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venerdì 4 dicembre 2015
giovedì 20 febbraio 2014
domenica 29 dicembre 2013
martedì 15 novembre 2011
"Italia chi-ama Africa"
venerdì 18 novembre 2011 Alle ore 20,30
Teatro Rizzini, in via Dante 2, Cazzago San Martino (BS)
Intervengono con parole e immagini:
Adriano Torri, infermiere di Emergency nel centro cardiochirurgico di Khartoum (Sudan)
Pierluigi Vezzoli di "Gruppo Presenza Locale"
Giuseppe Foresti, Sindaco di Cazzago
Emergency sarà presente con un banchetto informativo e di raccolta fondi.
Teatro Rizzini, in via Dante 2, Cazzago San Martino (BS)
Intervengono con parole e immagini:
Adriano Torri, infermiere di Emergency nel centro cardiochirurgico di Khartoum (Sudan)
Pierluigi Vezzoli di "Gruppo Presenza Locale"
Giuseppe Foresti, Sindaco di Cazzago
Emergency sarà presente con un banchetto informativo e di raccolta fondi.

lunedì 10 maggio 2010
martedì 4 maggio 2010
Bentornato a casa, LIBERO!
MARCO GARATTI
il gruppo EMERGENCY di Brescia organizza per venerdì 7 maggio alle ore 21.00
Un incontro con il chiruego bresciano, che racconta la sua esperienza in Afganistan.

giovedì 22 aprile 2010
Calunniati i tre di Emergency, Roma procede contro ignoti
La procura della Capitale apre un fascicolo sugli arresti in Afghanistan
I cooperanti arrivati a casa.Strada:«Confermate le nostre tesi, valuteremo azioni legali»
Calunniati perchè di fatto innocenti. Ne è convinta la Procura di Roma che ha annunciato di aver aperto un fascicolo «contro ignoti» per il reato di calunnia «aggravata e continuata » ai danni di Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani.

I cooperanti arrivati a casa.Strada:«Confermate le nostre tesi, valuteremo azioni legali»
Calunniati perchè di fatto innocenti. Ne è convinta la Procura di Roma che ha annunciato di aver aperto un fascicolo «contro ignoti» per il reato di calunnia «aggravata e continuata » ai danni di Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani.
Per i magistrati di piazzale Clodio, dunque, i tre operatori di Emergency sarebbero stati accusati ingiustamente «a seguito di notizie fornite dalle Autorità afgane - come spiega una nota diffusa dal procuratore capo, Giovanni Ferrara – preposte alla sicurezza al rappresentante diplomatico italiano a Kabul e qui riversate dal Ministero degli esteri tramite il reparto anticrimine del Ros di Roma». I tre, appena varcato il confine italiano, sono stati ascoltati a Como proprio dai carabinieri su delega del procuratore aggiunto Pietro Saviotti titolare dell'inchiesta aperta all'indomani dell'arresto dei cooperanti italiani a Kabul. I verbali sono stati poi subito secretati, proprio per effettuare una serena valutazione più serena.
La notizia non ha colto di sorpresa il fondatore della ong italiana, Gino Strada. «Abbiamo detto fin da subito che erano accuse assurde - ha commentato - Solo un tentativo di screditare il lavoro di Emergency. L'apertura di questo fascicolo conferma in pieno le nostre tesi». Strada ha inoltre annunciato che Emergency sta valutando se agire legalmente nei confronti di quelli che definisce «calunniatori italiani». In totale Garatti,
Dell'Aira e Pagani hanno trascorso otto giorni da detenuti: i tre furono arrestati, insieme ad altri sei cooperanti afgani, il 10 aprile scorso al termine di un blitz nell'ospedale nella provincia di Helmand, effettato dai servizi di sicurezza locali. Gli operatori furono accusati star preparando un attentato kami-kaze contro il governatore della provincia, Gulab Manga. Nel corso del blitz, in una stanza della struttura ospedaliera, furono trovati giubbotti esplosivi, bombe a mano e armi. Il giorno successivo all'arresto il giornale britannico Times diffonde la notizia secondo cui i tre italiani avrebbero «confessato» il proprio ruolo nel complotto per uccidere il rappresentante governativo.
Una rivelazione che viene però smentita, a distanza di poche ore, dallo stesso governatore di Helmand. La svolta arriva domenica 18 aprile: i tre vengono rilasciati perchè ritenuti «non colpevoli».
La notizia non ha colto di sorpresa il fondatore della ong italiana, Gino Strada. «Abbiamo detto fin da subito che erano accuse assurde - ha commentato - Solo un tentativo di screditare il lavoro di Emergency. L'apertura di questo fascicolo conferma in pieno le nostre tesi». Strada ha inoltre annunciato che Emergency sta valutando se agire legalmente nei confronti di quelli che definisce «calunniatori italiani». In totale Garatti,
Dell'Aira e Pagani hanno trascorso otto giorni da detenuti: i tre furono arrestati, insieme ad altri sei cooperanti afgani, il 10 aprile scorso al termine di un blitz nell'ospedale nella provincia di Helmand, effettato dai servizi di sicurezza locali. Gli operatori furono accusati star preparando un attentato kami-kaze contro il governatore della provincia, Gulab Manga. Nel corso del blitz, in una stanza della struttura ospedaliera, furono trovati giubbotti esplosivi, bombe a mano e armi. Il giorno successivo all'arresto il giornale britannico Times diffonde la notizia secondo cui i tre italiani avrebbero «confessato» il proprio ruolo nel complotto per uccidere il rappresentante governativo.Una rivelazione che viene però smentita, a distanza di poche ore, dallo stesso governatore di Helmand. La svolta arriva domenica 18 aprile: i tre vengono rilasciati perchè ritenuti «non colpevoli».
Incontro con Emergency e Amnesty International a Rovato
Venerdì 23 aprile 2010 alle ore 20.45, presso la sala del Pianoforte - Via Lamarmora, 7 - Rovato BS
Il Gruppo 28 di Brescia vi invita a "Una serata insieme a: Anna Cordini e Carlo Remino".(Responsabili dei gruppi locali di Emergency e di Amnesty International)
L'iniziativa è promossa, oltre che da Amnesty ed Emergency, dalla Tavola della Pace di Passirano, dalla Commissione Progetti di Pace e dal Comune di Rovato.
domenica 18 aprile 2010
Emergency, liberi i tre operatori italiani-Strada: "Fallito tantativo di screditarci"
Dell'Aira, Garatti e Pagani rilasciati dopo otto giorni dalle autorità afgane: "Non colpevoli". L'annuncio dato dalla Farnesina. Napolitano: "Un sollievo per tutti". Dall'Aira: "Sto bene e saluto tutti" 
ROMA - Sono stati rilasciati Marco Garatti, Matteo Dall'Aira e Matteo Pagani, i tre operatori di Emergency arrestati l'11 aprile scorso a Lashkar Gah, nel sud dell'Afghanistan, dalle forze di sicurezza afgane, con l'accusa di aver partecipato a un complotto per compiere un attentato contro il governatore della provincia di Helmand. Lo rende noto un comunicato della Farnesina. I tre operatori, riconosciuti "non colpevoli" come attesta un comunicato del Nds, il servizio di intelligence afgano, sono stati condotto presso l'ambasciata d'Italia a Kabul e presto saranno rimpatriati con un volo speciale. "E' un sollievo per noi tutti e, in primo luogo naturalmente, per i familiari", ha commentato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rilevando che "il governo, e per esso il ministero degli Esteri, ha operato con accortezza e fermezza, aderendo alle preoccupazioni espresse da una vasta opinione pubblica". Anche cinque dei sei cooperanti afgani di Emergency, arrestati insieme ai tre italiani con la stessa accusa, sono stati rilasciati oggi a Kabul. Il sesto, sospettato di aver nascosto le armi nell'ospedale di Lashkar-gah, resta "in custodia". Lo rende noto l'agenzia afghana Pajhwok citando un comunicato dell'Nds, i servizi di intelligence afghani.

ROMA - Sono stati rilasciati Marco Garatti, Matteo Dall'Aira e Matteo Pagani, i tre operatori di Emergency arrestati l'11 aprile scorso a Lashkar Gah, nel sud dell'Afghanistan, dalle forze di sicurezza afgane, con l'accusa di aver partecipato a un complotto per compiere un attentato contro il governatore della provincia di Helmand. Lo rende noto un comunicato della Farnesina. I tre operatori, riconosciuti "non colpevoli" come attesta un comunicato del Nds, il servizio di intelligence afgano, sono stati condotto presso l'ambasciata d'Italia a Kabul e presto saranno rimpatriati con un volo speciale. "E' un sollievo per noi tutti e, in primo luogo naturalmente, per i familiari", ha commentato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rilevando che "il governo, e per esso il ministero degli Esteri, ha operato con accortezza e fermezza, aderendo alle preoccupazioni espresse da una vasta opinione pubblica". Anche cinque dei sei cooperanti afgani di Emergency, arrestati insieme ai tre italiani con la stessa accusa, sono stati rilasciati oggi a Kabul. Il sesto, sospettato di aver nascosto le armi nell'ospedale di Lashkar-gah, resta "in custodia". Lo rende noto l'agenzia afghana Pajhwok citando un comunicato dell'Nds, i servizi di intelligence afghani.
Strada: "Fallito il tentativo di screditarci". "Mi sembra una bella conclusione", ha affermato il fondatore di Emergency, Gino Strada, aggiungendo però che "qualcuno ha cercato di screditare Emergency e il tentativo è fallito". Dopo le tensioni con il governo italiano, il fondatore della ong ha ringraziato l'esecutivo per il contributo dato alla liberazione dei tre operatori che, ne è certo, "torneranno in Afghanistan", e ha concluso il suo intervento con una battuta: "Invierò una maglietta di Emergency al ministro Frattini, come mi aveva chiesto".
La soddisfazione di Emergency. "Siamo felici che siano liberi, non avevo dubbi perché sono completamente innocenti - ha detto Cecilia Strada - Aspettiamo il loro rientro e il loro abbraccio con le famiglie. La loro liberazione è dipesa dal lavoro di tutti coloro che, sia in Italia che in Afghanistan, hanno cooperato per la loro libertà". Quanto a un eventuale ritorno degli operatori in ospedale, Gino Strada ha detto che Emergency valuterà "il da farsi e la sicurezza della struttura. Non sappiamo cosa sia successo, ci sono punti oscuri, non è chiaro perché sia stata costruita questa trappola, questa montatura all'interno dell'ospedale. Spero che possa riprendere l'attività". Comunque, ha assicurato il fondatore della ong, "non abbiamo mai detto di voler lasciare l'ospedale, che è stato occupato militarmente. Al nostro personale è stato impedito di andare a lavorare ma vogliamo stare lì perché quell'ospedale è la sola possibilità di cura della popolazione".
La soddisfazione di Emergency. "Siamo felici che siano liberi, non avevo dubbi perché sono completamente innocenti - ha detto Cecilia Strada - Aspettiamo il loro rientro e il loro abbraccio con le famiglie. La loro liberazione è dipesa dal lavoro di tutti coloro che, sia in Italia che in Afghanistan, hanno cooperato per la loro libertà". Quanto a un eventuale ritorno degli operatori in ospedale, Gino Strada ha detto che Emergency valuterà "il da farsi e la sicurezza della struttura. Non sappiamo cosa sia successo, ci sono punti oscuri, non è chiaro perché sia stata costruita questa trappola, questa montatura all'interno dell'ospedale. Spero che possa riprendere l'attività". Comunque, ha assicurato il fondatore della ong, "non abbiamo mai detto di voler lasciare l'ospedale, che è stato occupato militarmente. Al nostro personale è stato impedito di andare a lavorare ma vogliamo stare lì perché quell'ospedale è la sola possibilità di cura della popolazione".
Gli operatori: "Abbiamo vissuto momenti terribili". "Sta cominciando adesso a capire che cosa è successo: poi ha dovuto interrompere la telefonata perché doveva restituire il telefono all'ambasciatore e perché gli avevano offerto un bicchiere di champagne", ha detto il papà di Matteo Pagani, intervistato da Skytg24 subito dopo che aveva sentito il figlio al telefono da Kabul. "Un'emozione che ricorderò per tutta la vita", assicura Paola Ballardin, moglie di Matteo Dell'Aira. Matteo, al telefono ha detto di essere "su di morale, forte" di stare bene, e ha salutato tutti. "Siamo molto contenti di essere fuori - ha detto Marco Garatti - abbiamo passato momenti terribili. Siamo soprattutto contenti di essere fuori con il nostro nome completamente pulito. La nostra reputazione e quella di Emergency sono intatte".
dal sito della REPUBBLICA
giovedì 15 aprile 2010
IL GRUPPO EMERGENCY DI BRESCIA
Comunicato stampa del 14 aprile 2010 
Il gruppo Emergency di Brescia sta seguendo con trepidazione la vicenda che ha portato all’arresto di Marco Garatti e di altri operatori di Emergency a Lashkar-gah in Afganistan. Nonostante la gravità della situazione e la mancanza di chiarezza nell’operato delle autorità afgane, i volontari del gruppo di Brescia, assolutamente certi che le accuse rivolte a Marco Garatti siano del tutto infondate, si sentono fiduciosi che l’episodio si risolva per il meglio. Vicini al chirurgo che opera da più di dieci anni negli ospedali di Emergency e alla sua famiglia, cui esprimono grande affetto, sottolineano la professionalità e l’integrità morale di Marco, che sta dedicando la sua vita alla cura dei feriti di guerra con grande generosità e spirito di abnegazione.
In questi momenti sono pervenute numerosissime le manifestazioni di appoggio e di solidarietà a Emergency e a Marco Garatti da parte di enti e associazioni bresciane, che ringraziamo di cuore, mentre dobbiamo prendere atto che il Consiglio Provinciale ha negato una mozione presentata dal Partito Democratico in cui si esprimeva solidarietà al chirurgo, nostro concittadino, “che con una scelta coraggiosa sta rappresentando la parte più buona della società”.
Molti in questi giorni anche gli incontri pubblici e i banchetti del gruppo di Brescia presenti a eventi di natura diversa (consultare il sito http://www.emergencybs.it/).
In particolare ricordiamo la nostra presenza giovedì 15 aprile a Vobarno, sabato
17 aprile a Limone di Gavardo, Castegnato, Montichiari, domenica 18 aprile a Brescia. Venerdì 16 si terrà una manifestazione organizzata dal “Movimento non violento”, in piazza Rovetta alle ore 18, “Un’ora di silenzio” perché siano rilasciati al più presto gli operatori di Emergency.
Sabato 17 si svolgerà una manifestazione nazionale a Roma in piazza Navona a sostegno di Emergency, per la quale il gruppo di Brescia con la collaborazione di CGIL, SPI, FILLEA e FLAI, organizza un pullman per chiunque voglia intervenire. La partenza è prevista dal piazzale della Om in via Volturno a Brescia alle ore 5,45.
Per prenotazioni e informazioni telefonare alla segreteria della Camera del Lavoro al numero 030/3729204, oppure a Emergency 335/1767627 – 333/3289937
Ricordiamo infine che in questi giorni è aperta una sottoscrizione di firme denominata “Io sto con Emergency”, che semplicemente chiede un sostegno all’associazione di Gino Strada in questo momento così difficile. Per aderire bisogna entrare nel sito http://www.emergency.it/. In due giorni sono state raccolte oltre 200.000 firme.
Gruppo Emergency di Brescia

Il gruppo Emergency di Brescia sta seguendo con trepidazione la vicenda che ha portato all’arresto di Marco Garatti e di altri operatori di Emergency a Lashkar-gah in Afganistan. Nonostante la gravità della situazione e la mancanza di chiarezza nell’operato delle autorità afgane, i volontari del gruppo di Brescia, assolutamente certi che le accuse rivolte a Marco Garatti siano del tutto infondate, si sentono fiduciosi che l’episodio si risolva per il meglio. Vicini al chirurgo che opera da più di dieci anni negli ospedali di Emergency e alla sua famiglia, cui esprimono grande affetto, sottolineano la professionalità e l’integrità morale di Marco, che sta dedicando la sua vita alla cura dei feriti di guerra con grande generosità e spirito di abnegazione.
In questi momenti sono pervenute numerosissime le manifestazioni di appoggio e di solidarietà a Emergency e a Marco Garatti da parte di enti e associazioni bresciane, che ringraziamo di cuore, mentre dobbiamo prendere atto che il Consiglio Provinciale ha negato una mozione presentata dal Partito Democratico in cui si esprimeva solidarietà al chirurgo, nostro concittadino, “che con una scelta coraggiosa sta rappresentando la parte più buona della società”.
Molti in questi giorni anche gli incontri pubblici e i banchetti del gruppo di Brescia presenti a eventi di natura diversa (consultare il sito http://www.emergencybs.it/).
In particolare ricordiamo la nostra presenza giovedì 15 aprile a Vobarno, sabato
17 aprile a Limone di Gavardo, Castegnato, Montichiari, domenica 18 aprile a Brescia. Venerdì 16 si terrà una manifestazione organizzata dal “Movimento non violento”, in piazza Rovetta alle ore 18, “Un’ora di silenzio” perché siano rilasciati al più presto gli operatori di Emergency.
Sabato 17 si svolgerà una manifestazione nazionale a Roma in piazza Navona a sostegno di Emergency, per la quale il gruppo di Brescia con la collaborazione di CGIL, SPI, FILLEA e FLAI, organizza un pullman per chiunque voglia intervenire. La partenza è prevista dal piazzale della Om in via Volturno a Brescia alle ore 5,45.
Per prenotazioni e informazioni telefonare alla segreteria della Camera del Lavoro al numero 030/3729204, oppure a Emergency 335/1767627 – 333/3289937
Ricordiamo infine che in questi giorni è aperta una sottoscrizione di firme denominata “Io sto con Emergency”, che semplicemente chiede un sostegno all’associazione di Gino Strada in questo momento così difficile. Per aderire bisogna entrare nel sito http://www.emergency.it/. In due giorni sono state raccolte oltre 200.000 firme.
Gruppo Emergency di Brescia
martedì 13 aprile 2010
L'ITALIA ALZI LA VOCE PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DEI MEDICI DI EMERGENCY
L’arresto dei tre medici di Emergency , le inaudite dichiarazioni di esponenti della maggioranza e governo contro l’organizzazione umanitaria, dimostrano che si vuole eliminare ogni testimone dalla guerra sporca che si sta svolgendo in Afghanistan.
Il ministro Frattini ha affermato che se le accuse ad Emergency fossero vere da italiano si vergognerebbe . Ci permettiamo di domandare al Ministro : perché si vergogna di tre medici che curano tutte le vittime della guerra e non spende una parola di sdegno quando le truppe Nato, di cui i militari italiani fanno parte, massacrano civili?
Il governo italiano brucia 2 milioni di euro al giorno per sostenere un governo come quello Karzai, fondato sulla frode elettorale, la corruzione e la gestione dei signori della guerra del mercato dell’oppio. Allo stesso tempo si scaglia inopinatamente contro la parte migliore del nostro Paese che salva in quelle zone il buon nome dell’Italia infangato dalla nostra partecipazione alla guerra. Mentre rinnoviamo la richiesta al governo di pretendere l’immediato rilascio dei tre medici arrestati, ci uniamo all’appello di Gino Strada rivolto ai cittadini e alle cittadine affinché sottoscrivano la solidarietà ad Emergency sul sito dell’organizzazione (http://www.emergency.it/). L’Italia che ripudia la guerra alzi la voce, fermi questa vergogna.
Il ministro Frattini ha affermato che se le accuse ad Emergency fossero vere da italiano si vergognerebbe . Ci permettiamo di domandare al Ministro : perché si vergogna di tre medici che curano tutte le vittime della guerra e non spende una parola di sdegno quando le truppe Nato, di cui i militari italiani fanno parte, massacrano civili?
Il governo italiano brucia 2 milioni di euro al giorno per sostenere un governo come quello Karzai, fondato sulla frode elettorale, la corruzione e la gestione dei signori della guerra del mercato dell’oppio. Allo stesso tempo si scaglia inopinatamente contro la parte migliore del nostro Paese che salva in quelle zone il buon nome dell’Italia infangato dalla nostra partecipazione alla guerra. Mentre rinnoviamo la richiesta al governo di pretendere l’immediato rilascio dei tre medici arrestati, ci uniamo all’appello di Gino Strada rivolto ai cittadini e alle cittadine affinché sottoscrivano la solidarietà ad Emergency sul sito dell’organizzazione (http://www.emergency.it/). L’Italia che ripudia la guerra alzi la voce, fermi questa vergogna.
mercoledì 2 settembre 2009
È morta Teresa Sarti, presidente di Emergency
È morta Teresa Sarti, presidente di Emergency, l'associazione per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra fondata nel 1994 insieme al marito Gino Strada. Aveva 63 anni e da due le era stato diagnosticato
un tumore. Ieri era è tornata a Milano a casa sua con la figlia Cecilia e il marito, che da dicembre è stato ininterrottamente al suo fianco. La quantità di messaggi di stima e cordoglio arrivati alle agenzie è impressionante. Il mondo dell'associazionismo, i sindacati, la politica ricordano la «seminatrice di speranza», come l'ha definita Don Luigi Ciotti. «Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell'amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze di timore per la sua sorte personale», Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada, si legge nel comunicato dell'associazione. «Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti (...) La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un'attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza».
un tumore. Ieri era è tornata a Milano a casa sua con la figlia Cecilia e il marito, che da dicembre è stato ininterrottamente al suo fianco. La quantità di messaggi di stima e cordoglio arrivati alle agenzie è impressionante. Il mondo dell'associazionismo, i sindacati, la politica ricordano la «seminatrice di speranza», come l'ha definita Don Luigi Ciotti. «Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell'amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze di timore per la sua sorte personale», Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada, si legge nel comunicato dell'associazione. «Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti (...) La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un'attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza».
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