi spese: è stata introdotta una deroga al principio per cui non devono essere riportati nella dichiarazione i contributi a titolo di rimborso spese, se le spese sono rendicontate. In particolare, devono essere indicati i contributi per spese per collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale poiché, seppur queste spese risultino rendicontate, sono detratte dall’INPS in via automatica (Quadro FC8 sezione III);
 – esonero dalla dichiarazione dei redditi: è stata inserita, nel Quadro FC8 del modulo FC.3, una casella da spuntare, nel caso in cui un componente del nucleo sia esonerato dalla presentazione della dichiarazione fiscale, o fruisca della sospensione degli adempimenti tributari, a causa di eventi eccezionali. Questo consente una migliore individuazione dei casi nei quali i dati reddituali sono autodichiarati da chi effettua la Dsu.
La nuova modulistica e le relative istruzioni per la compilazione saranno disponibili nel sito dell’Inps, presso il portale “ISEE 2015”, a partire dal 1° gennaio 2016; sarà comunque possibile la presentazione attraverso Caf e Patronati.

http://www.laleggepertutti.it

Bonus disoccupati 2016: come funziona, quando, quanto e a chi spetta



Nuovo sgravio contributivo 2016 per assunzione disoccupati: lavoratori ed aziende ammessi ed esclusi, durata, ammontare, compatibilità con altre agevolazioni.

 Con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, è stato prorogato, anche se con alcuni mutamenti, il Bonus Disoccupati, noto anche come Bonus Assunzioni: si tratta del diritto all’esonero contributivo per l’assunzione a tempo indeterminato di soggetti privi di occupazione da almeno 6 mesi.
L’incentivo spetta, dunque, laddove sia instaurato un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con un soggetto che risulta privo di occupazione (a tempo indeterminato) da oltre 6 mesi: la misura dell’agevolazione è pari, per le assunzioni effettuate dal primo gennaio 2016 in poi, al 40% dei contributi dovuti all’Inps dal datore di lavoro, sino ad un massimo di 3.250 Euro l’anno, ma deve essere riproporzionata per i lavoratori con contratto a tempo parziale e per gli assunti in corso d’anno. La durata del beneficio è di 24 mesi.
Il beneficio, da quanto emerge, è notevolmente inferiore a quello previsto per gli inserimenti effettuati nel corso del 2015: per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato attivati sino al 31 dicembre 2015, difatti, spetta uno sgravio contributivo pari al 100% della contribuzione a carico del datore, sino ad un tetto massimo di 8.060 Euro, per 36 mesi.
Vediamo ora in quali ipotesi spetta il bonus, come deve essere calcolato, e quali sono le agevolazioni compatibili.
 Bonus disoccupati 2016: a chi spetta
Il Bonus assunzioni 2016 spetta nelle seguenti ipotesi:
 – lavoratore disoccupato da oltre 6 mesi: l’agevolazione spetta senza alcun problema se il lavoratore non ha alcuna occupazione, per un periodo pari o superiore ai 6 mesi precedenti l’assunzione;
 lavoratore con contratto a tempo determinato: anche se il dipendente assunto risulta avere, nei 6 mesi precedenti, un contratto a termine, l’incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato spetta comunque;
 – lavoratore Co.co.co. o Partita Iva: il lavoratore con contratto parasubordinato o di lavoro autonomo, non configurando un rapporto a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti, darà ugualmente pieno diritto all’agevolazione;
 – somministrazione: anche le assunzioni di lavoratori in somministrazione godono dello sgravio, ma solo se a tempo indeterminato, a prescindere dalla durata delle missioni presso uno o più utilizzatori;
 – cambio appalto e trasferimento d’azienda: nel caso di cambi d’appalto o trasferimento d’azienda ( o di ramo d’azienda, o di fusione per incorporazione), è stato recentemente chiarito che il dipendente continua ad aver diritto al bonus, che passa alla ditta subentrante.
 Bonus disoccupati 2016: a chi non spetta
Non si ha invece diritto al Bonus disoccupati 2016 nelle seguenti ipotesi:

– lavoratore con contratto a tempo indeterminato all’estero: laddove il dipendente risulti avere, nei 6 mesi precedenti, un rapporto a tempo indeterminato svolto all’estero, non otterrà il diritto al Bonus (anche se non assicurato, poichè non obbligato dalla normativa della Nazione in questione)
 – lavoratore con 2 contratti a tempo indeterminato: qualora il dipendente risulti assunto da due diverse aziende, con due rapporti part time a tempo indeterminato, l’incentivo è fruibile per entrambi i datori di lavoro. Dovrà però essere riproporzionato secondo le ore di lavoro svolte presso ciascuna azienda, e la data di assunzione dovrà essere la stessa per entrambi i rapporti, poiché, diversamente, si configurerebbe un precedente contratto a tempo indeterminato, che pregiudicherebbe il diritto al bonus per i rapporti successivi;
 – lavoratore con periodo di prova non superato: se il dipendente è stato cessato da un precedente rapporto incentivato a tempo indeterminato, a causa del mancato superamento del periodo di prova, non avrà più diritto al bonus;
 – apprendistato: il bonus non è fruibile per l’assunzione di apprendisti (per i quali sono comunque previsti degli sgravi molto più convenienti);
 – precedente rapporto agevolato: se tra il lavoratore e il datore (o una società controllata o collegata, o facente capo allo stesso soggetto, anche per interposta persona) vi è già stato un precedente rapporto agevolato, non si avrà diritto al bonus.
 – lavoro intermittente: è escluso dall’incentivo il lavoro intermittente, o a chiamata.
 Ricordiamo, infine, che non possono usufruire del Bonus le ditte non in possesso del Durc (cioè non in regola con il versamento di contributi e premi), e che non rispettano la normativa in materia di lavoro, salute e sicurezza, nonché i Contratti Collettivi.
 Bonus disoccupati 2016 e Maternità
Nei periodi di maternità obbligatoria il bonus assunzione è sospeso, ed è posticipato, al termine dell’astensione, il periodo di fruizione dell’agevolazione.
 Bonus disoccupati 2016: come si calcola
Lo sgravio deve essere calcolato sui contributi Inps a carico del datore di lavoro (la cui aliquota varia in funzione dell’Inquadramento assegnato dall’Inps), in misura pari al 40%, e comunque non superiore a 3.250 euro l’anno: ciò significa che, qualora il 40% dei contributi annui a carico del datore sia al di sopra di tale soglia, lo sgravio andrà progressivamente proporzionato. L’incentivo deve essere sottratto ai contributi mensili da pagare , e sarà evidenziato nel modello Uniemens da trasmettere all’Inps con il Codice Agevolazione TRIE, Ente finanziatore H00- Stato.
Bonus disoccupati e altri bonus
Il Bonus disoccupazione è compatibile con quasi tutti incentivi all’assunzione, come il Bonus Garanzia Giovani e Giovani Genitori, e con la fruizione dell’eventuale quota dell’indennità di mobilità o della disoccupazione restante al lavoratore. Sono esclusi i Bonus donne disoccupate ed il Bonus over 50 (che prevedono, entrambi, uno sgravio del 50% dei contributi a carico dell’azienda, per disoccupati over 50 da oltre 12 mesi, e per donne disoccupate da oltre 6 mesi, appartenenti a determinati settori lavorativi e territori, o da oltre 24 mesi, negli altri casi);
È però possibile godere prima dell’agevolazione donne e over 50, per un rapporto a termine, poi del bonus disoccupati, per la trasformazione a tempo indeterminato dello stesso contratto.



http://business.laleggepertutti.it