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sabato 5 aprile 2014

Parametri più equi per l'assegnazione della dote scuola

Perché è importante

LA DOTE SCUOLA È INCOSTITUZIONALE!

La Giunta Regionale della Lombardia ha approvato una

DELIBERA DISCRIMINATORIA nei confronti degli studenti della SCUOLA PUBBLICA STATALE
che contrasta con i principi di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione.

La Dote Scuola Lombardia 2014/2015 in breve:

✦ Per la prima volta viene ESCLUSA la SCUOLA STATALE PRIMARIA e il TRIENNIO DELLE SUPERIORI dal contributo per il sostegno al reddito.

✦ È previsto un BUONO SCUOLA SOLO PER GLI STUDENTI DELLESCUOLE (PRIVATE) PARITARIE, con redditi ISEE fino a 38.000€, che sottrae una grande quantità di denaro pubblico.

✦ Anche il CONTRIBUTO per la DISABILITÀ è destinato agli studenti delle SCUOLE (PRIVATE) PARITARIE, mentre la scuola pubblica statale soffre di enormi carenze di personale di sostegno, di materiale didattico e di laboratori funzionali per gli studenti disabili.

Vogliamo che le risorse destinate alla Dote Scuola (seppur ridotte a causa della carenza di fondi)vengano RIDISTRIBUITE PIU’ EQUAMENTEtra TUTTE le famiglie Lombarde!

Per questo vi chiediamo di mobilitarvi e aderire alle nostre iniziative per la TUTELA DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE E DEL DIRITTO ALLO STUDIO PER TUTTI GLI STUDENTI LOMBARDI

Abbiamo preso visione della DGR n.1320 del 31 gennaio 2014 e del conseguente avviso per l’assegnazionedella dote scuola emesso dalla Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, e non possiamo che restarne sconcertati.
Rileviamo infatti che gli atti sopra richiamati, pur rifacendosi ai principi recitati dall'art. 2 e dall'art. 8 della LR 19/2007, tendenti ad assicurare equità e pari opportunità per i cittadini nel percorso di istruzione e formativo, tuttavia introducono elementi di forte discriminazione a danno di quelle famiglie che, di necessità e/o anche per libera scelta, iscrivono i propri figli alla scuola statale.
Notiamo innanzitutto l’esclusione della scuola pubblica primaria da qualsivoglia contributo della dote scuola; se è vero, in generale, che i libri di testo sono gratuiti, è altrettanto tangibile la crescente difficoltà delle famiglie di acquistare supporti poco tecnologici ma molto necessari quali quaderni, album da disegno, pastelli colorati, ecc., ed ancor più di far fronte ai costi delle mense scolastiche o delle gite di istruzione.
Constatiamo poi che l'assegnazione della dote scuola componente "buono scuola"è riservato agli studenti che frequentano "corsi ordinari di studio presso scuole primarie, secondarie di 1° grado, secondarie di 2° grado paritarie o statali con retta di frequenza".
Si parla di retta di frequenza e non già di retta di servizio, nel qual caso, peraltro auspicabile, potrebbe rientrare la mensa scolastica.
Ma, parlando di istruzione obbligatoria, quali ed eventualmente quante, in percentuale, sono le scuole statali che impongono una retta di iscrizione o di frequenza?
Siamo tristemente a conoscenza soltanto dei casi delle scuoledi 2° grado che chiedono un “contributo volontario” alle famiglie per la sopravvivenza dell’istituto scolastico stesso, contributo che risulta assimilabile ad erogazione liberale e non già a retta di iscrizione rifondibile attraverso una dote scuola, contributo che peraltro è stato ritenuto anche di recente non ammissibile dallo stesso Ministro all’Istruzione.

Stante quanto sopra, e a meno di una non corretta nostra interpretazione sulla disposizione regionale sul buono scuola,TUTTE le famiglie che abbiano iscritto i figli alle scuole statali ne risultano escluse.

Per quanto riguarda la dote scuola “disabilità”, essa è riferita esclusivamente agli studenti iscritti alla scuola paritaria, e relativa a generiche “spese connesse al personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno”; in forma molto prosaica, potremmo dire che il denaro pubblico viene utilizzato per pagare gli insegnanti di sostegno nelle scuole paritarie, dimenticando che le maggiori problematiche per l’istruzione dei portatori di handicap sono assunte dalla Scuola dello Stato che, al di là dell’assegnazione di personale, spesso in difetto rispetto alle reali esigenze, non gode di alcun supporto per acquisizione di materiale didattico, per i laboratori funzionali, e per l’assistenza alle famiglie. Ne chiamiamo a testimoni i genitori che subiscono quotidianamente la disattenzione amministrativa verso la loro situazione e la farraginosità della burocrazia.
Ancora, riteniamo didovercontestare la scelta dei parametri diriferimento direddito per l’assegnazione dei buoni.
Mentre per i buoni libri il limite di reddito ISEE è posto a 15.458 euro, per il Buono Scuola (peraltro cospicuo se non eccessivo) che, come già detto, di fatto esclude gli studenti della scuola statale, viene aumentato del 150% e portato a 38.000 euro, assorbendo una quantità di denaro pubblico che potrebbe invece essere destinato ad un maggior numero di famiglie di minor reddito. Né si può dire cristallina la modalità di erogazione e di spesa dei vouchers assegnati.

In conclusione, ferma una verifica di correttezza degli aspetti amministrativi e di conformità ai principi costituzionali degli atti assunti da questaGiunta Regionale, quicitati, riteniamo che comunque essi esprimano un orientamento politico non rispondente ai principi di equità e garanzia propri oltre che della nostra Costituzione, anche della Comunità europea di cui facciamo parte, ma esasperi la scelta di rovesciare la logica del diritto vigente, mettendo al primo posto le scuole paritarie e da ultime quelle dello Stato.

Chiediamo pertanto che questa Amministrazione Regionale voglia accogliere il nostro invito a correggerela ratio degli atti emessi e voglia offrire realmente a tutti i propri cittadini pari opportunità di istruzione e formazione.
 
PER FIRMARE ENTRA NEL LINK:
 
 
da https://secure.avaaz.org

lunedì 18 novembre 2013

SCUOLA · Fondi anche da comuni e regioni. Così si arriva a circa un miliardo e mezzo l'anno

il manifesto 2013.11.03

SCUOLA · Fondi anche da comuni e regioni. Così si arriva a circa un miliardo e mezzo l'anno

Tutti i finanziamenti delle private
 In relazione alle polemiche che si aprono ogni anno sulla reale entità dei finanziamenti pubblici alle scuole private ci preme evidenziare quanto segue. I finanziamenti pubblici alle scuole private paritarie, già previsti dalla normativa, diventano consistenti con la legge n. 62/2000 (di parità) del Ministro Berlinguer: a) l'art. 13 della Legge prevede fondi a favore delle scuole materne private per la «realizzazione del sistema prescolastico integrato» e delle scuole elementari parificate; b) l'art. 9 introduce fondi regionali per il diritto allo studio a «sostegno della spesa sostenuta e documentata dalle famiglie per l'istruzione mediante l'assegnazione di borse di studio di pari importo» (agli studenti delle scuole statali che non statali).

Nel 2007 il ministro Fioroni estende il diritto al finanziamento anche alle scuole medie e superiori. Attualmente l'importo maggiore riguarda le scuole dell'infanzia. I finanziamenti diretti da parte statale alle strutture scolastiche private raggiungono già nel 2002 la cifra di 527 milioni di euro. Nel 2013 sono stati di 501 milioni. Nella legge di stabilità per il 2014 sono previsti 494 milioni. Bisogna però evidenziare che negli ultimi anni il Trentino e l'Alto Adige provvedono con fondi propri fuori dal bilancio statale.

Dal 2009, in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 50 del 2008 che affermò la competenza regionale di una parte dei contributi previsti dalla legge 62/2000 i finanziamenti che ogni anno giungono direttamente alle scuole private vengono erogati sotto due diversi capitoli, il secondo dei quali prevede il parere della Conferenza delle regioni e viene perciò erogato in un secondo momento. Per il 2014 sono stati previsti con la legge di stabilità rispettivamente le cifre di 274 e 220 milioni. Per inquadrare compiutamente l'esborso pubblico occorre però evidenziare le sovvenzioni che con leggi e modalità diverse provengono da regioni e comuni.

Molti Comuni erogano risorse proprie per le scuole dell'infanzia private che spesso sono molto maggiori di quelle statali. Esemplare il caso del comune di Cernusco sul Naviglio che eroga ben 300 mila € a favore di un'unica scuola materna privata. Il comune di Bologna eroga circa un milione di euro dal 1995. Nel 2011 ha erogato 1,188 milioni a 27 scuole d'infanzia private paritarie che si aggiungono ai 1,247 milioni statali e regionali per arrivare a un totale di 2,435 milioni, 90 mila € per scuola in media.

Il comune di Torino eroga 1,700 milioni all'anno a 55 scuole d'infanzia. Tutte le regioni fanno lo stesso. L'Emilia Romagna stanzia ogni anno quasi 3 milioni di euro alle scuole materne private, il Piemonte 2 milioni. A ciò si aggiunge la giungla dei contributi regionali e comunali per il diritto allo studio che in base alla legge 62 dovrebbero essere di pari importo per gli studenti delle scuole statali e non statali.

Nella regione Lombardia la «dote per la libertà di scelta» rimborsa fino al 50% della retta scolastica danneggiando gli studenti bisognosi della scuola statale che non prevede costi di frequenza. Nel 2009 in Lombardia i frequentanti le scuole private (98.392) hanno ottenuto complessivamente 51 milioni di euro mentre gli studenti delle scuole pubbliche (985.755) solo 24. Il Piemonte, il Veneto e la Liguria hanno anch'esse una legge per il diritto allo studio che non rispetta la legge 62/2000 e privilegia gli studenti delle scuole private.

Mettendo insieme tutte le voci di finanziamento pubblico si stima a livello nazionale una cifra di circa un miliardo e mezzo di euro annuali per il 10% degli studenti frequentanti le scuole private. Questo a partire dal 2002 per un esborso complessivo di 15 miliardi in 10 anni. Ciò viola l'articolo 33 della Costituzione ma risulta ancor più scandaloso considerando che la scuola statale ha subito negli ultimi 10 anni tagli per più di 10 miliardi. Il tutto avviene contro la volontà dei cittadini che nel maggio scorso, chiamati dal Comitato art. 33 di Bologna a pronunciarsi tramite un referendum comunale sull'uso migliore dei fondi per garantire il diritto d'accesso alla scuola d'infanzia, si sono pronunciati al 60% contro i finanziamenti alle scuole private.
 
*Comitato art. 33 Bologna

domenica 25 agosto 2013

Caro scuola, stangata per le famiglie italiane: + 5% per i libri e +3,5% per il corredo


 

(Sesto Potere) - Roma - 25 agosto 2013 - 
Arriva l’ennesima stangata per le famiglie italiane. È quella della scuola, in particolare per il caro libri. Secondo le prime rilevazioni del Codacons, infatti, mentre l'aumento del corredo scolastico si attesta al 3,5%, la spesa media di una famiglia italiana per l'acquisto dei libri sale del 5%, oltre 3 volte quanto previsto dai tetti del ministero dell'Istruzione che, ritenendo "di dover salvaguardare i diritti patrimoniali dell'autore e dell'editore", invece degli stipendi dei dipendenti statali che non sono più indicizzati da oltre 3 anni, ha pensato bene di incrementare "i prezzi di copertina in misura pari al tasso di inflazione programmata", ossia dell'1,5%.
Anche se l'aumento del 5% stimato dal Codacons si riferisce non al prezzo di copertina del singolo libro ma all'aumento di spesa di una famiglia che comprende i libri obbligatori, quelli consigliati (che dovrebbero essere senza vincolo di acquisto, ma che poi facoltativi non lo sono affatto) ed i vocabolari, si tratta comunque di una variazione superiore a 3 volte quella prevista dal ministero, che, non a caso, mettendo le mani avanti, prudenzialmente ammetteva, nella Nota del 25 gennaio 2013, che, "ad ogni buon conto (…) i tetti di spesa dovrebbero subire solo aumenti contenuti entro il tasso di inflazione", dove il condizionale non fu mai così opportuno.
Ma il vero problema è il rischio stangata atteso a partire dal 1° settembre 2013, dato che hanno pensato bene, con la legge n. 221/2012, di eliminare l'unica cosa positiva di questi ultimi anni, ossia l'articolo 5 del decreto-legge n. 137/2008, convertito dalla Legge n. 169/2008, che obbligava le scuole ad adottare solo libri per i quali gli editori si erano impegnati a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio.
Anche il tira e molla del ministero sul digitale rischia di avere effetti nefasti sulle tasche delle famiglie italiane. Lo scorso anno, infatti, era entrato in vigore il divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa, determinando una stangata aggiuntiva per le famiglie di 80 euro per l'acquisto dei libri, sia perché i libri multimediali avevano mandato in soffitta i libri usati, le vecchie edizioni, il passaggio dei libri dal figlio maggiore al minore, sia perché non tutte le case editrici si erano adattate alle nuove regole, costringendo gli insegnanti a cambiare libri, vanificando in tal modo il blocco. Una volta fatta la frittata, però, per certi versi inevitabile, anche se non per la tempistica, è assurdo provare a rimettere l'uovo nel guscio. Il ministero, invece, ci ha provato, togliendo per quest'anno l'obbligo del digitale (o del formato misto) ormai in vigore e reintroducendolo per l'anno scolastico 2014/2015, un vero pasticcio, che rischia di determinare stangate multiple invece di una sola, ormai superata. Un regalo alla lobby degli editori che rischia di causare per l'anno scolastico 2014/2015 una vera e propria scoppola per le famiglie.
http://www.sestopotere.com

mercoledì 3 luglio 2013

Moretto, invenzioni per il sociale

IL CASO. Un dispositivo destinato alla cooperativa Nikolajewka e un gioco per i bimbi del Nava

Le applicazioni realizzate dagli studenti dell´Ipsia sono state messe a disposizione della città

Un dispositivo da donare alla cooperativa sociale «Nikolaje- wka», un gioco da regalare ai bambini dell´asilo nido «Nava» di Gussago: non tutto ciò che è oggetto d´esame finisce nel cassetto della scrivania. Ci sono cose, come quelle costruite nei laboratori di elettronica e meccanica dell´Ipsia «Moretto», che possono avere vita propria anche dopo gli esami di stato dei loro ideatori. E così accadrà per alcune delle «invenzioni» che gli studenti del «Moretto» presentano in questi giorni alle commissioni d´esame.
Così accadrà per l´applicazione realizzata da Nicolò Becchetti e Davide Paderno, studenti del corso di elettronica, considerati «due punte di diamante» del corso dal professor Gian Angelo Burlotti. «Il dispositivo è costruito a partire da una bilancia e poi adattato per essere inserito all´interno di una pallina da tennis morbida» spiegano i due giovani, chiarendo che le quattro celle di carico inserite nella pallina misurano la forza della compressione attuata dalla mano.
L´APPLICAZIONE è poi collegata ad un software che permette di selezionare delle immagini a seconda della forza utilizzata per comprimere la pallina: in questo modo anche chi eserciterà sulla pallina una forza molto bassa, come potrebbe accadere ad un disabile, otterrà comunque una risposta dal software. L´idea nasce, nei due studenti, grazie alla collaborazione con il professore Enrico Bertanza, da tempo impegnato come volontario proprio in attività che coinvolgono persone disabili. Ecco dunque la progettazione di un dispositivo che è solo utile all´esame, ma che può anche avere utilità sociale. Alla stessa stregua anche il «mulino parlante» realizzato da Nicola Marchina, che sarà offerto in dono ai bambini dell´asilo «Nava» e che li stupirà con l´illuminazione casuale dei suoi led e con il vorticare delle sue pale.
Ciò che si costruisce all´Ipsia Moretto non è, però, soltanto visibile nei progetti degli studenti. Sono soprattutto le storie dei giovani, le loro vite, ad essere il miglior argomento d´esame.

dal BRESCIAOGGI 

Nicola Marchina e il mulino parlante

mercoledì 26 settembre 2012

“Ipsia Moretto, cancellato nel nome e di fatto?”


(red.) La fusione dell’Ipsia Moretto con l’Itis Castelli, due istituti superiori di Brescia ha portato alla denominazione della scuola come “IIS Benedetto Castelli”.
Per strada, insomma, come segnala Fabio Odelli, componente della Giunta del Consiglio Scolastico Provinciale di Brescia, in una lettera inviata alle istituzioni scolastiche ma anche ai parlamentari bresciani, si è persa l’intitolazione della “Moretto”.
“Ho chiesto spiegazioni al Dirigente scolastico, il prof. Guizzetti, tramite una e-mail del 19 agosto”, spiega Odelli. “Non ho avuto nessuna risposta, fino a quando l’11 settembre, incontrandolo all’ITIS, ponendo di nuovo la questione ho ricevuto le seguenti risposte: “non se ne parla di cambiare nome, la decisione è stata presa in Provveditorato (ora UST) o al Ministero”.
“Sull’importanza dell’Ipsia Moretto e della sua storia, nell’ambito del panorama scolastico bresciano, avevamo trovato pareri concordi ed unanimi nelle riunioni della Giunta e del CSP”. “La Dott.sa Raimondi”, dirigente Ust di Brescia, di legge nella lettera, “pur nel sostenere l’idea della fusione delle due scuole, aveva anche ribadito il suo impegno a sostegno della “Moretto”, affinché non andasse a spegnersi nella nuova scuola”.
“Oggi però”, viene sottolineato, “purtroppo, la situazione è la seguente: l’unico istituto oggetto di fusione che ha perso il proprio nome nell’intitolazione della nuova scuola è il Moretto. Il corso ad indirizzo termico, per pochi alunni, ha perso la prima classe, rischiando così di chiudere definitivamente. Nel frattempo, il prof. Guizzetti, che doveva dedicarsi a tempo pieno a questo polo tecnico, ha avuto come reggenza un ulteriore istituto comprensivo, trovandosi così a gestire più di quattromila studenti di ogni ordine e grado”.
Ma in sintesi che cos’è l’ Ipsia “Moretto”? Dove è nata? Perchè? “Verso la metà del secolo scorso”, viene spiegato, “tra il 1851 e il 1852, per iniziativa del pittore bresciano Gabriele Rottini, con mezzi allora modestissimi, sorse una piccola scuola privata di disegno artistico, intitolata al grande pittore del Cinquecento bresciano Alessandro Bonvicino detto il “Moretto”. L’Istituto incontrò subito grande favore presso il pubblico e divenne un centro culturale importante per la vita della città, tanto che il Comune di Brescia, dopo qualche anno di attività, sentì il dovere ed il bisogno di sussidiarla.
Alla morte del suo fondatore (l’artista morì nel 1858), l’amministrazione locale ne assunse pienamente l’eredità culturale e l’onere di gestione, affidandone la cura e la direzione alla Commissione preposta alla Pinacoteca Tosio.
“Questi pochi dati sulla fondazione della scuola”, prosegue Odelli, “ci spiegano significativamente il contesto in cui sorse e le ragioni della sua intitolazione, il cui valore artistico iniziale si attenuò, però, negli anni immediatamente successivi, assumendo un indirizzo più marcatamente industriale, che alterò lievemente la connotazione artistica delle origini: già a partire dal 1858, infatti, allorché passò nelle mani del Comune, essa divenne Scuola Comunale di Disegno Industriale “Moretto” e nel 1890 “Scuola Professionale “Moretto” per Arti e Mestieri. Nel 1957 assume la configurazione attuale, divenendo Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato; da allora ha subito continui e talvolta radicali cambiamenti strutturali, che hanno coinvolto le specializzazioni, il numero delle sedi decentrate e l’organizzazione dei curricoli, in un adeguamento costante sia all’evoluzione scientifica e tecnologica che al mondo della produzione industriale, soprattutto nei settori trainanti del territorio bresciano. (Tratto dal sito del Moretto)”.
“Dal 1851 ai giorni nostri, ha formato decine di migliaia di ragazzi, i quali, dopo gli studi, si sono introdotti con facilità nel mondo del lavoro. Ancora oggi ai suoi studenti vengono comunque offerte opportunità di lavoro interessanti”.
“Le statistiche che sono state effettuate sui diplomati degli ultimi anni”, prosegue Odelli, “hanno confermato che un diplomato nelle materie tradizionali, solitamente, trova lavoro a tempo indeterminato entro alcuni mesi, come tecnico specializzato e quindi con prospettive di carriera promettenti”.
“C’è forse qualche scuola professionale statale, regionale o provinciale, che può vantare simili risultati?”, viene domandato alle istituzioni scolastiche. “Gli studenti di quali altri istituti sono pienamente occupati? Non si può cancellare dall’intitolazione del nuovo istituto il nome di una scuola come la Moretto, con la tradizione e la storia dei suoi 160 anni di vita. Cancellare dall’intitolazione del nuovo istituto il nome del Moretto significa considerare di serie B il personale che per anni vi ha lavorato, mentre queste persone, per le difficoltà in cui hanno operato e per la dedizione che hanno messo nel loro lavoro, si meriterebbero la tripla A. Non parlo solo di quelli oggi in servizio, ma di tutti quelli che hanno contribuito, con il loro lavoro, a far compiere al Moretto, proprio lo scorso anno, i 160 anni di vita.
Cancellare il nome Moretto significa pure cancellare un pezzo della storia dell’Itis, nata successivamente proprio da una costola della Moretto”.
“La Moretto”, viene sottolineato, “è l’unica scuola bresciana che nella fusione ha perso il nome”.

http://www.quibrescia.it

commenti:
 
Vito de Trizio scrive:
E’ ormai evidente a tutti, in special modo a chi ha a cuore la scuola, l’impalpabilità di questa classe dirigente (politico-amministrativa) che, diversamente dal solito, stavolta non strepita a prescindere come in passato non ha mancato di deliziarci, ma inspiegabilmente e unitamente tace. Purtroppo, e sottolineo purtroppo, gli unici ad aver a cuore la situazione creatasi sono coloro, uomini e donne, che alla Moretto quotidianamente dedicano passione e dedizione, impegno e solidarietà (personalmente da 27 anni) e rifiutano categoricamente come un pezzo di Storia bresciana improvvisamente, e non si sa per colpa di chi, sparisca! Forse l’assessore Aristide Peli da Polaveno, difensore della brescianità, avrebbe il dovere di fornire qualche risposta. O no?
Pietro Arrigotti scrive:
Gentili lettori, sono un dipendente dell’I.P.S.I.A. “Moretto” di Brescia da ventidue anni, vorrei ricordare che non stiamo perdendo solo la denominazione, ma stiamo perdendo un pezzo della nostra storia e della nostra cultura!
Quanti studenti sono passati da questi banchi, persone che sono diventate imprenditori, dirigenti o artigiani.
Vorrei ricordare inoltre che gli istituti professionali sono stati, da sempre, l’ossatura della realtà produttiva di Brescia e provincia.
Pietro.

domenica 16 settembre 2012

venerdì 14 settembre 2012

Cancellati gli scuolabus per bimbi dei campi rom e sinti. Cgil: "Il Comune riveda la decisione"

IL CASO
nomadi senza autobus
Cancellati gli scuolabus per bimbi dei campi rom e sinti. Cgil: "Il Comune riveda la decisione"
Con l'inizio del nuovo anno scolastico l’amministrazione comunale di Brescia ha cancellato il servizio di trasposto scolastico per gli alunni (complessivamente novanta) di via Borgosatollo 19 e di via Orzi nuovi 104. Secondo la Camera del Lavoro di Brescia, in questa decisione, “manca una corretta valutazione socio-economica delle condizioni delle famiglie coinvolte – si legge in una nota divulgata dalla Cgil -. Conosciamo la difficile situazione economica nella quale si trovano gli enti pubblici ma sappiamo anche che la crisi sta mettendo in difficoltà soprattutto le famiglie. Brescia, volenti o nolenti e al di là delle isterie «sicuritarie», per quasi due decenni ha saputo accompagnare nell’iter scolastico generazioni di giovani concittadini in difficili condizioni socio economiche, e tra questi anche i minori dei due insediamenti coinvolti”. “Ci chiediamo quali siano le politiche di promozione delle giovani generazioni, soprattutto di quelle che portano con sé lo stigma del pregiudizio e della diffidenza. È nostra convinzione che la responsabilità amministrativa debba essere accompagnata da una buona dose di saggezza e di discernimento, in grado di promuovere coesione sociale e responsabilizzazione delle nuove generazioni. La scelta di non garantire alcun servizio di trasporto scolastico per i minori in età scolastica delle strutture comunali di via Borgosatollo 19 e di via Orzinuovi 104, non può rispondere solo a logiche economiche, ma deve tenere conto della complessità della situazione. Non c'è nulla di più ingiusto, ci ha ricordato don Milani, che trattare in modo uguale situazioni differenti. Per questi motivi chiediamo all’amministrazione di Brescia di rivedere la decisione e di aprire un confronto con l'Opera Nomadi e con le altre associazioni per capire come si possa trovare una soluzione condivisa che non crei inutili fratture e che alla fine, nella pratica, neghi il diritto allo studio ai bimbi dei due campi. 

http://www.bsnews.it

domenica 10 giugno 2012

IPSIA Moretto di Brescia, Scuola di Frontiera

Conferenza stampa da parte degli insegnanti, docente tecnico, ATA e rappresentanti degli studenti della IPSIA Moretto di Brescia, dove chiedono un aiuto per questo istituto stracarico di problemi ma come pochi altri, oggetto di un grande senso di appartenenza, preoccupati dall'accorpamento con l'Itis, dai tagli degli addetti,  delle risorse e dalla cattiva fama che ritengono di non meritare.
Ancora una volta, invece la stampa, nei titoli principali mette in  evidenza, non i contenuti della conferenza stampa ma la rissa successa nei scorsi giorni.
Marco Baratto nel suo breve intervento, elogia la sua scuola " dove non succede niente di diverso dalla altre che forse hanno un cortile in cui sfogarsi e nascondere le magagne.Non ci sono questioni razziali, siamo ragazzi, per noi non contano gli attriti degli adulti".
I numeri degli studenti stranieri riportati nell'articolo, dicono come è importante questa scuola per la formazione e inserimento dei ragazzi stranieri e non solo.


martedì 6 dicembre 2011

SCUOLA: PROSEGUE L’OCCUPAZIONE ALL’IPSIA “MORETTO” DI BRESCIA

intervista anche a Marco al Corriere della sera

E’ proseguita anche oggi con inIziative culturali e ricreative l’ dell’Istituto professionale Moretto di .

Gli studenti di questa (un vero laboratorio interculturale, con ragazzi di 42 nazionalità differenti, il 50% provenienti da famiglie di origine migrante) si stanno mobilitando contro l’ipotesi di accorpamento con l’Itis Castelli; questo provvedimento porterebbe alla realizzazione di un mega-polo scolastico da 2300 studenti con la perdita della specificità del Moretto e con il rischio che molti ragazzi non riescano a proseguire gli studi.

A suscitare la protesta anche la scarsa presenza all’interno della scuola del dirigente scolastico Luigi Guizzetti che è contemporaneamente anche preside dell’Itis. In questa trasmissione abbiamo raccolto le voci degli studenti, di insegnanti, tecnici di laboratorio e del vicepreside; il preside non ha invece voluto rilasciare dichiarazioni limitandosi ad un laconico “buongiorno”.

Ascolta la trasmissione cliccando qui. [Download]

lunedì 5 dicembre 2011

BRESCIA: OCCUPATA LA SCUOLA MORETTO

Radio onda d'urto

E’ iniziata questa mattina l’ dell’Ipsia Moretto di Brescia: gli studenti chiedono più attenzione da parte del preside alle esigenze della e protestano contro l’accorpamento previsto per l’anno prossimo della loro con l’Itis Castelli. Dal Moretto occupato sentiamo Marco, uno degli studenti.


giovedì 17 novembre 2011

Studenti in piazza a Brescia: «Noi la crisi non la paghiamo!»

Il corteo studentesco organizzato dai ragazzi del Kollettivo Studenti in Lotta, accompagnati da centinaia e centinaia di persone, Cobas per la Scuola compresi. Tutti insieme una sola voce: "No al debito! Riprendiamoci il nostro futuro, riprendiamoci quello che ci spetta!"

Centinaia e centinaia di studenti di tutte le età e di tutti gli istituti sono scesi in piazza questa mattina per alzare la voce e gridare contro la crisi che non si dicono disposti a pagare. "Se non cambierà lotta dura sarà! Occupare subito, occupare tutto! Noi la crisi non la vogliamo!". Slogan facili da ricordare e di sicuro effetti per la grande massa dei ragazzi che non ci sta, trascinati dal Kollettivo Studentesco in Lotta che dirige i lavori del corteo, che lentamente si è mosso lungo Corso Garibaldi, Via Fratelli Ugoni, Piazza Repubblica, Corso Zanardelli e Piazza Loggia.

"Siamo scesi in piazza anche oggi per esprimere il nostro dissenso - ci racconta Bruno del Kollettivo - contro le politiche che intendono risanare il debito pubblico andando a colpire gli studenti e lavoratori precari. La crisi deve pagarla il neoliberismo, che ha dimostrato di non poter più funzionare. E ci suggeriscono risolvere il problema con il problema stesso, con il libero mercato! Dobbiamo riprenderci quello che ci spetta e occupare le piazze, le strade e le scuole".

Forse tanto cuore ma certo anche un po' di confusione, fino ai brevissimi momenti di tensione che hanno seguito il lancio delle uova sul portone della sede bresciana della Banca d'Italia di Corso Martiri della Libertà. Poi qualche graffito sui muri, e qualche fumogeno, ma è lo sfogo solitario di qualche cane sciolto che sembra non avere le idee troppo chiare. Ma le voci nel corteo sono tante, e c'è qualcuno che richiama all'unità dei gruppi e dei collettivi: "Siamo di fronte a una causa sociale di disagio giovanile, mentre la politica non si interessa ai giovani - ci spiega Kevin - e il sistema ci impone dogmi che solo con la protesta possono essere contestati".

"Senza proteste non esiste la democrazia. Ma in piazza non si deve andare per sé stessi ma anche per gli altri, mai come ora serve un po' di solidarietà. Il debito è impagabile, anche gli imprenditori stessi sono ormai vittime delle banche. La crisi attuale è qualcosa di così grosso che ha coinvolto anche tutti quelli che comandavano prima. E' difficile prendere posizioni politiche, sono gli studenti a doverlo fare per primi, ma solo creando un movimento unito". La carovana degli studenti della piazza arriva anche in Loggia, termine ultimo del loro breve viaggio tra le vie della città.

All'interno della manifestazione un altro piccolo corteo, il corteo dei Cobas della Scuola che oggi scioperano, contro la riforma Gelmini ancora in attuazione, contro i nuovi tagli che si prevedono in arrivo, dai tagli lineari con la reintroduzione del Miur e il miliardo di euro che verrà eliminato dal bilancio per la Pubblica Istruzione per il 2012: "La crisi va pagata da chi l'ha provocata da chi ci si arricchisce, oggi abbiamo cominciato a farci sentire, insieme agli studenti".

Un imponente schieramento di forze impedisce ai ragazzi anche solo di avvicinarsi alla sede del Comune di Brescia, ma gli studenti si fermano un po' prima e si siedono per un po' di meritato relax. Mentre dal megafono arrivano gli ultimi saluti ai grandi risultati della lotta odierna, il non più giovanissimo Giuseppe (ora è studente universitario) ci congeda così: "E' chiaro che il capitalismo genera crisi in continuazione e non dà prospettive. Penso che a questo punto servirebbe rispolverare un po' di teorie mai invecchiate come quelle di Karl Marx, che prospettava una società diversa, libera dal profitto e dal conflitto".

dal sito di BresciaToday

martedì 24 maggio 2011

QUANDO L’INTERCULTURA E’ SCUOLA DI VITA….

Bella come sempre la festa “Saperi e Sapori” all’Istituto tecnico Moretto di Brescia, fatta sabato 21 maggio, alla sua terza edizione.

Una scuola con i 60% di alunni stranieri di varie nazionalità, tutte rappresentate nella festa, era presente una lunga tavolata con specialità gastronomiche di tutti i paesi rappresentati dagli alunni, che hanno potuto così far gustare i sapori di paesi magari mai conosciuti.

Che bello vedere i ragazzi, che convivono e si contaminano tra di loro con la massima naturalezza, senza preclusioni di colore di pelle, facendo nascere vere e belle amicizie.

Oltre ai Sapori, tanta e tanta musica, gruppi e singoli cantanti si sono succeduti, sino all’ospite d’onore che ogni hanno viene a trovare i ragazzi del Moretto; Charlie Cinelli..

Bravi i docenti, in particolare il proff. Viceconte per questo importante progetto che tutti gli anni riescono a rinnovare con successo.

mercoledì 18 maggio 2011

"Sapori e Saperi" alla scuola IPSIA Moretto a Brescia

4° Edizione della giornata di Intercultura e Solidarietà

domenica 27 febbraio 2011

Viva la scuola pubblica; La scuola pubblica VIVA

Il recente attacco del piccolo cesare berlusconi (proprio di scriverlo con la maiuscola non mi viene) alla scuola pubblica non è stato solo la solita ipocrita modalità del politico di cercare consenso nell'assemblea di chi lo ascoltava (è risaputo che scuole private in Italia significa prevalentemente gestione religiosa delle stesse), ma parte di un percorso, a questo punto palesemente conscio, volto ad uccidere nel nostro paese istruzione, cultura, capacità critica e, quindi, dissenso.
Uno dei passaggi di questo processo è il soffocamento e la denigrazione della scuola pubblica; un'altro è, ad esempio, l'assuefazione all'esponenzialmente cresciuta idiozia di tanta televisione.

"La scuola pubblica non educa", ha detto con la consueta faccia tosta l'intoccabile, lui che sta educando i rampolli benestanti a fregarsene degli altri e delle leggi, alla menzogna come stile di vita vincente, al bel vivere al costo del sacrificio del bene comune e del futuro.

Un colpo al cerchio: svilire scuola pubblica e le tante persone che vi lavorano con professionalità e passione.

Un colpo alla botte, anzi, molti colpi, sono le risorse che questo governo ha sottratto alla scuola, dove i nostri figli devono rinunciare ad iniziative didattiche, devono portare a scuola risme di carta e persino carta igienica, devono passare ore inutili smistati in altre classi per mancanza di fondi a copertura delle supplenze in scuole che per respirare un poco sono costrette a chiedere alle famiglie di autotassarsi.

Dopo che era stato dichiarato non lecito il finanziamento pubblico degli istituti privati sapete cosa ha inventato la succursale di Comunione e Liberazione denominata Regione Lombardia? Una truffa legalizzata sotto il bel titolo "libertà di scelta" all'interno dei buoni scuola; se io richiedo i buoni scuola regionali ricevo un tot. in base ai miei redditi, ma se mio figlio frequenta una scuola privata, riceverò un ben più sostanzioso contributo che mi servirà, tramite le rette di iscrizione, a finanziare indirettamente il privato con soldi pubblici, senza tetti di reddito (ovvero se io sono benestante riceverò comunque le sovvenzioni). In pratica la maggior parte dei buoni scuola in lombardia sono un finanziamento pubblico alle scuole private.

Sempre più, col passare del tempo, chi è impegnato in comitati civici o in movimenti di rinnovamento politico, si rende conto che questa è una guerra; subdola e cammuffata e negata, ma che attacca le basi stesse della democrazia.

Questa per la scuola pubblica è uno dei tanti fronti, certamente uno dei più importanti e qui vale la pena schierarsi senza indugi, denunciare e fare cultura e controinformazione.

Additional Info (BS point)

giovedì 9 dicembre 2010

Ospitaletto - premiati gli studenti meritevoli.


Gli studenti delle Superiori che hanno avuto una media di 8/10 e i laureati con lode di Ospitaletto saranno premiati dal Comune sabato 11 dicembre alle 20.30 in biblioteca.

I premiati delle Superiori: Marcello Aradori, Vanessa Casari, Michele Faustini, Francesca Garbellini, Mirko Manezzi, Ilaria Mangerini, Devis Regazzoli, Michele Catania, Mattia Lari, Clarissa Paletti, Daniele Scarpellini, Paola Scolari, Sara Scolari, Paolo Tosi, Marco Baratto, Gianmarco Caminati, Davide Ferraresi e Diego Lissignoli. I laureati con lode: Anna Belleri, Letizia Bui, Fulvio Franchi, Mirella Libretti, Francesca Maria Mangiarini, Elena Rubagotti, Riccardo Stefanini. Sarà inoltre premiata Mariateresa Taccardo per avere svolto una tesi su Ospitaletto.


venerdì 3 dicembre 2010

Scuola: protesta in altalena chi torna in classe e chi occupa

Sette scuole coinvolte nella protesta. È questo il bilancio della giornata di ieri per quanto riguarda la mobilitazione degli istituti superiori cittadini contro il ddl Gelmini. E lo sguardo, ora, corre al prossimo martedì, 7 dicembre, quando dovrebbe tenersi (o almeno si vocifera tra i ragazzi) «una riunione pomeridiana al liceo Leonardo per programmare iniziative collettive».
Il liceo di via Bonini (ex distaccamento del Gambara) è stato teatro di assemblee per decidere il da farsi per buona parte della giornata. «Abbiamo infine optato per l'occupazione, anche durante la notte e nella giornata di domani (oggi, ndr), poi si vedrà» spiega Antonia Amarante, mentre il «collega» Francesco Reboni sottolinea l'intenzione «di manifestare le idee in modo innovativo, magari attraverso la realizzazione di un video». Il liceo Olivieri è stato animato da un sit-in mattutino, «ma ha poi prevalso il dialogo - spiega il dirigente, Giorgio Becilli -. Domani (oggi, ndr) si terranno regolarmente le lezioni e l'open day programmato nel pomeriggio. Gli studenti renderanno note nel frattempo le decisioni prese».
Al Moretto, dove undici studenti hanno trascorso la notte tra giovedì e ieri, dovrebbe concludersi oggi l'occupazione. Ieri mattina si sono svolti due partecipati incontri che hanno visto protagonisti Arun, uno dei ragazzi rimasti per 17 giorni sulla gru, ed esponenti dei Cobas (in merito alla riforma), mentre la serata è stata animata da una «notte bianca» della scuola. La situazione è «tranquilla e sotto controllo» assicura il vice preside Fabio Prandelli.
L'autogestione programmata è invece proseguita nei licei Arnaldo (impegnato questa mattina in cinque ore di assemblea all'oratorio S. Afra) e Gambara (dove da oggi le lezioni torneranno ad essere regolari). Il Classico ha ospitato ricercatori della Facoltà di Giurisprudenza e Silvia Bonardi, pubblico ministero della Procura, per incontri sulla riforma e sulla legalità, seguiti da parte degli studenti muniti di coperta nell'ambito del «No brr day», ulteriore protesta nella protesta per «le aule troppo fredde». Corsi con ospiti esterni su temi come la strage di piazza Loggia e il ddl si sono tenuti anche al Gambara.
Mattinata di assemblee invece, con tanto di Codice penale alla mano, al Copernico, dove nel primo pomeriggio la maggioranza degli studenti ha «scelto democraticamente di voler occupare la scuola - spiega Carolina Frusca, rappresentante dei ragazzi -. Non è stata ancora decisa però la data d'inizio, attenderemo martedì». Nel tardo pomeriggio, al termine di un «direttivo allargato», un gruppo di studenti ha occupato anche il liceo Calini, senza l'appoggio però del direttivo stesso. Tentativi di contrattazione e mediazione sono proseguiti fino a sera.
dal giornale di Brescia

mercoledì 31 marzo 2010

FINALMENTE QUALCHE BUONA NOTIZIA: Sentenza 80/2010 (AGLI ALUNNI d.A. non possono essere ridotte le ore di sostegno)

Sentenza 80/2010 Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE Presidente AMIRANTE - Redattore SAULLE Camera di Consiglio del 27/01/2010 Decisione del 22/02/2010 Deposito del 26/02/2010 Pubblicazione in G. U. 03/03/2010ord. 230/2009Norme impugnate Art. 2, c. 413° e 414°, della legge 24/12/2007, n. 244 SENTENZA N. 80ANNO 2010REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: Presidente: Francesco AMIRANTE; Giudici : Ugo DE SIERVO, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI,ha pronunciato la seguenteSENTENZAnel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 2, commi 413 e 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), promosso dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana nel procedimento vertente tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed altri e A.F. e C.G. in proprio e nella qualità di genitori esercenti la potestà sulla figlia minore A.J.R., con ordinanza del 26 marzo 2009, iscritta al n. 230 del registro ordinanze 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 38, prima serie speciale, dell’anno 2009.Visto l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;udito nella camera di consiglio del 27 gennaio 2010 il Giudice relatore Maria Rita Saulle. continua Sentenza 80/2010 (AGLI ALUNNI d.A. non possono essere ridotte le ore di sostegno)

martedì 30 marzo 2010

«Sos fondi» dalle scuole di Castegnato, Passirano, Ospitaletto e Ome

Istituti comprensivi di Castegnato, Passirano-Paderno, Ospitaletto e Ome-Monticelli (nella foto), in questo caso solo con la componente dei genitori hanno deciso di unirsi, tramite il Consiglio d'istituto, per denunciare la grave situazione finanziaria dei propri istituti, informando in un comunicato tutte le famiglie. «La riforma della scuola, con i tagli dei fondi, sta pesantemente condizionando il funzionamento di molti istituti» si legge nel comunicato redatto in modo congiunto. «Supplenti che non vengono pagati, impossibilità di fare le fotocopie, laboratori soppressi o molto limitati, in non pochi casi mancano anche i fondi per acquistare la carta igienica».In particolare, i Consigli di Istituto lamentano la lentezza del Ministero nell'erogazione dei rimborsi per le spese già anticipate «di tasca propria» dagli istituti, per riuscire a far fronte così alle supplenze ed alle spese necessarie per la gestione ordinaria. «I crediti che questi istituti vantano nei confronti del Ministero, non ancora rimborsati, sono consistenti: 73.555,45 euro per Castegnato; 234.727,27 per Paderno-Passirano; 88.725,05 per Ospitaletto e 150.520,38 per Ome-Monticelli».«L'attuale inadempienza di tali erogazioni da parte del ministero - si legge ancora nel comunicato - sta provocando una serie di disagi. Ed alla denuncia, sino ad ora, non è giunta alcuna risposta da parte del Ministero» concludono i rappresentati dei Consigli di Istituto. «Questa situazione - commenta il sindaco di Castegnato Giuseppe Orizio - ancora una volta rischia di scaricare sulle famiglie e, direttamente o indirettamente anche sui Comuni, le pesanti responsabilità e inadempienze del Ministero ed è per questo che la situazione risulta ancor più inaccettabile».
dal giornale di Brescia