La filosofia della ‘riforma’ in soldoni è meno personale in divisa e
più tecnologia ed armi sofisticate. È previsto un programma pluriennale
molto oneroso che prevede vari progetti: la dotazione digitale
ipertecnologica per collegare i militari ai centri di comando con una
spesa di 22 miliardi, l’acquisto di caccia F35 con una spesa di 13
miliardi ed ottocento milioni e di caccia Eurofighter per una spesa di
12 miliardi e 23 milioni, l’acquisto della fregata Foreman per una spesa
di 5 miliardi e di elicotteri NH90 per una spesa di 3 miliardi e 49
milioni. Si continua a sostenere che questa riforma è necessaria per
continuare a partecipare alle missioni di pace ed interventi nei
conflitti. Per attivare la riforma il governo Letta ha presentato in
Parlamento due decreti attuativi per un parere, anche se il parere è
solo consultativo.
Un parlamentare del Pd, di quelli che non starnazzano continuamente
in TV, esaminando il decreto ha avuto un moto di stupore non tanto per
l’enormità delle spese militari in un momento di crisi ma per le
modalità di sfoltimento del personale. Il decreto individua tre
modalità: il passaggio ad altro ministero, il prepensionamento,
l’esenzione dal servizio che prevede la cessazione dal lavoro a 50 anni
ed il mantenimento dell’85% del salario fino all’età della pensione con
una contribuzione che garantisca una pensione piena e la possibilità di
lavorare presso terzi o come autonomi senza cumulo dei redditi.
“Lo scivolo d’oro” come è stato battezzato viene definito dal
capogruppo Pd alla difesa una “provocazione” mentre l’ex generale
Domenico Rossi, parlamentare di Scelta Civica lo giustifica “…però se ci
si pensa è la via d’uscita delle generazioni delle missioni, i
cinquantenni di oggi avevano 35 anni in Kosovo. Non è che si possono
mandare via così”. Non sappiamo quale sarà il parere del parlamento, in
ogni caso la proposta in sé è scandalosa.
Abbiamo ripetutamente e caparbiamente denunciato incongruenze,
privilegi ed iniquità presenti nel sistema pensionistico quali ad
esempio il ripianamento del deficit del fondo del clero, dei dirigenti
di azienda, dei lavoratori autonomi con l’attivo del fondo dei
lavoratori dipendenti, dei precari (a cui concorrono gli immigrati); il
vergognoso livello delle pensioni minime e delle pensioni d’oro, i
vitalizi esentasse, lo stipendio ed i compensi vari del Presidente
dell’Inps…con lo ‘scivolo d’oro’ la lista si allunga.
Questa scandalosa misura potrebbe essere l’occasione per rimettere in
discussione la riforma delle forze armate, ma non mi pare che interessi
più di tanto neanche a Sel ed ai grillini.
Forse il parlamento renderà meno d’oro lo scivolo ma le spese
militari non si possono ridimensionare: l’Italia dovrebbe risponderne in
sede Nato e agli Usa.
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