domenica 28 settembre 2008

La CGIL da sola contro il Governo e l’Associazione industriali.

A Brescia, in piazza Vittoria, duemila con la Cgil, in corteo giovani, pensionati , immigrati e rappresentanti di tutte le categorie.

La Cgil finalmente rompe gli indugi e manifesta per riportare l’attenzione sui redditi da lavoro e da pensione, sull’impoverimento delle famiglie e il calo dei consumi, sull’inflazione arrivata ad Agosto al 5 per cento, sui tagli alla scuola e sulla Finanziaria che «forse farà tagli anche alla Sanità e all’assistenza».

Alle circa duemila persone assiepate in piazza Vittoria, dopo il corteo per le vie della città, sono intervenuti: il segretario della camera del lavoro di Brescia Marco Fenaroli, il segretario regionale Fulvia Colombini, il segretario della funzione pubblica e della filcams oltre a rappresentati degli immigrati.

Le confederazioni hanno presentato la loro piattaforma unitaria la primavera scorsa, e «dopo il documento di Confindustria, da quella dobbiamo ripartire», dice Colombini. Ma quel documento è caduto come un macigno sui tre sindacati confederali. Ha creato fratture, e non tutti sono convinti che il rapporto si possa o si debba recuperare.

Di fronte a una «bella piazza», il segretario della Camera del lavoro Marco Fenaroli ammette che, “siamo soli perchè a livello nazionale abbiamo insistito per una manifestazione unitaria di critica al governo ma non c’è stato accordo e noi sentiamo l’esigenza di rispondere a una politica aggressiva su fronti decisivi, bisogna portare più avanti la risposta sindacale e il documento della Confindustria sulla contrattazione perché è incompatibile con la Cgil”.

L’ex segretario della Camera del lavoro Dino Greco valuta che «si va verso la rottura, perchè c’è un giudizio differente sul documento di Confindustria che chiede ai sindacati di genuflettersi davanti al comando d’impresa». Dunque «bisogna smontare un attacco che presenta rischi irrversibili».

Giorgio Cremaschi, leader della «Rete 28 aprile» “Il documento della confindustria va rispedito al mittente - dice Cremaschi - e bisogna dire no anche con la sola Cgil, lasciando la Cisl a macerarsi su una linea che non porta da nessuna parte, non ha più alcun senso continuare il negoziato con una Confindustria, che vuole imporre il taglio dei salari e un regime autoritario nelle relazioni sindacali.».

Ci sono quelli di Rifondazione (quelli che non avevano impegni con Vendola a Roma) come Fiorenzo Bertocchi che distribuisce pane e acqua per sottolineare con il gesto simbolico che «passiamo da una società dei diritti ai divieti imposti».

Ma la difesa del contratto nazionale dagli attacchi di Confindustria mette insieme tutti.

E tutti sfilano in corteo per la città dietro gli striscioni con parole d’ordine condivise, naturalmente anche la CF Gomma era rappresentata da qualche compagno (purtroppo pochi, causa il sabato pomeriggio? Per le grandi cause, bisogna saper sacrificare anche del proprio tempo).

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