sabato 6 dicembre 2008

Thyssen, un anno dopo il Paese ricorda

Da Torino a Roma alla sponda del lago Maggiore, un fine settimana per ricordare il primo anniversario del rogo alla ThyssenKrupp nel quale morirono sette operai. Antonio Schiavone, 36 anni, Roberto Scola, 32 anni, Angelo Laurino, 43 anni, Bruno Santino, 26 anni, Rocco Marzo, 54 anni, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, 26 anni. Sette uomini, sette lavoratori. Sette nomi diventati un simbolo.
L'inferno nello stabilimento torinese della multinazionale tedesca, la TyssenKrupp, era scoppiato intorno all'una e mezza della notte del 6 dicembre 2007 alla linea 5, quella adibita al trattamento termico dei prodotti di laminazione. A ricostruire tecnicamente quello che è successo in quei pochi istanti prima della tragedia è il decreto con cui il gup Francesco Gianfrotta ha rinviato a giudizio i 6 imputati accogliendo tutte le tesi sostenute dai Pm Raffaele Guariniello, Francesca Traverso e Laura Longo.
Il processo ai vertici Thyssen comincerà il 15 gennaio, alla Corte d'Assise di Torino: l'ad della ThyssenKrupp è accusato di omicidio volontario, altri cinque dirigenti di omicidio colposo.
Il fuoco, secondo quanto ha scritto il giudice, era stato causato dallo «sfregamento del nastro contro la struttura metallica dei macchinari o contro grumi di carta ivi accumulatisi» e gli operai erano stati investiti «da una vampata di fuoco prodotta con improvvisa violenza dalla rottura di un tubo contenente olio idraulico ad elevata pressione». Quello stesso olio idraulico contenuto in una vasca che sei anni fa aveva preso fuoco causando un incendio che era durato per tre giorni ma che fortunatamente, allora, non aveva fatto vittime. Il 6 dicembre di cinque anni dopo, invece, la tragedia, una delle più gravi tragedie sul lavoro in Piemonte insieme a quella del mulino di Fossano nella cui esplosione persero la vita cinque lavoratori.
È il momento di chiamare a raccolte tutte le forze che vogliono garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro: lavoratori, sindacato, imprese, forze politiche ed istituzioni. In un momento di crisi come l'attuale, in cui aumentano cassa integrazione, mobilità e licenziamenti, questi ultimi soprattutto a carico del lavoro precario, c'è il rischio che, sotto il ricatto occupazionale, l'applicazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro si facciano più labili.
L'anniversario della tragedia sarà ricordato con una messa privata, alle 8:30 di sabato, al cimitero monumentale, dove sarà posata una lapide in ricordo delle vittime. Intanto, venerdì la Fiom ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile in tutti i processi per incidenti sul lavoro: lo spiegherà venerdì all'assemblea nazionale dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) eletti nelle liste dei metalmeccanici della Cgil.

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