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martedì 14 aprile 2015

Turismo in sciopero, il 15 Aprile i lavoratori incrociano le braccia


A esattamente due settimane dall’inaugurazione di Expo 2015,Turismo in sciopero il 15 aprile, circa un milione e cinquecentomila addetti del Turismo incroceranno le braccia.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno infatti proclamato uno sciopero generale dell’intero settore i cui contratti di lavoro sono al palo da ormai 24 mesi.
Fipe, Fiavet (Confcommercio) Angem, ACI, AICA e Federturismo (Confindustria), Confesercenti hanno infatti fino ad ora impedito il rinnovo dei contratti nazionali.,
Ognuno a suo modo, con diverse intensità, dalla disdetta degli accordi esistenti alla semplice dilazione dei tempi, tutte queste parti datoriali hanno sempre inteso far pagare il costo della crisi ai soli lavoratori chiedendo che il contratto venisse finanziato attraverso la rinuncia da parte degli stessi  a diritti e tutele esistenti ( scatti di anzianità, permessi, indennita’ di malattia etc).
Il sindacato ha fatto muro a queste pretese e si è giunti alla 28 esima ora di mobilitazione settoriale da quando la trattativa più di due anni fa è iniziata.

..... Continua sul sito Filcams CGIL Nazionale

domenica 29 marzo 2015

Landini, sfida a tutto campo «Renzi peggio di Berlusconi»

LAVORO. Manifestazione a Roma della Fiom: «Siamo stanchi di spot e slide, abbiamo più consensi noi dell´esecutivo»

Landini, sfida a tutto campo  «Renzi peggio di Berlusconi»

Il premier: «Cambiamo l´Italia» Squinzi: «Un corteo politico» In piazza anche la Camusso che si mantiene però in disparte

La Fiom è scesa in piazza ieri a Roma sotto la guida del leader delle tute blu Cgil, Maurizio Landini, contro il Jobs act, per difendere il lavoro, i diritti, la democrazia. Ma anche contro il governo Renzi e le sue politiche sbagliate, punti questi sui quali c´è il sostegno della Cgil, presente con il numero uno Susanna Camusso: un esecutivo che sta facendo anche «peggio del governo Berlusconi», attacca lo stesso Landini dal palco di piazza del Popolo.
E la risposta del premier arriva via Facebook dove Renzi ricorda i risultati ottenuti dal suo governo «che stanno portando l´Italia fuori dalla crisi». «Avanti con le riforme», spiega, «stiamo cambiando l´Italia scrostando un sistema che pareva intoccabile».
Dal palco Landini promette l´inizio di «una nuova primavera» del lavoro e dei diritti, lancia la sfida non solo all´esecutivo «padronale» ma anche alla Confindustria (la cui «ricetta», dice, non darà al
Paese né ripresa né occupazione) e da dove rilancia la proposta della coalizione sociale: «Uniamo ciò che il governo divide mettendo insieme associazioni, movimenti, persone». Quella necessità di unione, a partire da «tutti i lavoratori», che è nello slogan stesso scelto per la manifestazione «Unions». Landini, chiudendo l´intervento, sostiene «un nuovo modello di sviluppo, una riforma democratica del sindacato, coinvolgendo altri soggetti e allargando la rappresentanza: è la risposta più forte ad un governo che ha già fatto la sua coalizione sociale con Confindustria e Bce».
Ma la visione del presidente degli industriali è ben diversa. Parlando da Venezia, Giorgio Squinzi bolla la manifestazione della Fiom come «politica» e critica i sindacati che «frenano tutto» e «hanno fatto già abbastanza danni». Per i resto, aggiunge: «Il Jobs act non basta per far ripartire il Paese, il governo deve andare avanti con le altre riforme e arrivare a una crescita del Pil del 2%».
Dal palco Landini replica. «Sì, è una manifestazione politica fatta dal sindacato», ribatte sostenendo che da sempre «il sindacato fa politica come la fa da cento anni anche la Cgil che non esisterebbe se non fosse anche soggetto politico». Come Confindustria: «Squinzi è già andato al governo e sta portando a casa tutto quello che vuole. Il suo soggetto politico ha già avuto molto successo».
I PALETTI CGIL. La Camusso, invece, sottolinea invece il carattere tutto sindacale della manifestazione: «In questa piazza ci sono i lavoratori metalmeccanici iscritti alla Cgil, che
giustamente sono in lotta perché la legge delega sul lavoro riduce i diritti e perché vogliono rinnovare il contratto». Questa è «la risposta sufficiente della ragione per cui siamo tutti qui»

, afferma nella sua unica dichiarazione durante la manifestazione. Camusso, infatti, non sfila insieme a Landini, che poi saluta con un bacio ed un abbraccio una volta raggiunta piazza del Popolo; ascolta i diversi interventi ma senza prendere la parola.
Oltre a lavoratori, precari, studenti e altre categorie della Cgil, in piazza c´è anche una parte del mondo politico in senso stretto: delle minoranze Pd ci sono Stefano Fassina, Pippo Civati, Barbara Pollastrini e c´è la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi. E poi c´è Sel al completo, a partire da Nichi Vendola.
Dalla piazza molti gli applausi per Landini: «Ci siamo stancati di spot elettorali, di slide e balle», esordisce nell´attacco al governo», perché bisogna avere il coraggio di dire la verità e di cambiare veramente il Paese», ma «senza di noi questo Paese non si cambia, si peggiora». E promette che la lotta andrà avanti: «Vogliamo contrastare il Jobs act sia sul piano contrattuale che legislativo, non escludendo alcun tipo di intervento e riaprire la battaglia sulle pensioni».  

http://clic.bresciaoggi.it

La misura della piazza

Se la misura della piazza serve a far capire la forza delle oppo­si­zioni sociali di un paese, si può dire senza dub­bio che piazza del Popolo a Roma ha dato un grande segnale. Con qual­che novità rispetto a molte mani­fe­sta­zioni degli ultimi anni. La pre­senza di tanti gio­vani, e quindi non solo dei valo­rosi pen­sio­nati della Cgil che di solito riem­piono i cor­tei sin­da­cali; il ritorno di molte ban­diere rosse, non del vec­chio Pci e tan­to­meno di quelle sbia­dite del Pd, ma della Fiom; l’entusiasmo della gente che si è ritro­vata per espri­mere un punto di vista che oggi non ha la neces­sa­ria rap­pre­sen­tanza politica.
Natu­ral­mente una piazza non fa pri­ma­vera, anche se la gior­nata era piena di sole e Mau­ri­zio Lan­dini, il pro­ta­go­ni­sta della mani­fe­sta­zione, con la segre­ta­ria gene­rale della Cgil, Susanna Camusso a fare da potente spalla dell’iniziativa, ha voluto sot­to­li­neare che una «nuova pri­ma­vera per il paese è iniziata».
Ma la “pro­te­sta” di ieri forse rap­pre­senta l’inizio di un pro­cesso trai­nato da un’idea forte di rin­no­va­mento delle forze sociali e sin­da­cali, poli­ti­che e di movi­mento, un’idea rias­sunta dallo slo­gan della mani­fe­sta­zione, «Unions», tra­du­ci­bile in un ritorno alle radici del sin­da­ca­li­smo. Che il segre­ta­rio della Fiom, nel suo discorso con­clu­sivo, ha rias­sunto con i ripe­tuti rimandi all’idea fon­da­tiva della Cgil di Di Vit­to­rio: di un sin­da­cato delle Con­fe­de­ra­zioni, così diverso da un sin­da­ca­li­smo cor­po­ra­tivo, basato sulla com­pe­ti­zione dei lavoratori.
E’ la spinta verso un ripen­sa­mento pro­fondo della natura del sin­da­cato, det­tata sia dalle scon­fitte subite con il pro­getto con­fin­du­striale che mar­cia spe­dito sotto le ali del governo, sia dalla per­dita di rap­pre­sen­ta­ti­vità pro­dotta da una crisi eco­no­mica che ha allar­gato il mare della disoc­cu­pa­zione e pro­dotto un eser­cito di pre­cari fuori da ogni tutela e diritto. Così chi oggi ha ancora un lavoro deve subire il comando pieno dell’impresa (abo­li­zione dell’articolo 18, deman­sio­na­mento, con­tratti nazio­nali pol­ve­riz­zati dalla catena per­versa del sistema degli appalti), e chi un lavoro lo cerca è merce di scam­bio e mano­va­lanza per la feroce guerra tra poveri.
Più che una fan­ta­sia, una vel­leità o una scor­cia­toia, la coa­li­zione sociale è una neces­sità vitale per rico­struire la figura del cit­ta­dino lavo­ra­tore (come appunto indi­cava Di Vit­to­rio quando negli anni ’50 già par­lava di uno sta­tuto del «cit­ta­dino lavo­ra­tore»). E coa­li­zione sociale vuol dire una cosa sem­plice: rico­struire le basi di una par­te­ci­pa­zione demo­cra­tica, dun­que poli­tica, ai destini dell’Italia.
Per­ché chi oggi accusa il segre­ta­rio della Fiom di voler fare l’ennesimo par­ti­tino dovrebbe piut­to­sto doman­darsi come è stato pos­si­bile arri­vare a que­sto disa­stro sociale, a un così forte ridi­men­sio­na­mento del ruolo del sin­da­cato, alla nega­zione dei diritti. E anche inter­ro­garsi sulla subal­ter­nità, que­sta sì poli­tica, verso governi o par­titi amici di quel «gia­guaro» che nes­suno ha smac­chiato e in molti hanno nutrito.
Ritro­vare una sog­get­ti­vità poli­tica diventa un biso­gno natu­rale e l’alleanza con tutte le realtà asso­cia­tive che non si ras­se­gnano è una via mae­stra per raf­for­zare l’opposizione a un governo ricco di slo­gan almeno quanto è povero di un inno­va­tivo pro­getto di svi­luppo. Per­ché met­tere in pra­tica la linea di Squinzi, o una riforma costi­tu­zio­nale ed elet­to­rale di regres­sione verso forme di ple­bi­sci­ta­ri­smo media­tico non sem­bra dav­vero una grande novità. Né in Ita­lia, né in Europa. Come direbbe Lan­dini «non rac­con­tia­moci di balle». Che fa tra­bal­lare la sin­tassi, ma si capisce.
Domani è il com­pleanno di Pie­tro Ingrao. Cento anni applau­diti da tutto il popolo della piazza quando Lan­dini ha ricor­dato il giorno in cui, da pre­si­dente della Camera, si recò, come primo atto pub­blico, alle Accia­ie­rie di Terni per rivol­gersi agli ope­rai chia­man­doli «i costi­tuenti». Un mes­sag­gio a chi ha scarsa memo­ria del paese che pre­tende di governare.

http://ilmanifesto.info

venerdì 27 marzo 2015

UNA VERGOGNA! Microchip nelle scarpe degli operai per controllarli: bufera su Fincantieri

Ipotesi choc nel contratto integrativo: i dipendenti insorgono
L'azienda fa retromarcia, ma dice: «È per la sicurezza»

 MARGERA (VENEZIA) - Agitazione nei cantieri di Fincantieri con scioperi e presidi. Fa discutere l'ipotesi di contratto integrativo che, secondo i sindacati prevederebbe anche scarpe da lavoro con microchip.

Il gruppo smentisce questa ipotesi, ma il malumore cresce tra gli operai, anche a Marghera.

Oggi infatti sono state annunciate tre ore di sciopero per turno contro l'ipotesi di contratto integrativo. I lavoratori in questo modo intendono creare problemi a Fincantieri che nel prossimo fine settimana deve consegnare la nave Viking Star.

E replica dice: «Se i lavoratori vogliono arrivare alla chiusura del cantiere, allora continuino pure ad ostacolare la consegna della nave».

«Ci vogliono far lavorare gratis mezzora ogni giorno e vogliono metterci un microchip nelle scarpe da lavoro, ci chiedono anche di regalare 104 ore di lavoro per le ex festività», dicono i sindacati.

L'azienda prova a far chiarezza dicendo che non ha mai parlato di microchip. «L'azienda ritiene utile che in ciascun sito aziendale vengano adottati impianti audiovisivi e o altre apparecchiature tecnologiche, trattandosi di strumenti che - se coerentemente finalizzati - sono in grado di incrementare il livello di sicurezza complessiva nei luoghi di lavoro. Le apparecchiature di cui sopra - dice Fincantieri - non verranno utilizzate per il controllo a distanza dei lavoratori».

Anche in Liguria, da giorni, al cantiere di Riva Trigoso (Genova) sono in corso scioperi e presidi: ieri un'ora di astensione dal lavoro per turno e presidio della portineria con il blocco delle merce in entrata e in uscita.
 
 

Gavardo, attacco doloso ad auto di delegato Cgil

FILCAMS E CAMERA DEL LAVORO: EPISODIO GRAVE ED INQUIETANTE, FARE CHIAREZZA 

Nella mattinata di lunedì l'automobile di Emiliano Speziali, un nostro delegato dell'azienda «Sanitaria Servizi ambientali», è stata bruciata a Gavardo, in un parcheggio vicino all'azienda stessa. L'episodio, come accertato dai vigili del fuoco, è chiaramente di natura dolosa «in quanto a terra vi era una bottiglia di plastica ed un bastone di legno con uno straccio di stoffa».

L'episodio è molto grave e al momento non siamo in grado di fare ipotesi di alcun genere in merito agli autori dell'attentato. Ci preme però esprimere anche pubblicamente grande vicinanza a Emiliano e sottolineare la sua generosa attività sindacale. Il nostro delegato lavora come autista per l'azienda e da poco meno di un anno svolge con entusiasmo e passione il ruolo di rappresentante sindacale (RSA) e di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

In questo senso l'episodio, di per sé già molto grave, assume anche connotati inquietanti sul quale siamo convinti ci saranno indagini accurate per individuare i responsabili. E sgombrare il campo dal sospetto che l'episodio di cui è stato oggetto sia collegato proprio alla sua attività sindacale.

Damiano Galletti - segretario generale Cgil Brescia
Giuseppe Leone - segretario generale Filcams Cgil Brescia
Luigi Vassallo - funzionario Filcams Cgil
- See more at: http://www.cgil.brescia.it/cgil_bs/sito_cgil/public/news2.php?classic=&type=&id=4910&t=Gavardo-attacco-doloso-ad-auto-di-delegato-Cgil#sthash.1YlXcYsE.dpuf
Gavardo, attacco doloso ad auto di delegato Cgil - See more at: http://www.cgil.brescia.it/cgil_bs/sito_cgil/public/news2.php?classic=&type=&id=4910&t=Gavardo-attacco-doloso-ad-auto-di-delegato-Cgil#sthash.1YlXcYsE.dpuf
FILCAMS E CAMERA DEL LAVORO: EPISODIO GRAVE ED INQUIETANTE, FARE CHIAREZZA
Gavardo, attacco doloso ad auto di delegato Cgil - See more at: http://www.cgil.brescia.it/cgil_bs/sito_cgil/public/news2.php?classic=&type=&id=4910&t=Gavardo-attacco-doloso-ad-auto-di-delegato-Cgil#sthash.1YlXcYsE.dpuf

mercoledì 25 marzo 2015

Fiom- sciopero di 4 ore e presidio con tutte le categorie al Broletto di Brescia

Crisi a Brescia: presidio assemblea della Camera del Lavoro questa mattina nel piazzale del Broletto. In piazza tutte le categorie, per oggi la Fiom ha anche indetto uno sciopero di quattro ore a livello territoriale. Nel corso della mattinata incontro in prefettura per illustrare i dati sulla crisi. Che continua ad essere pèesante.

Scarica il dossier sulla crisi fatto dalla Cgil e consegnato in prefettura:
http://www.cgil.brescia.it/…/MATER…/20150325CRISIBRESCIA.pdf















venerdì 20 marzo 2015

Dal settimanale SINISTRA e LAVORO. intervista a Ugo Cherubini segretario generale della FILCTEM/CGIL di Brescia


"CONTRATTAZIONE, SPUNTI E RIFLESSIONI" : SEMINARIO NAZIONALE FILCTEM-CGIL ROMA, 3-4 MARZO 2015

Una "due giorni" di confronto e di lavoro molto intensa quella del 3 e 4 marzo 2015 a Roma che ha visto impegnati gli oltre 350 dirigenti e delegati della Filctem-Cgil.

L'occasione è stata quella di un seminario nazionale – che ha visto protagonisti ospiti illustri - in un dibattito sulla contrattazione, tema questo di scottante attualità per il quale è in gioco quel "modello" contrattuale che abbiamo conosciuto e praticato in tutti questi anni, dal 1993 in poi.

La Filctem con coraggio accetta la sfida e fa da "apripista" della imminente stagione contrattuale e che la rende protagonista in prima persona: infatti sono in scadenza al 31 dicembre 2015 i contratti nazionali di lavoro di importanti settori dell'industria e di servizi ad alta rilevanza tecnologica (chimico-farmaceutico, energia e petrolio, elettrici, gas-acqua, gomma-plastica, lavanderie industriali che riguardano più di 470.000 lavoratori impiegati in oltre 10.000 imprese) che dovranno inevitabilmente giovarsi di nuovi modelli contrattuali e relazioni industriali conseguenti, alla luce sia dell'esaurimento dell'accordo del 22 gennaio 2009 che della situazione straordinaria, inedita, venutasi a determinare con l'azzeramento di fatto dell'indice inflattivo.

Cherubini Ugo - Segr. generale Brescia




venerdì 13 febbraio 2015

CF Gomma Passirano - Comunicato Sindacale



COMUNICATO SINDACALE

La RSU congiuntamente alle segreterie provinciali FILCTEM/CGIL e UILTEC/UIL ritengono inaccettabile che l’azienda ancora una volta non rispetti un accordo sindacale.
Nell’ultimo accordo sindacale siglato in data 8 gennaio 2015 la RSU doveva incontrare l’azienda per la verifica dell’accordo stesso entro il mese di gennaio 2015, ma nonostante la nostra ripetuta richiesta di incontro l’azienda rimanda ripetutamente l’appuntamento e non fissa una data certa.
Chiediamo immediatamente di convocare l’incontro, denunciando oltretutto il comportamento scorretto dei responsabili di stabilimento, di produzione e dei responsabili del personale sul metodo di valutazione per la selezione del personale somministrato.

Fin da ora annunciamo che in assenza di convocazione entro mercoledì 18 febbraio 2015, convocheremo le assemblee con i lavoratori e programmeremo le iniziative di protesta!

La RSU

domenica 8 febbraio 2015

venerdì 30 gennaio 2015

L’oro di Pomigliano non brilla più

Dall’annuncio dei mille pre­cari a Melfi, la stampa ita­liana ha cam­biato radi­cal­mente atteg­gia­mento rispetto a Ser­gio Mar­chionne. Alle cri­ti­che espresse dalle colonne di Repub­blica e per­fino da alcune penne di Cor­riere e Stampa, si…
ilmanifesto.info

martedì 27 gennaio 2015

27 Gennaio GIORNO DELLA MEMORIA




Il giorno della memoria ( Olocausto )

Avevi un amichetto dal quale non
Ti separavi mai, lui era tedesco,
tu ebrea, cosa poteva importare
importare a voi, vi vedevate
tramite un piccolo spazio di rete
stracciata. Tu eri triste , ti avevano
strappata dai tuoi genitori
eri li sofferente, aspettando
la visita del tuo amichetto.
Un giorno lui decise
di entrare per abbracciarti.
I tedeschi non vi diedero
il tempo.... vi portarono
in quell' orribile posto,
vi denudarono,
voi sia pur infreddoliti
eravate felici,
eravate insieme.
Cominciaste a respirare
male fino a soffocare,
ma vi tenevate per mano,
uniti fino alla morte...
Che senso ha tutto questo !!
La morte non guarda in
faccia nessuno,
eri tu che dovevi morire,
tu che sei nato senza
un’ anima !!!



Filctem, «per la trasparenza e contro il Governo»

L´INIZIATIVA. All´esterno del Quadriportico in piazza Vittoria il Direttivo sul preventivo 2015 dell´organizzazione sindacale

Filctem, «per la trasparenza e contro il Governo»

Il bilancio si prospetta in pareggio. Obiettivo «su una riforma del lavoro che non ci piace»

Un bilancio «trasparente». Come l´azzurro che sbuca dal tetto a cielo aperto del Quadriportico di piazza Vittoria, teatro del Comitato direttivo della Filctem-Cgil di Brescia - presente Oliviero Girelli, della segreteria della Camera del lavoro territoriale - per approvare il preventivo 2015, prima di continuare i lavori nel salone «Buozzi» in via Folonari.
«Vogliamo confermare la trasparenza con cui il sindacato gestisce le quote associative versate liberamente dai lavoratori», spiega Ugo Cherubini, segretario generale della Federazione lavoratori chimica, tessile, energia e manifatture della Cgil. E lancia una frecciata al premier, Matteo Renzi, per i dubbi palesati, in vista dell´assemblea dell´Aib del novembre scorso, sulla serietà della gestione dei bilanci delle organizzazioni sindacali. «Sono illazioni di chi non è in grado, nel merito, di controbattere a chi contrasta le iniziative del Governo nel mondo del lavoro», aggiunge Cherubini.
Spetta al segretario organizzativo, Valter Micheletti (la squadra di vertice è completata da Sonia Tosoni), illustrare il bilancio di previsione 2015, evidenziando che «ai fallimenti e alle cessazioni dovute alla pesante crisi, corrisponde una sofferenza del tesseramento» (20-30 iscritti in meno a fine 2014), «ma ci sono ancora enormi sacche di occupati non aderenti al sindacato». Lo scorso esercizio si chiude con un -0,64% rispetto al 2013; il 2015 subirà un ulteriore calo del 12%. «Ecco perchè - spiega Micheletti - punteremo sul ruolo attivo del sindacato, con percorsi di formazione ad hoc per i delegati». Quest´anno, con l´uscita per pensionamento di Sonia Bonardi, il suo ruolo nell´apparato non sarà sostituito.
Il bilancio preventivo 2015, che si prospetta in pareggio ed è stato votato all´unanimità dai componenti del Direttivo presenti, mostra ricavi per 360.600 euro a fronte dei 382.000 del 2014; tra i costi a fare la «voce grossa» sono le spese di personale e collaborazioni (269.550 euro) e le attività politico-organizzative (24.600 euro). Sul fronte entrate in flessione le quote sindacali: 353.400 euro (374 mila l´anno scorso). Rosalba Cicero, leader della Filctem-Cgil della Lombardia, nelle conclusioni, rimarca che «questo sindacato vuole andare in mezzo alla gente anche per puntare l´attenzione su una riforma del lavoro che non ci piace, su una legge di Stabilità che non parla di sviluppo». 
 
dal BresciaOggi

dal settimanale SINISTRA LAVORO, intervista a Baratto Leonardo delegato CF Gomma di Passirano






domenica 18 gennaio 2015

Il Jobs Act si rivela: "Se vi ammalate, vi licenziamo"

Il governo Renzi non ha ancora varato i primi decreti attuativi del Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro, che già le imprese si preparano a sfruttare i nuovi strumenti di ricatto che entreranno in vigore tra poco.
Le leggi, lo sappiamo bene, non sono il mezzo attraverso cui si instaurano i rapporti di forza, ma casomai le forme in cui questi si cristallizzano nelle democrazie. Infatti la Fiat (FCA), che certo non aveva bisogno di aspettare la riforma renziana, è uscita da Confindustria per avere mani libere e poter applicare le sue regole, le sue leggi, la sua forza: allora ecco la cassaintegrazione selettiva, senza rotazioni, per andare a colpire i lavoratori più combattivi, ecco la pretesa di non far rientrare a lavoro i 3 operai di Melfi, nonostante la sentenza in loro favore.

L'eliminazione dei lavoratori più sindacalizzati, guarda caso, è proprio uno dei principali obiettivi del Jobs Act e allora anche l'uscita di Marchionne da Confindustria può essere letta non come una rottura col fronte padronale italiano, ma come un salto in avanti della sua avanguardia, che il resto della truppa è ben felice di seguire non appena le nuove leggi ne sanciranno la possibilità. Su questa base si innesta la riforma di Renzi, il Jobs Act.

Mentre i primi decreti attuativi sono quasi pronti, le aziende cominciano a pensare a come sfruttare le nuove leggi che attaccano ancora una volta i diritti dei lavoratori. Così alla lettera di avviso mandata agli operai Sevel (ditta fornitrice esclusiva di Fiat), segue immediatamente analoga lettera ricevuta dai lavoratori della Piaggio. Il messaggio è chiaro, diretto, inequivocabile: ora tutte le aziende possono lasciarvi a casa facilmente, basterà pagare un piccolo indennizzo, quindi anche le malattie (per quanto reali e dimostrate con tanto di certificato medico) non saranno più ammesse. La produttività, che nel nostro sistema significa sfruttare di più gli uomini, non ha morale: chi è più “malaticcio” stia a casa. Già ma qual è la soglia di assenza accettabile? Man mano l'asticella si alzerà sempre di più, perché le valutazioni sono differenziali: se uno comincerà a non stare mai a casa (anche quando è realmente ammalato), tutti dovranno uniformarsi, altrimenti diventeranno quelli poco produttivi. "Se ce la fa lui, perché non puoi riuscirci anche tu? Ok, stai male, ti credo. Ma se lui sta sempre bene, è un mio diritto scegliere lui e tagliare te. Mica posso pagare io i tuoi legittimi malanni? Anche perché la tua debolezza rallenta e danneggia pure i tuoi colleghi", questo il messaggio, per nulla velato, con cui Fiat (Sevel) e Piaggio hanno augurato “buon anno” ai propri lavoratori.

Intanto Marchionne, ancora lui, annuncia 1000 nuove assunzioni a Melfi: in somministrazione e poi, una volta definiti i nuovi volumi produttivi, col nuovo contratto a tutele crescenti. Applausi dai ed ai sindacati concertativi, la Fim-Cisl si complimenta con Marchionne e riceve elogi per il suo “senso di responsabilità” che ha permesso a 1000 operai di tornare ad avere un lavoro: peccato che ci si dimentichi che in realtà in undici anni di Marchionne la Fiat in Italia abbia perso 21000 posti di lavoro e ne abbia ancora oltre 12000 in cassa. “Evviva”, esultano gli apologeti di Renzi, “vedete, il Jobs Act crea posti di lavoro”. Il problema però è capire che posti di lavoro saranno. Le chiamano “tutele crescenti”, ma, come suggeriva un compagno, sarebbe più onesto chiamarle “tutele zero”: cresceranno sì, del resto calare sarebbe molto difficile, ma di quanto, se già si intuisce che anche la malattia, benché provata, sia troppo? E per chi? Solo per chi riuscirà a stare “dentro” ovviamente: chi non si ammalerà troppo, chi sarà disponibile a lavorare i festivi, a fare più straordinario (senza pagarne poi i costi sulla sua salute, perché “se ti ammali sei fuori”).

Per capire cosa sia il Jobs Act basta osservare questi primi segnali che si concretizzano nelle lettere della Sevel, come della Piaggio: qua le uniche cose che crescono sono ricatto e sfruttamento! A noi organizzare la resistenza per far saltare i loro piani!

http://clashcityworkers.org