giovedì 20 marzo 2014

Brescia - Lavoro, calano gli infortuni Ma prevenire resta la priorità

IL CONVEGNO. Promosso dai sindacati alla Camera di commercio per fare il punto su incidenti e morti bianche 

Lavoro, calano gli infortuni - Ma prevenire resta la priorità

Da ottobre 2013 a gennaio 2014 incremento pari a zero, ma le ore lavorate sono scese del 12% Le ispezioni sono il tasto dolente

Gli infortuni sul lavoro, a Brescia come in tutta Italia, sono in calo. Il merito, però, è soprattutto della crisi economica che ha fatto scendere le ore di lavoro complessive.
C´È ANCORA molto da fare, dunque, sulla strada della prevenzione negli ambienti di lavoro. Lo sanno bene le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che ieri hanno organizzato alla Camera di commercio il convegno dal titolo “Prevenire per garantire”.
«Nel 2012 a Brescia gli infortuni sui luoghi di lavoro sono calati del 10,2 per cento, andando oltre la media nazionale che è del 9,5 per cento», dice Enzo Torri, segretario generale della Cisl, nella relazione introduttiva. I dati, forniti dall´Inail, confermano che il trend degli incidenti sul lavoro sia in calo ormai da qualche anno, sebbene Brescia conservi in Lombardia la maglia nera per le morti bianche: nel 2013 sono state 18, e già 6 in questi primi mesi del 2014. Non si può, però, non considerare la crisi economica che prosegue ormai da sei anni, come rileva Raffaele Merigo della segreteria generale Uil per il settore edile: «I dati ci dicono che nel quadrimestre ottobre 2013-gennaio 2014 rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente l´incremento degli infortuni è pari a zero.
Quello che sembra un dato positivo va accostato a quello che sottolinea come, nello stesso periodo, le ore lavorate sono diminuite del 12 per cento rispetto all´anno prima. Questo ci dice - prosegue Merigo - che gli infortuni a Brescia non sono diminuiti».
VUOL DIRE, dunque, che sulla sicurezza e prevenzione bisognerà lavorare, oltre la crisi economica.
«Il Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza deve aiutarci a rialzare il livello di guardia che si è abbassato con il peggioramento delle condizioni economiche - è la proposta di Torri -, serve un piano straordinario per il monitoraggio, così come le pubbliche amministrazioni devono avere un ruolo più attivo nel far rispettare le norme di sicurezza negli appalti, serve un rafforzamento degli strumenti ispettivi e i soldi derivanti dalle sanzioni devono essere messi a disposizione delle aziende per investire nella sicurezza».
Le ispezioni, effettuate dalla Direzione territoriale del lavoro e anche dall´Inps, sono un tasto dolente a Brescia e nel resto dell´Italia. «In provincia di Brescia ci sono 122mila imprese iscritte alla Camera di Commercio. Se pensiamo che la Dtl ha solo 30 ispettori capiamo quanto poco possono fare», spiega il segretario generale della Cgil Damiano Galletti.
«Se pensiamo che ciascuno di loro porta introiti tre volte superiori al proprio costo, si capisce che il loro numero esiguo non è una questione di soldi ma di politica», sostiene.
La vede nello stesso modo Maurizio Fazio della Direzione territoriale del lavoro di Brescia: «Gli infortuni non sono imprevedibili o inevitabili: oggi si può fare di più. Ma solo un sistema di regole certe e condivise ci può far tendere al nostro primo obiettivo, ovvero zero infortuni. L´Unione Europea ha recentemente eletto le ispezioni sul lavoro come strumento per migliorare le condizioni stesse di lavoro, lo considera un mezzo per far sì che i diritti diventino realtà. In Italia, invece, la nostra attività è vissuta come una vessazione».
CHE FARE, DUNQUE? «L´Azienda sanitaria locale ha deciso che il personale dei dipartimenti di prevenzione avrà il turn over garantito - dice Fabrizio Speziani del Dipartimento prevenzione Asl – perché la riteniamo una funzione strategica. Nel 2013 abbiamo controllato 4.225 imprese, quasi il doppio di quelle che ci richiede la normativa. Il nostro obiettivo è arrivare a non erogare più sanzioni, per questo stiamo puntando sulla formazione, anche nelle scuole prima che i ragazzi entrino nel mondo del lavoro».  

dal BRESCIAOGGI 

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