mercoledì 24 settembre 2008

Forse è la credibilità della politica e la fiducia che riesce a suscitare il motore di qualsiasi ripresa.

Io credo fermamente nella ripresa di Rifondazione, per questo mi sento di rispondere all'articolo di Zipponi di liberazione del 23 Settembre ( sempre che me lo pubblicano)

Leggendo il desolante sconforto con il quale Maurizio Zipponi spiega la sua adesione alla manifestazione dell'11 ottobre, la lunga sequela di “c'è chi c'ha” efficacemente inventata, ormai anni or sono, dalla televisione di Renzo Arbore, anche allora e allo stesso modo per descrivere quanto sia complessa e varia quell'umanità che trova ancora voglia e interesse a reggere su idee cosiddette di sinistra.

E viene da chiedersi come mai nessuno prima di lui abbia considerato necessaria una vera e credibile forza di sinistra. Ma a proposito di vero e credibile, cioè di coerente, è bene ricordare che durante la fase del Governo Prodi, l'onorevole Zipponi ebbe a dichiarare alla stampa bresciana la sua specifica convinzione che gli interessi dei lavoratori e quelli dell'impresa hanno bisogno di essere trattati con capacità mediatorie e di come lui si proponeva come utile interlocutore sia agli uni che agli altri. Forse è per questo che, pur criticando non si sa bene su cosa il PD, manifesta il desiderio di partecipare anche alla manifestazione di quel partito il 25 ottobre. Così è proprio genuina la sua avversione verso le aree, però, guarda caso, solo per quelle della CGIL, perchè lui oggi parla in qualità di funzionario (?) di un'area di minoranza di Rifondazione Comunista.

Forse è poco, ma è con la coerenza che si riparte, avendo prima di tutto ben chiaro da che parte si sta. Forse è la credibilità della politica e la fiducia che riesce a suscitare il motore di qualsiasi ripresa.

Baratto Leonardo: RSU CGIL della CF Gomma e componente del comitato politico di Rifondazione di Brescia.


articolo di Maurizio Zipponi
L'11 ottobre sarò in piazza ma quel corteo non mi convince
Ho aderito all'appello che lancia la manifestazione dell'11 ottobre, convinto della necessità di fronteggiare una destra sociale e politica sempre più aggressiva.
Questo appuntamento, però, rischia di essere poco sentito e partecipato (come poco sentite e partecipate sono state le ultime iniziative che abbiamo messo in campo, momenti più di testimonianza che di lotta, utili solo a un ristretto gruppo dirigente con la necessità di auto affermarsi), una sorta di "scimmiottatuta" della grande manifestazione del 20 ottobre 2007.
Dobbiamo guardare in faccia la realtà, anche quando non ci piace. E la realtà ci dice che il mondo del lavoro non si rivolgerà a sinistra, a meno che la sinistra non re impari a leggere i processi e ad intervenire in modo autonomo...............
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