Dalle lettere a Liberazione del 12 settembre 2008
Caro direttore, chi scrive è un ex deportato in Germania in un campo Kz per colpa dei fascisti e sono orgoglioso di aver contribuito, con le mie sofferenze, a ridare all'Italia libertà e democrazia. Oggi, però, sono molto disgustato nel sentire un ministro della Repubblica, che ha giurato fedeltà alla Costituzione nata dalla Resistenza contro il fascismo, pronunciare un discorso a favore dei cosiddetti ragazzi di Salò, massacratori di partigiani e povera gente senza colpe, sostenere che erano in buona fede.
Signor Ministro, Lei crede che chi chiudeva i vagoni pieni di partigiani, di operai e di povera gente innocente e li mandava in Germania a morire nelle camere a gas o nei forni crematori fosse in buona fede?
No, Signor Ministro, quelli erano dei veri criminali e venduti al nemico del nostro paese. Pertanto Signor Ministro, Lei che ha giurato fedeltà alla Costituzione nata dalla Resistenza e poi osanna ai nemici della stessa non è degno di ricoprire tale carica e sarebbe decoroso se si mettesse da parte per il bene dell'Italia e per rispetto di quanti sono morti per dare al nostro paese la libertà, la stessa libertà di cui gode anche a Lei Signor Ministro La Russa.
Vorrei ricordare alle nuove generazioni che la Resistenza è stata uno dei momenti più alti del nostro Paese perché ha consegnato agli italiani una patria libera, ricca di prospettive e di speranze.
Dobbiamo essere consapevoli che per essere liberi dobbiamo essere protagonisti delle nostre scelte e non permettere a nessuno di decidere per noi.
Dobbiamo difendere la nostra Costituzione nata dalla Resistenza e ricordare a coloro che vogliono stravolgerla che non è la Costituzione a dover essere cambiata ma gli uomini che vogliono cambiarla.
Fare memoria vuol dire anche difendere ogni giorno la pace e ricordarsi di coloro che oggi, in qualunque paese del mondo e sotto qualsiasi tipo di dittatura, non possono essere uomini liberi.
Solo così potremo dire di essere degni di coloro che hanno sacrificato la loro vita.
Giulio Dosselli Lograto (Bs)
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