domenica 11 novembre 2012

Produttività, Monti spinge e i sindacati procedono divisi



CRISI. Domani nuovo round per la trattativa sull´intesa che potrebbe sbloccare 1,6 miliardi stanziati dal governo
La Uil è scettica, la Cgil critica e l´Ugl possibilista Passera: «L´accordo darebbe credibilità all´Italia»
ROMA
Il premier Mario Monti spinge. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, non ci crede. La Cgil ha già bocciato le proposte delle imprese e ribadisce che un´intesa, con la sua firma, è lontana. Domani associazioni datoriali e sindacati si incontreranno per un nuovo round della trattativa sul rilancio della produttività.
Monti auspica che si possa raggiungere «un risultato, spero unitario e importante» attraverso il «negoziato con le parti sociali» per «accrescere la competitività» e «per appoggiare la trasformazione degli istituti contrattuali in favore della produttivita». Il governo ha messo sul tavolo 1,6 miliardi e un invito all´accordo è arrivato anche da Corrado Passera ministro dello Sviluppo Passera, che si augura «una soluzione di alto livello e condivisa che porterebbe molta credibilità al nostro Paese».
«Sono indifferente», ha dichiarato Angeletti, «che si faccia o non si faccia è uguale. Sono testi che abbiamo scritto e riscritto dieci volte». Angeletti ha dichiarato che è lo stesso testo che «la Cgil aveva firmato il 17 ottobre» con Uil, Cisl e Confindustria. «Non serve a niente, serve forse a fare dare i soldi dal governo».
Per la Cgil il nodo principale è nella parte in cui si dice che i contratti nazionali possono definire una quota di aumenti economici destinata a elementi retributivi da collegare a incrementi di produttività e redditività definiti nella contrattazione di secondo livello dove esiste na che resterà nei contratti nazionali in assenza.
In «un buon accordo» e nella possibilità di raggiungerlo confida Giovanni Centrella, segretario dell´Ugl, ma sullo sfond del tavolo-produttività, si accende la dialettica in seno ai sindacati dei metalmeccanici. «Basta altolà al tavolo confederale della produttività», afferma Rocco Palombella, numero uno della Uilm, «lasciateci lavorare per concludere positivamente il nostro contratto. Quasi due milioni di lavoratori sono in attesa e noi siamo in dirittura d´arrivo». 

dal BRESCIAOGGI

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