sabato 6 dicembre 2008

Rabbia, dolore, tristezza: il tempo passa, ma attorno alla tragedia della ThyssenKrupp i sentimenti non cambiano.

THYSSEN: TORINO IN CORTEO, RABBIA E DOLORE
"Il loro sacrificio non è perso". La manifestazione organizzata dalle associazioni per la sicurezza sul lavoro in memoria dei sette morti nel rogo. Il padre di una delle vittime: "Non e' cambiato nulla, assassini, assassini"
ThyssenKrupp, in migliaia al corteo
Cremaschi: modificare testo unico e' offesa a vittime
(ANSA) - TORINO, 6 DIC - "Il Testo Unico sulla sicurezza del lavoro è un lascito della strage della Thyssen: modificarlo è una offesa alle vittime di quel tragico incidente". Lo ha detto Giorgio Cremaschi, responsabile per la Salute e sicurezza della Fiom, durante il corteo in memoria delle vittime del rogo del 6 dicembre 2007 che si è concluso proco prima delle 13 davanti al Palazzo di Giustizia di Torino. "Bisogna continuare la mobilitazione - ha aggiusto Cremaschi - perché il meccanismo infernale che ha portato alla strage della ThyssenKrupp funziona ancora. Non dimentichiamoci che con la crisi la prima cosa che salta sono proprio sono gli investimenti per la sicurezza sul lavoro". In merito alla mancata adesione formale della Fiom alla manifestazione, Cremaschi ha affermato: "Ci sono state alcune discussioni e non c'é stata una adesione formale, è vero, ma siamo ugualmente qui. Non c'é nessuna ostilità e non siamo mai stati contrari".(ANSA).
Padre vittima: 'Assassini, non e' cambiato nulla'
(ANSA) - TORINO, 6 DIC - "Tanta rabbia e una sola parola: assassini, assassini, assassini": Antonino Santino, papà di Bruno, uno dei sette operai uccisi lo scorso anno dal rogo della ThyssenKrupp di Torino, esprime così il suo dolore ad un anno di distanza dalla tragedia. "Non è cambiato nulla, c'é sempre stata rabbia", ha detto Santino che, proprio come un anno fa, apre il corteo organizzato per ricordare le vittime delle ThyssenKrupp e per porre l'accento sul problema della sicurezza sul lavoro. Oggi come il 10 dicembre dello scorso anno è il simbolo della rabbia dei familiari. "Sulla sicurezza sento tante chiacchiere - ha aggiunto - ma vedo pochi fatti. Speriamo almeno di avere giustizia nel processo che inizieràa gennaio. Noi familiari vogliamo una condanna esemplare per quegli assassini". "Mio fratello è morto per salvare quattro muri e quei macchinari che non funzionavano piu" ha urlato al megafono Laura Rodino, sorella di Rosario, un'altra delle vittime. "Non riesco a dimenticare quello che è accaduto - ha aggiunto - mio fratello è morto per spegnere quel rogo e salvare gli altri operai della fabbrica. Chi è sopravvissuto deve ringraziarlo".(ANSA).

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