giovedì 20 marzo 2014

Europa, patto di stabilità, i tagli di Cottarelli e quelli di Renzi. Segnalazioni dai quotidiani di giovedì 20 marzo

Oggi si riunisce a Bruxelles il Consiglio d'Europa. Al centro del dibattito le scelte sulle politiche di austerità. Alla vigilia del vertice, il premier Matteo Renzi ha lanciato un messaggio doppio: da una parte parla di vincolo del 3% come di una scelta anacronistica, dall'altra, a nome del governo italiano, rassicura l'Europa sul fatto che il nostro Paese rispetterà tutti gli accordi. Intanto i sindacati europei rilanciano le loro proposte per l'economia e il ripensamento del Fiscal compact e chiedono un grande piano di investimenti pubblici. Se non si superano le politiche di austerità non ci sarà alcun rilancio, ha detto ieri il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso a Bruxelles. Polemiche sul piano di tagli di Cottarelli. Renzi conferma che le scelte si prenderanno a palazzo Chigi, ma i soldi per le coperture delle scelte annunciate ancora non ci sono. Polemiche anche tra il ministro Madia e il ministro Poletti sul cumulo pensione-reddito da lavoro. Il ministro della pubblica amministrazione aveva criticato il sistema attuale che non permetterebbe l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Primo incontro con i sindacati sui tagli annunciati nel pubblico impiego. A venti anni dall'uccisione della giornalista Rai, Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovathin , il procuratore di Roma riapre il caso e il presidente della Camera, Laura Boldrini, chiede al governo di desecretare i documenti dei servizi sul caso somalo.

CAMUSSO: LE NOSTRE RICHIESTE AL VERTICE DELLA UE

L'Europa sarà più elastica? Si allenteranno i vincoli di bilancio per rilanciare l'economia? "Noi crediamo che, se si mantiene una politica Ue con le caratteristiche di austerità, molti degli annunci di rilancio rischiano di rimanere irrealizzati". Ha risposto così ieri a Bruxelles alle domande dei giornalisti il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso che ieri ha partecipato alla riunione della Confederazione dei sindacati europei. Una riunione che ha messo a punto le richieste del sindacato europeo ai capi di governo che si riunisco oggi per il vertice Ue. Per la confederazione europea è necessario lanciare un massiccio piano di ripresa con investimenti per 250 miliardi di euro in 10 anni. "Da lungo tempo - ha spiegato Camusso - i sindacati europei sostengono che l'ossessione del pareggio di bilancio ha determinato un peggioramento delle condizioni economiche dei paesi. La mediazione che abbiamo costruito insieme nella Confederazione europea si limita a dire che ci vuole un grande investimento e che bisogna tenere questi investimenti fuori dal Patto di Stabilità, e oggi questa è l'unica mediazione che si può costruire" "è chiaro che quel piano di investimenti sottende l'idea che, così come sono state definite, sia le misure in corso, sia le prospettive rispetto al 'Fiscal Compact', non funzionano perché se andiamo all'applicazione rigorosa del Fiscal Compact anche i paesi che oggi vanno meglio non avranno margini per fare investimenti".

EUROPA: IL 4 APRILE MANIFESTAZIONE DEI SINDACATI EUROPEI

Secondo la denuncia dei sindacati europei, fra il 2009 e il 2013, i salari reali sono diminuiti (tenuto conto anche dell'inflazione) in molti paesi Ue, e in particolare del 3% in Italia. "E' esattamente perché c'è stata una compressione dei salari, una riduzione dei redditi - ha spiegato ieri a Bruxelles Susanna Camusso - che noi abbiamo insistito sulla riduzione del carico fiscale sul lavoro. E questa è la ragione per cui non si può insistere su una politica di blocco dei contratti, a partire dalle Amministrazioni pubbliche e dal settore dell'istruzione. Ed è la ragione per cui bisognerebbe rifare una politica espansiva sia sul terreno dell'occupazione che sul piano dei redditi. I sindacati europei trovano dunque una intesa sulla battaglia contro l'austerità e si preparano a una grande manifestazione europea che si terrà il 4 aprile prossimo. Non è accettabile all'interno della Ue una forbice così grande su retribuzioni e diritti. Ci si deve battere dunque per cambiare le politiche fiscali ed economiche e immaginare un'altra Europa.

IL MINISTRO MADIA RASSICURA: NON FAREMO I TAGLI DI COTTARELLI

Riformare la Pa, riqualificandola in una logica di investimento e valorizzando i suoi lavoratori, a partire dal rinnovo dei contratti. Forte criticità e contrarietà rispetto alla spending review, in particolare per quanto riguarda gli esuberi. Affrontare il nodo della precarietà nella Pa ritornando a fare i concorsi per selezionare il personale. Sono questi i temi sottoposti ieri dalla Cgil al ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. "Al Ministro abbiamo innanzitutto sottoposto la richiesta di riformare la Pa attraverso un approccio che miri alla riqualificazione. La Pubblica amministrazione non deve essere considerata una spesa ma un investimento che, attraverso un serio processo di riforma, può aiutare il paese nel suo insieme. Per questo abbiamo offerto la nostra piena disponibilità ad entrare nel merito e ad affrontare i temi, in attesa delle proposte del governo". Lo ha spiegato al termine dell'incontro il segretario confederale Nicola Nicolosi, mentre il segretario generale della Fp Cgil, Rossana Dettori, ha spiegato che il ministro nel faccia a faccia avrebbe rassicurato i sindacati sull'applicazione della ricetta Cottarelli. "Il ministro ci ha detto che bisogna ragionare in termini di investimento e forza lavoro, anzi a suo parere devono essere inseriti tanti giovani".  "Mi pare un segnale positivo, dopo ministri che per anni hanno invocato il blocco di assunzioni nella Pa, che qualcuno dica apertamente che non condivide questa scelta e parli invece di come far entrare nuove risorse". Del primo incontro tra i sindacati e il ministro Madia scrive sull'Unità Massimo Franchi, "I sindacati respingono i tagli: "Così è un massacro. Dura reazione di Bonanni: abbiamo già perso 350 mila posti nella Pa, il governo ci ascolti. Camusso vede in questi tagli lineari una vecchia ricetta che porta altra recessione". E sulla logica vecchia che rischia di caratterizzare le scelte del governo se dovesse accettare il piano Cottarelli ha parlato ieri a Porta a Porta anche il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari.  Sul no dei sindacati ai tagli lineari scrive sul Sole 24 ore Marco Rogari, "Statali, mobilità obbligatoria, acquisti, enti locali nel mirino. Sindacati all'attacco: no a nuovi tagli". Su Pagina 99 scrive Emilio Carnevali, "Tutti contro il commissario. La lista di Cottarelli fa arrabbiare tutti" .

SPENDING REVIEW E 3 PER CENTO SULLE PRIME PAGINE

Sul Sole 24 ore in taglio medio di prima, il titolo sulle dichiarazioni di ieri del presidente del Consiglio: "Renzi anacronistico il tetto al 3%". Il commento è affidato a Dino Pesole, "Le due carte che l'Italia può giocare". Il Corriere della Sera apre con il titolo "Politica e appalti, i tagli di Renzi". Su Repubblica. "Renzi alla Ue: il 3% va cambiato. E sulla spending reviwe decide il governo. Frenata sui taglia alla Difesa". Sulla Stampa, che apre con il titolo "Il governo congela gli F35", da segnalare l'editoriale molto chiaro di Stefano Lepri sulla questione dei vincoli di bilancio e la possibilità di sforare il 3%, "Conti pubblici, il rischio dell'autogol" (con riferimento alle dichiarazioni di Renzi che parla di 3% anacronistico, ma poi rassicura l'Europa che non lo supereremo).  Sul manifesto il titolo di apertura, "Divieto di caccia". Scelta
diversa quella dell'Unità che a differenza degli altri quotidiani non apre con le questioni di politica economica, ma sulla "guerra per l'eredità dell'ex Cav". In taglio medio: "Renzi frena sui tagli: decidiamo noi". Il Fatto Quotidiano punta sui grandi gruppi: "Eni, Enel, Post, Finmeccanica, la grande rottamazione". Renzi ha deciso: sostituirà tutti i manager che hanno fatto più di tre mandati.

dal sito della Camera del lavoro di Brescia

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