Il raggiungimento di un accordo in seno all'Eurogruppo sui temi
posti dal governo Tsipras è una breccia che si apre nel muro
dell’austerità e della mancanza di democrazia. Il governo greco è uscito
a testa alta dall’incontro. Il braccio di ferro è stato e resta
drammatico, a dimostrazione di quanto forti e prepotenti, ma anche
dissennate, siano le resistenze ad un cambiamento di questa Europa.
Ma il cambiamento è necessario. Lo dice la drammatica crisi sociale
che investe tutta l'Europa, frutto delle politiche neoliberista e
dell’austerità, e i conflitti aperti alle sue porte, dalla Li
bia
all’Ucraina. Di fronte a questo quadro la protervia di alcuni -a partire
dal governo della Merkel- e l'ignavia di altri -compresi il governo
italiano e le forze del socialismo europeo - fanno correre all'Europa
rischi drammatici.
Tsipras ha il merito grandissimo di aver imposto la riapertura di una
discussione sull’Europa, sul nostro futuro, sulle nostre vite.
Si è insistito a parlare di un "problema greco" quando la realtà è
che invece si è aperto un "problema Europa". Non solo per i danni delle
politiche di austerità ma perchè la politica liberista e tecnocratica ha
impedito un processo di armonizzazione economica virtuosa. Si sono
lasciati prosperare gli interessi forti a danno dei soggetti e delle
economie più deboli. In questo quadro l'economia tedesca non è virtuosa,
ma al contrario lucra su questa mancata armonizzazione.
Tsipras ha poi il merito di aver risollevato di fronte a tutti la
questione della democrazia, del rispetto del mandato popolare, della
necessità di porre fine alle forme tecnocratiche e di procedere sulla
strada di una vera democrazia europea.
Infine, il nuovo governo greco ha fatto riaprire il dossier sul
proprio Paese conquistando il diritto a una sua ridiscussione, e anche
il diritto di proposta sulle misure che intende adottare- profondamente
diverse da quelle imposte fin qui dalla Troika che hanno portato la
Grecia alla rovina sociale, aggravando il debito che in teoria avrebbero
dovuto combattere.
Il testo dell'accordo è naturalmente un compromesso e già lunedì
avremo un nuovo passaggio durissimo: serve che la mobilitazione continui
anzi si estenda!
La lotta continua e dobbiamo impegnarci tutti e tutte noi, in tutti i Paesi e coordinandoci.
Da noi in Italia vuole anche dire continuare e rafforzare la lotta
contro il Jobs Act del governo Renzi che rappresenta la volontà della
Troika: rottama i diritti, rende tutti precari. Dobbiamo impegnarci
tutti e tutte per rottamare le politiche di austerità e chi le sostiene
anche in Italia. Anche così aiuteremo la Grecia.
Altra Europa con Tsipras
Altra Europa con Tsipras

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