Visualizzazione post con etichetta immigrati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta immigrati. Mostra tutti i post

venerdì 23 settembre 2016

L'immigrazione non ruba posti di lavoro, lo dice la scienza

Studio condotto negli Usa su un arco di 20 anni e pubblicato dalla National Academies of Sciences: l'impatto dei flussi migratori su occupazione e bilancio dello Stato è positivo nel lungo termine


NEW YORK – Gli immigrati non rubano i nostri posti di lavoro, non abbassano le nostre retribuzioni. Sono un onere per il bilancio pubblico solo all’inizio (prima generazione) ma diventano contributori netti fin dalla seconda generazione. Non è il testo di un manifesto anti-Trump, non è un comizio di Hillary Clinton. Sono le conclusioni di un importante studio americano, realizzato dalla National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine. Un’analisi ampia sull’impatto economico e demografico dei flussi migratori negli Stati Uniti, da 20 anni in qua, compreso l’impatto sul mercato del lavoro e sulle remunerazioni dei cittadini americani, nonché i costi e benefici sulle finanze pubbliche sia a livello federale che nei singoli Stati.

Una delle prime conclusioni è questa: a dispetto dell’enorme quantità di emozioni e di reazioni politiche che scatena, l’immigrazione nel lungo periodo sembra avere un impatto scarso sulle condizioni di vita dei lavoratori già residenti. In effetti le uniche conseguenze, leggermente negative, si percepiscono nella concorrenza tra immigrati: i più recenti fanno concorrenza a quelli arrivati prima e possono toglierli posti o deprimerne i salari, se si tratta di manodopera poco qualificata. Un’altra fascia a rischio sono i giovani che non hanno titoli di studio elevati, anche per loro l’effetto-sostituzione da parte degli immigrati è reale. Nell’insieme, la ricaduta netta dell’immigrazione sull’economia americana rimane positiva. In quanto all’onere sul bilancio pubblico, è limitato sostanzialmente al costo dell’istruzione per i figli di immigrati di prima generazione. Ma quando questi ragazzi diventano adulti, anche loro cominciano a pagare tasse, e così facendo “rimborsano” lo Stato per i costi che ha sostenuto per loro.

Le dimensioni dell’immigrazione negli Stati Uniti sono notevoli. 40 milioni di residenti negli Stati Uniti sono nati altrove, e quasi altrettanti sono i residenti che hanno almeno un genitore nato all’estero. Messi assieme, gli immigrati e i loro figli sono un quarto di tutta la popolazione americana. La percentuale della forza lavoro nata all’estero è passata dall’11% al 16% negli ultimi vent’anni. E i flussi continuano a crescere. Negli anni Ottanta in media entravano 600mila nuovi immigranti (legali: con Green Card) all’anno, negli anni Novanta gli ingressi sono saliti a 800mila l’anno, col nuovo millennio il ritmo è passato a un milione di nuovi arrivi ogni anno. Vi si aggiungono 11,1 milioni di clandestini. Questi ultimi aumentano anch’essi, a un ritmo stabile di 300 – 400mila nuovi arrivi all’anno.

Le cifre del loro impatto economico – costi e benefici – sono queste: alla prima generazione i costi sostenuti dalla collettività sono pari a 57 miliardi di dollari annui. A partire dalla seconda generazione, gli immigrati portano 30 miliardi di dollaro ogni anno alle finanze pubbliche Dalla terza generazione, il contributo netto degli immigrati ai conti pubblici balza a 223 miliardi annui.
 

http://www.repubblica.it

lunedì 6 giugno 2016

Barcone dall'Egitto naufraga a Creta. Decine di cadaveri di migranti sulle spiagge della Libia


Decine di corpi di migranti ricoprono la spiaggia di Zuwara, in Libia, dopo i numerosi naufragi della scorsa settimana che secondo l'Onu hanno totalizzato oltre 700 morti nel Mediterraneo centrale.
Le foto, terribili, appaiono sul sito dell'associazione umanitaria maltese Migrant Report. A fare la macabra scoperta è stato un cittadino di Zuwara che si stava recando verso il confine con la Tunisia con il nipote: "Ho visto tre corpi sulla spiaggia e due che ancora galleggiavano in acqua". I cadaveri rinvenuti sono 117, tra i quali 70 donne e bambini tutti di origine africana: il numero è fornito dalla Mezzaluna Rossa che sta procedendo per il recupero delle salme, sparpagliate lungo 25 chilometri di arenile.
Nella zona la scorsa settimana la Guardia Costiera libica aveva intercettato 4 gommoni con più di 450 persone a bordo e alcuni dei migranti tratti in salvo avevano riferito che "più di cento" potevano essere annegati nella traversata.
"I corpi hanno cominciato ad emergere a Zuara, nell'ovest della Libia vicino alla frontiera con la Tunisia, dalle nove del mattino di giovedì", ha precisato il portavoce della Mezzaluna Rossa. "Le operazioni di recupero dei corpi è proseguita fino alle 23 e la Mezzaluna rossa ha ripreso stamattina".
corpi

Intanto 302 migranti sono stati recuperati in mare a sud di Creta dopo il naufragio del barcone che li trasportava. L'imbarcazione è salpata da Alessandria, Egitto. I soccorritori hanno ripescato tre corpi. L'imbarcazione era ormai affondata per metà quando sono arrivati i soccorsi.
Secondo i media greci, la barca su cui viaggiavano i migranti ha iniziato ad affondare in acque internazionali 75 miglia a sud del porto cretese di Kalo Limeni. L'allarme è stato raccolto inizialmente dalla Guardia Costiera italiana, quindi da quella greca. In zona ci sono già quattro imbarcazioni che stanno prestando soccorso, mentre dalla costa sono partiti aerei ed elicotteri. Si ritiene che la barca dei migranti stesse tentando di far rotta verso l'Italia. Negli ultimi giorni sono sbarcati a Creta 220 migranti.
L'ong Migrant Report parla ormai di "allarme Egitto", la nuova rotta dei migranti che non trovando la possibilità di passare dalla Turchia alla Grecia si starebbero spostando in massa verso il paese del generale Al Sisi: "L'incidente è indicativo del fatto che un numero sempre maggiore di richiedenti asilo vuole salpare dall'Egitto verso l'Italia. L'attraversamento è il più lungo e il più pericoloso del Mediterraneo. Inoltre, non ci sono molte unità di soccorso lungo il tragitto, come invece accade nel Canale di Sicilia".
I migranti salvati in acque greche ora potrebbero essere deportati in territorio turco, secondo l'accordo con l'Unione europea entrato in vigore lo scorso 20 marzo. Amnesty International protesta: "L'accordo Ue-Turchia è sconsiderato e illegale", accusa John Dalhuisen, direttore per l'Europa e l'Asia centrale, definendo una "invenzione" che la Turchia sia capace di rispettare i diritti dei rifugiati.


http://www.huffingtonpost.it

giovedì 13 febbraio 2014

lunedì 23 maggio 2011

Immigrati, dalla gru al sagrato del Duomo

DOPO IL NULLA DI FATTO con cui si è concluso l'incontro in prefettura con il viceprefetto Zaira Romano (gli immigrati chiedevano una risposta, sono stati solo sollecitati a riproporre le loro istanze) è scattata una nuova protesta. Non eclatante come quella che li vide salire su una gru in via San Faustino, anche perchè il presidio a oltranza in piazza Paolo VI, tra Duomo vecchio e Duomo nuovo, è stato concordato con il vescovo di Brescia Luciano Monari (nell'immagine Fotolive con Arun, uno dei protagonisti della protesta sulla gru dell'inverno scorso). Monsignor Monari, ha riferito padre Mario Toffari, ha ritenuto giuste le motivazioni, che riguardano la protesta contro la finora mancata concessione dei permessi di soggiorno.

qui sotto il corsivo di Massimo Lanzini, capocronaca del Giornale di Brescia, di domenica 22 maggio 2011
«Tra alcuni giorni sua eccellenza il Prefetto farà conoscere, ai diretti interessati ed alla stampa, le proprie valutazioni e l'orientamento della Prefettura. Di più, per ora, non intendiamo dire». Cortese e asciutto come solo un dirigente pubblico sa e deve essere, il funzionario di turno ieri pomeriggio a Palazzo Broletto dava conto con efficacia della posizione del rappresentante del governo nella nostra città: sulla vicenda del presidio degli immigrati - per ora - nessuna risposta.
Eppure una risposta, tanto i «diretti interessati» quanto l'intera città, francamente se la aspetterebbero. Una risposta chiara a due domande chiare: Ministero e Prefettura intendono applicare le esplicite indicazioni della Corte di giustizia europea e del Consiglio di Stato in materia di espulsione e regolarizzazione degli immigrati? E se sì, quando?
Risposte che vanno date. Anzitutto perché una comunità che - giustamente - pretende dai nuovi arrivati il rispetto della legalità deve essere essa stessa pronta ad applicare la norma con rigore e tempestività.
E poi perché è solo dentro un clima di incertezza e di confusione che possono più facilmente crescere momenti di scontro sociale e di tensione. Tensione dalla quale questa città - a causa di scelte e di atteggiamenti che sarebbe semplicistico ascrivere ad una parte sola - si è già vista travolta nei giorni difficili della gru.
Un'altra gru questa città non la vuole. E per evitarla c'è solo una strada: dare risposte, darle subito in maniera chiara, ed esigere - da tutti - un trasparente rispetto delle regole.

dal sito della CGIL di Brescia

domenica 31 ottobre 2010

BRESCIA MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI: IL DIVIETO GENERA RIBELLIONE

Dal blog nuvolarossacazzago di Robero Bettinzoli:

Chi credeva che un semplice divieto servisse per quietare gli animi e a "far finire la ricreazione" si sbagliava. E di molto. Oggi a Brescia il corteo dei migranti, vietato pretestuosamente dalla questura, anche sotto pressione dei leghisti al potere si è trasformato in una giornata di lotta tosta e originale. Tosta per le manganellate che qualcuno di noi si è preso dritte in testa. Tosta per il compagno che è stato portato in questura. Tosta per il coraggio di una decina di migranti ancora ora sopra una gru a 30 metri da terra. Ma anche originale, in quanto, cordoni, fronteggiamenti e trattative sono finalmente stati conditi da imprevisti quanto salvifici "fuoriprogramma". L'aggiramento del blocco di via san faustino tramite i vicoli. L'ingresso nel cantiere del metro per raggiungere i manifestanti che si erano issati sulla gru. I diversi scontri diffusi, che a volte si sono trasformati in paradossali incontri, fra forze di polizia e manifestanti. L'infame distruzione del presidio da parte dei pompieri. Il blocco del ring. La chiesa che si mette di mezzo e offre ospitalità per la notte. Una giornata particolare insomma. Una giornata di lotta che è andata oltre i tatticismi e gli equilibri. Vietatecele tutte! Vietatecele ancora!

La Brescia antirazzista oggi ha violato i divieti della questura e ha manifestato in città. In una piazza Rovetta militarizzata per la manifestazione che voleva portare in piazza la propria rabbia per la sanatoria truffa "colf e badanti" del 2009, in favore del permesso di soggiorno e , a fronte dei divieti, dell'agibilità politica in città. Decine di camionette, centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa, e transenne per impedire l'accesso a Piazza Loggia. Il corteo si è radunato dopo che un corteo spontaneo partito dal presidio di via Lupi di Toscana per raggiungere il centro era stato bloccato dopo alcune centinaia di metri dalle forze di polizia.
In via San faustino la manifestazione è partita salendo verso nord e ha fronteggiato un cordone di carabinieri che sbarravano il percorso. E' partita una carica ma la resistenza dei manifestanti ha impedito lo scioglimetno del corteo che si è fermato in piazza. A seguito di questa carica è stato fermato un compagno con l'accusa di violenza a pubblico ufficiale. Il compagno dovrebbe essere rilasciato in serata.
Mentre il corteo subiva la repressione delle forze di polizia è giunta la notizia che in maniera furtiva le forze dell'ordine hanno sgomberato il presidio di via lupi di Toscana, deserto a causa della manifestazione. Saputa la notizia una parte della piazza ha aggirato i blocchi di polizia e si è recata ad occupare il cantiere della metropolitana dove alcuni migranti erano in precedenza saliti su una gru, a circa 30 metri d'altezza, issando uno striscione con la scritta 'Sanatoria'. Dopo un'ora altri manifestanti hanno deciso di bloccare il traffico del ring di Brescia presidiando piazzale Cesare Battisti. Il blocco del traffico si è concluso alle 18.30, e i manifestanti si sono concentrati sotto la gru per portare attivamente solidarieta' ai migranti ancora a trenta metri d'altezza.

Dal sito:http://www.28maggio.org/

Manifestazione dei Migranti

Momenti di forte tensione oggi pomeriggio, alla manifestazione dei migranti a Brescia.Colpiti dalle cariche della polizie anche 4 militanti di Rifondazione Comunista.

Roberto Bettinzoli,Elisa Gobbi ,Walter Longhi della Cgil, mentre Ibrahim ha dovuto essere portato in ospedale per accertamenti.

domenica 27 giugno 2010

Retromarcia di Prandelli: annullate le delibere dopo le numerose sconfitte in tribunale e migliaia di euro sprecati.

BRESCIAOGGI - Dopo aver revocato le ordinanze che concedevano i bonus bebè e le borse di studio solo ai cittadini europei, escludendo gli extracomunitari anche se in regola con il permesso di soggiorno, ora il sindaco di Ospitaletto Giorgio Prandelli ha revocato anche le ordinanze che subordinavano la concessione della residenza a un reddito minimo, e alla disponibilità di un appartamento «idoneo».

A indurre Prandelli alla non facile decisione di revocare le ordinanze (prese a modello da altri Comuni) è stata la diffida della Cgil di Brescia, forte del pronunciamento di vari tribunali italiani in materia.

Il sindaco Prandelli, revocando le sue ordinanze (due del 2009 e una del 2010) ha motivato la scelta citando la sentenza del giudice Alessandra Ramon, che il 25 luglio del 2009 si era pronunciata a contro la decisione del il sindaco di rifiutare la residenza a un rifugiato politico sulla base del reddito.

Commentando la revoca, Damiano Galletti, segretario della Cgil di Brescia ha dichiarato: «Ci fa piacere che il sindaco di Ospitaletto abbia deciso di rettificare le ordinanze sui criteri per l’iscrizione all’anagrafe, che imponevano agli stranieri in regola con il permesso di soggiorno, un reddito non inferiore ai 5.100 euro e una ‘idonea sistemazione alloggiativa’. Erano infatti criteri non previsti dalla normativa in materia di iscrizione anagrafica. Ci auguriamo che la rettifica, che segue di pochi giorni una analoga marcia indietro sui criteri per assegnare i bonus per merito scolastico, sia presa ad esempio anche da altri Comuni della provincia che hanno adottato ordinanze simili».

Anche a quei Comuni, spiega Galletti, è già arrivata una diffida della Fondazione Guido Piccini e dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione.

In questo articolo del Bresciaoggi del 23.6.2010. fa notare come l’amministrazione comunale ha annullato tutte le delibere che aveva pubblicizzato su tutti i giornali.

Il COSTO per la collettività di queste delibere razziste e anticostutizionali (secondo un'articolo riportato dal sito Ospitaletto .org)….50.000€.

IN BARBA ALLA CRISI!

giovedì 18 febbraio 2010

Il 1° Marzo sciopero di tutti i migranti....

VENERDI' 19 FEBBRAIO 2010 ore 21,00
Centro P.Marcolini Via Marcolini GUSSAGO
ASSEMBLEA DIBATTITO:
"Il 1° Marzo sciopero di tutti i migranti: capire le ragioni, sostenere la lotta"
ORGANIZZA:
"Rete Sociale e Solidale"
(Associazione Sinistra a Gussago, Siamo Rodengo Saiano, Comunità solidale di Passirano, Liberamente Villa Carcina)
intervengono:
Avv. Alberto Guarisco, docente di Diritto alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Brescia
Le voci di alcuni migranti
Coordina:
Walter Saresini, Consigliere Comunale del Comune di Villa Carcina (lista Liberamente)

lunedì 18 gennaio 2010

Mercoledì 20 gennaio, assemblea pubblica sull'immigrazione ad Ospitaletto.

Mercoledì sera, alle ore 20.30 presso la sala polifunzionale sopra il centro anziani (piazza mercato) di Ospitaletto, Assemblee pubblica contro il razzismo istituzionale, promossa dalla CGIL CF Gomma e dalla associazioni migranti di Brescia, in preparazione alla manifestazione provinciale per sabato 6 Febbraio 2010 in piazza Loggia a Brescia.
testo del volantino:
Non vogliamo pagare la crisi
Basta con il razzismo istituzionale

Il razzismo di molte delibere di Comuni come Brescia, Coccaglio, Trenzano, Castelmella, Pompiano,Chiari, Montichiari,Villa Carcina, insieme ai provvedimenti razzisti del Governo, aggravano notevolmente le condizioni di vita e di lavoro dei migranti. La crisi ci colpisce prima di tutti gli altri, ci rende più precari e perdendo il posto di lavoro ci fa tornare “clandestini”. Il “pacchetto sicurezza” che azzera i diritti elementari dei migranti, la volontà di aprire un Centro di Identificazione ed Espulsione a Brescia, un vero e proprio carcere etnico, sono gli strumenti per sfruttare ancor di più i migranti.
In Francia le associazioni dei migranti hanno indetto uno sciopero dei migranti per il prossimo 1° marzo per far sentire la loro voce e combattere la crisi e il razzismo. E’ un’iniziativa efficace a cui guardiamo con interesse. Dobbiamo mobilitarci, diventare protagonisti del nostro destino di cittadini e lavoratori.
SABATO 6 FEBBRAIO 2010
MANIFESTAZIONE PROVINCIALE
ORE 14.30 PIAZZA DELLA LOGGIA - BRESCIA
per dire :
* no ai provvedimenti razzisti dei Comuni e del Governo
* si alle pari opportunità tra tutti i cittadini e le cittadine
* no alla tassa per il rinnovo dei permessi di soggiorno
* si al trasferimento dei rinnovi dei permessi di soggiorno ai comuni
* no al permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro
* si al permesso di soggiorno senza ricatto
* no all'apertura di un Centro d'Identificazione e Espulsione (CIE) a Brescia
* si alla regolarizzazione generalizzata dei lavoratori/trici migranti
* no all'accordo d'integrazione che prevede l’introduzione del permesso a punti
* no al pacchetto sicurezza
* si alla sicurezza sociale per tutti
SIAMO TUTTI CITTADINI IN OGNI PAESE
PERMESSO E DIRITTI PER TUTTI
PARTECIPATE NUMEROSI!
Associazioni Migranti di Brescia e Provincia
per adesioni: 6febbraio.noalrazzismo@gmail.com

Ricordo ancora che mercoledì 13 gennaio è stato inaugurato lo sportello immigrati presso la camera del lavoro di Ospitaletto, opererà tutti i mercoledì dalle ore 15.30 alle ore 18.00

Trenzano, annullata l'ordinanza che vietava l'arabo e l'inglese.

Cgil: «La dimostrazione di quanto siano sbagliate e illegali certe politiche di ispirazione leghista».
A Trenzano si torna a parlare in dialetto, in arabo e in inglese. Ieri pomeriggio, infatti, il Tar di Brescia ha respinto l'ordinanza del sindaco Andrea Bianchi che imponeva l'uso dell'italiano nelle manifestazioni pubbliche.
L'ordinanza è stata considerata discriminatoria nei confronti dei diritti inalienabili di ogni persona. Non solo, il giudice ha anche detto che il sindaco, emandando l'ordinanza per motivi di pubblica sicurezza, è andato oltre ai suoi poteri. Tali poteri, infatti, sono e restano nelle mani del prefetto.
«E' l'ennesima dimostrazione - ha affermato il segretario organizzativo della Cgil di Brescia Damiano Galletti - di quanto siano sbagliate e illegali certe politiche di ispirazione leghista». Il giudizio di ieri del tribunale arriva dopo il ricorso presentato da alcuni immigrati dell'associazione Integrazione culturale. Il 27 si discuterà invece del ricorso presentato da Cgil, Fondazione Piccini e Asgi, l'Associazione studi giuridici sull'immigrazione.
foto: Il brindisi multilingue promosso dalla Cgil il 23 dicembre scorso a Trenzano
Trenzano, la sentenza del tribunale
Articolo di Bresciaoggi
dal sito della camera del lavoro di Brescia

lunedì 21 dicembre 2009

E' illegittimo chiedere il certificato penale, solo agli stranieri...

Nota dell'Asgi sulla sentenza di Ospitaletto
Con un'ordinanza depositata l'11 dicembre scorso, il giudice civile di Brescia ha dichiarato discriminatorio il comportamento posto in essere dal Comune di Ospitaletto, che, per mezzo di ordinanze del Sindaco, aveva limitato il diritto all'iscrizione anagrafica ai cittadini stranieri, vincolandola al possesso del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti o "carta di soggiorno" e alla presentazione della certificazione del casellario giudiziale in originale, tradotta ed asseverata, rilasciata da autorità competente del paese di origine.
Nella decisione, il giudice di Brescia afferma che il Sindaco, in materia anagrafica, ha la funzione di tenuta dei registri di stato civile e dell'anagrafe della popolazione residente, ma, nell'ambito delle sue attribuzioni quale ufficiale del Governo, non può adottare scelte dirette a fronteggiare il fenomeno migratorio. Né può giustificare una tale attribuzione la competenza del Sindaco in materia di ordine pubblico e sicurezza, attribuita dall'art. 54 del TUEL (Testo Unico Enti Locali), in quanto le iscrizioni anagrafiche, condizionate dall'esistenza di requisiti ben individuati ed uguali per tutti, italiano o stranieri regolarmente soggiornanti, non possono rientrane in un ambito di discrezionalità concesso al Sindaco nemmeno per tali supposti motivi.
Il Sindaco, pertanto, ha agito al di fuori di un contesto di legalità, prevedendo per i soli cittadini stranieri condizioni aggiuntive e dunque discriminatorie ai fini dell'accesso all'iscrizione anagrafica e discriminando alcune categorie di stranieri rispetto alle altre, sempre in contrasto con le previsioni normative. Di conseguenza, il giudice ha ordinato al Comune di Ospitaletto di rimuovere o modificare le delibere emanate, sempre nel rispetto dell'ordinamento nazionale. Il Comune di Ospitaletto è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento, nonché alla pubblicazione, a proprie spese, dell'ordinanza sul quotidiano "Il Corriere della Sera". Respinta invece per mancanza di prove la richiesta del ricorrente, un cittadino liberiano, titolare della protezione sussidiaria, volta al risarcimento del danno, nonostante che per quasi di un anno gli sia stata negata l'iscrizione anagrafica, che ora il Comune di Ospitaletto dovrà riconoscergli per ottemperare al provvedimento giudiziale.
Il giudice di Brescia aveva già accolto un primo ricorso presentato dal cittadino liberiano e dall'ASGI (ordinanza 25 luglio 2009, n. 1804/09). Tuttavia, il giudice del reclamo aveva accolto l'eccezione del Comune che asseriva essere il Ministero il legittimato passivo in tema di residenza e quindi aveva annullato il provvedimento di primo grado; Ne è conseguita la necessità della riproposizione del ricorso contro il Comune di Ospitaletto ed il Ministero dell'Interno e nel nuovo giudizio il Comune è rimasto contumace, mentre il ministero si è costituito affermando il difetto della propria legittimazione passiva e che in ogni caso, conveniva che l'ordinanza del Sindaco era discriminatoria ed emanata contro la volontà del Ministero!!!. Insomma lo stesso Ministero dell'Interno aveva preso posizione contro l'ordinanza del Sindaco, Prandelli.
dal sito della camera del lavoro, mentre nella foto l'articolo del corriere della sera di oggi 21 dicembre 09

sabato 19 dicembre 2009

BRINDISI AUGURALE

BUON NATALE A TUTTE LE GENTI
BU NEDAL A TÖC
BONUM NATIVITATIS OMNIBUS POPULIS
MERRY CHRISTMAS TO ALL THE PEOPLE
JOYEUX NOEL A TOUS
عيد سعيد لكل الناس
BRINDISI AUGURALE a TRENZANO
IN PIAZZA DEL COMUNE
MERCOLEDI' 23 DICEMBRE 2009
ORE 15

SIETE TUTTE E TUTTI INVITATI

giovedì 26 novembre 2009

Botte e spedizioni punitive… a Rovato è caccia al migrante

Sale la tensione in Franciacorta. Martedì sera aggrediti due kosovari. Sabato manifestazione a Coccaglio...
Dopo giorni di benzina sul fuoco, in Franciacorta la situazione dei migranti vira pericolosamente verso l'allarme rosso. Martedì sera alcune decine di persone, incappucciate e col volto coperto da sciarpe, hanno infatti deciso di dare corpo al terribile fantasma che da giorni aleggia sull'ovest bresciano: la caccia al migrante. Sfruttando la marcia silenziosa, apolitica e composta organizzata a Rovato dagli amici della giovane coppia brutalmente aggredita nel fine settimana da un 24enne cittadino di origine marocchina (almeno duemila le persone in corteo), il gruppo ha deciso di passare direttamente alla violenza indiscriminata e squadrista. Almeno tre gli episodi registrati: il primo al bar "Mandarino" di corso Bonomelli, di proprietà di alcuni cittadini cinesi e punto di ritrovo di diverse comunità migranti. Dal fondo del corteo un petardo è esploso a pochi passi dalla porta del bar: in pochi istanti sui visi di una ventina di persone - praticamente tutte di fuori paese, dicono a Rovato - sono comparse sciarpe, cinghie, aste di bandiera e cappucci. La barista - italiana, per quel che vale - del bar è stata picchiata con un'asta al braccio. La donna. R.B., con l'aiuto degli avventori è comunque riuscita a chiudere la porta. «Sono stata un anno e mezzo senza lavoro - ha affermatola la barista - Un cittadino cinese me l'ha dato, mentre dagli italiani che manifestavano contro la violenza ho ricevuto botte». Stesso copione per un operatore di una tv locale, buttato contro un furgone in sosta perché "sorpreso" a filmare il tentato assalto razzista. Organizzatori e gente comune in corteo hanno subito stigmatizzato l'accaduto, mentre qualcuno ha abbandonato addirittura la sfilata. La marcia comunque è poi ripartita, ma a pochi passi dalla conclusione in piazza Cavour, una nuova aggressione, stavolta ancora più grave: la stessa ventina si è staccata dal corteo e si è lanciata in una vera e propria caccia al migrante nei vicoli del vecchio Castello, un'area popolata da numerosi migranti di diverse nazionalità. Ad avere la peggio due fratelli di 35 e 36 anni, operai kosovari appena rientrati dal lavoro, aggrediti a calci e pugni mentre parcheggiavano la loro autovettura in vicolo Rose. Un petardo ha mandato i vetri dell'auto in frantumi, mentre i due sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale di Chiari. In tarda serata, infine, un'altra esplosione: una bomba carta non lontano dal centro sociale "28 Maggio 1974" di Rovato.Completamente sorprese le forze dell'ordine: lontano da qualunque solleticazione poliziesca, va comunque registrato che qualche carabiniere di paese, una manciata di vigili e alcuni poliziotti in borghese non sono certamente lo schieramento che si è soliti vedere per un corteo di duemila persone e con una tensione così palpabile nell'aria. SuI fatti di Rovato sarebbero comunque in corso indagini della Digos e dei carabinieri, volte a individuare gli autori delle aggressioni squadristiche ed ad impedire azioni analoghe nel resto di una settimana che si preannuncia estremamente calda.Sempre martedì sera decine di antirazzisti e migranti hanno presidiato il comune di Coccaglio, teatro della tristemente nota ordinanza xenofoba "White Christmas". All'interno del consiglio comunale, presieduto dal sindaco leghista Franco Claretti, gli attivisti del Comitato Antirazzista dell'Ovest Bresciano hanno esposto uno striscione ironico: "Baldassare, Melchiorre e Gesù Bambino: anche il presepe è clandestino". «Dopo i fatti di Rovato - hanno detto gli attivisti del Comitato durante la diretta di Radio Onda d'Urto - il clima è ancora più teso in tutto l'ovest bresciano: la destra soffia strumentalmente sulle paure della gente, fingendo di non vedere che la vera emergenza del territorio si chiama occupazione. I tanti migranti che i razzisti vari continuano a definire "ciondolanti per le strade dei nostri Comuni senza fare niente" si trovano in questa condizione perché le loro aziende li hanno licenziati, così come sta succedendo a tanti autoctoni».
Per spezzare questo cortocircuito mediatico ed istituzionale, sabato, a Coccaglio, saranno decine le realtà politiche, sociali e sindacali che si ritroveranno per la manifestazione contro razzismo e sessimo "United colours of Christmas". Il ritrovo è fissato per le ore 14.30 di fronte alla stazione ferroviaria della linea Brescia-Bergamo. L'appello della manifestazione, presente sul sito del c.s. "28 Maggio" (www.28maggio.org ), raccoglie giorno dopo giorno sempre più adesioni.
PZ, redattore Radio Onda D'urto

lunedì 16 novembre 2009

Basta sprechi, la Terra ha cibo per tutti

Grandi dichiarazioni di principio e solenni impegni a passare dalle parole ai fatti, ma neppure un centesimo di euro in più stanziato per salvare subito qualcuno di quei bambini che ogni sei secondi muore di fame nel mondo dei poveri. Un vertice senz'anima, quello che si è aperto alla Fao, a Roma, con l'obiettivo dichiarato di dare una risposta all'emergenza alimentare che coinvolge oltre un miliardo di persone.
Nessun confronto vero, oggi, anche a causa della latitanza dei leader occidentali, con l'eccezione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha fatto 'gli onori di casa' e presieduto la sessione plenaria di apertura. La condanna solenne del Papa di "opulenza e spreco" e di "speculazioni", il discorso autorevole del segretario generale dell'Onu
Ban Ki-moon sul legame tra "sicurezza alimentare" e "sicurezza climatica", gli appelli accorati del direttore generale della Fao Jacques Diouf non sono bastati a dare certezze e risposte, anche se Berlusconi ha sottolineato che è venuto il momento di "decidere le date e le modalità " dei versamenti di quei 20 miliardi di dollari contro la povertà promessi al G8 dell'Aquila. Anche Diouf, alla fine ne ha preso atto. "Non sono soddisfatto", ha detto nella conferenza stampa che ha concluso la prima giornata del Vertice, per la mancanza di scadenze precise all'interno del documento finale. E ha aggiunto di esserne "rammaricato".

sabato 17 ottobre 2009

ROMA, 200 MILA CONTRO RAZZISMO E OMOFOBIA

Corteo anti-razzista: «Siamo in 200mila» Studenti con i canotti gonfiabili
Manifestazione nazionale per dire «no» ad ogni discriminazione e alla violazione dei diritti umani
ROMA - È giunto in piazza Bocca della verità il corteo antirazzista che ha attraversato le strade di Roma sabato pomeriggio. La manifestazione, alla quale, secondo gli organizzatori (il 'Comitato 17 ottobre formato da circa 500 tra associazioni e sigle sindacali) hanno aderito 200mila persone, ha visto scendere in piazza per dare il loro sostegno Dario Franceschini, Franco Grillini, Marco Ferrando, Paolo Ferrero, Guglielmo Epifani, Aurelio Mancuso dell'Arcigay, Ezio Mauro, Piero Sansonetti, Moni Ovadia. Sul palco gli interventi di Aurelio Mancuso, Don Tonio Dell'Olio di Libera, Moni Ovadia, Concita De Gregorio direttrice del quotidiano L'Unità e Heidi Giuliani, madre di Carlo Giuliani.«Siamo in 200 mila». L'evento è nato per dire ’no’ al «razzismo dilagante, per l’abrogazione del pacchetto sicurezza e contro i respingimenti in mare». Sono oltre 430 le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, nazionali e locali che hanno aderito finora, insieme a singole personalità e a tanti Comuni italiani che sfileranno con il gonfalone delle città. «Si prepara quindi un grande appuntamento di popolo - garantiscono - a vent’anni dalla prima grande manifestazione antirazzista che si tenne a Roma dopo l’uccisione del giovane rifugiato sudafricano Jerry Masslo».
IN PIAZZA - Italiani e stranieri, molti con le famiglie, studenti e organizzazioni del volontariato, associazioni, centri sociali, sindacati, ong, artisti, intellettuali, partiti e «tutti quegli uomini e quelle donne che hanno deciso di dire basta all’intolleranza, a provvedimenti discriminatori, alla violazione costante dei diritti umani». Per questo, gli organizzatori hanno scritto alle principali reti e testate televisive e radiofoniche, a cominciare da quelle del servizio pubblico, per chiedere la diretta. Il corteo si muoverà alle 14.30 da piazza della Repubblica, e, dopo aver percorso via Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, via dello Statuto, piazza Vittorio Emanuele, via Emanuele Filiberto, viale Manzoni, via Labicana, piazza del Colosseo, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via del Teatro Marcello, via Petroselli, si concluderà a Piazza Bocca della Verità.
GLI STUDENTI - Piccoli canotti gonfiabili con scritte come «Maroni sui gommoni» e «No ai respingimenti» e l'immagine di una grande onda affiancata dalla scritta «Respingiamo il razzismo». Dietro questo striscione oltre un migliaio di immigrati, soprattutto di Roma e della Campania, sono già partiti in corteo da piazzale Aldo Moroa Roma, davanti all'università La Sapienza, aderendo assieme agli studenti dell'Onda alla manifestazione nazionale anti-razzista. Il corteo si unirà agli altri manifestanti a piazza della Repubblica fino ad arrivare a piazza Bocca della Verità. Sul tetto all'entrata della Sapienza, alcune studentesse hanno anche esposto striscioni con la scritta «Antirazziste, antisessiste, antifasciste» assieme alla bandiera della pace. Al corteo anche le immagini del 'Santinò di «San Papier, protettore degli immigrati» e striscioni contro la camorra.
Corriere della sera

venerdì 21 agosto 2009

Bruciati dal sole in mare, nessuno li ha soccorsi

Corpi ridotti a scheletri. Occhi persi nel vuoto. Una donna simile a un fantasma. Sono apparsi così ai soccorritori i cinque migranti eritrei, due dei quali minorenni, intercettati in extremis a sud di Lampedusa da una motovedetta della Guardia di finanza mentre andavano alla deriva su un gommone privo di carburante. Hanno detto di essere partiti il 28 luglio da Tripoli con altri 73 compagni, in maggioranza loro compatrioti, con qualche etiope. Forse è intervenuto un errore di rotta, forse un'avaria. Quel che è certo è che dopo la prima settimana di navigazione il cibo e l'acqua potabile sono terminati e gli esuli hanno cominciato a morire. E i superstiti hanno buttato i corpi in mare, uno dopo l'altro. Il tentativo di dissetarsi con acqua di mare, aumentando il rischio di ustioni mortali, ha probabilmente accelerato e reso più atroce la fine.Ma come mai nessuno li ha soccorsi? «Durante la traversata - ha raccontato uno dei superstiti - abbiamo incrociato almeno dieci imbarcazioni, alle quali abbiamo chiesto inutilmente aiuto. Solo nei giorni scorsi un pescatore ci ha offerto acqua e cibo». Esprimono indignazione Carlotta Bellini di Save the children («Inaccettabile il mancato soccorso») e Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati: «Un triste primato che preoccupa enormemente. Come se stesse prevalendo la paura di aiutare sul dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare. Come se fosse passato il messaggio che chi arriva via mare sia una sorta di vuoto a perdere». In realtà spunta l'orribile dubbio che gli 80 profughi siano rimasti vittima del gioco a rimpallo che da tempo vede contrapposte l'Italia e Malta in materia di soccorso in mare. Il gommone è stato segnalato infatti solo all'alba di ieri dalle autorità maltesi a quelle italiane impegnate nella missione Frontex, il pattugliamento congiunto del Mediterraneo. L'imbarcazione è stata segnalata da Malta quando si trovava a circa 19 miglia dall'isola, al confine con le acque di competenza italiana. Le motovedette della Guardia di finanza hanno poi intercettato il gommone al limite delle acque territoriali. Le autorità della Valletta non hanno specificato da quanto tempo il gommone venisse «monitorato». Quel che è certo è che da molti giorni i parenti dei migranti, allarmati dal loro silenzio, avevano fatto giungere in Italia, attraverso i canali antirazzisti, disperate richieste di informazioni: tutto coincide, la data e il luogo di partenza, il numero dei dispersi.La Guardia di Finanza ieri esprimeva dubbi sulla veridicità dei racconti dei sopravvissuti, visto che non erano stati ancora sottoposti a una traduzione ufficiale. Ma i socccorritori, invece, di dubbi non ne hanno: le testimonianze, prive di qualsiasi contraddizione, sono state raccolte da un operatore umanitario di lingua madre tigrina. Mentre ai cinque, stremati, venivano prestate le prime cure, una piccola barca in vetroresina con a bordo cinque tunisini è riuscita ad approdare con i propri mezzi a Lampedusa. In serata sono poi iniziate le operazioni di soccorso di una terza imbarcazione su cui si assiepavano una quarantina di persone. Scosso ma non troppo il mondo politico: da destra c'è chi tuona contro le «speculazioni» e le «conclusioni affrettate» (rispettivamente Bertolini e Gasparri, Pdl). Il Pd, per bocca di Franceschini, chiede che il governo riferisca in Parlamento, attento però a difendere «il contrasto all'emigrazione clandestina». Fini diffonde una dichiarazione secondo cui l'Italia deve essere patria anche per chi viene da paesi lontani. In tutto questo Calderoli inneggia al successo delle misure di contrasto e caldeggia la riconversione del Centro di Lampedusa a finalità turistiche: gli arrivi, secondo lui riguardano «poche unità e sempre da paesi che non sono la Libia». La verità è opposta: gli eritrei decimati in mare sono salpati proprio dalla Libia, lo stesso paese con cui l'Italia ha siglato il patto assassino dei respingimenti che il presidente del Consiglio Berlusconi andrà a festeggiare a Tripoli il 30 agosto. Avrebbero avuto diritto all'asilo, provenienti come sono da un paese in guerra, mentre è verosimile che la loro agonia si sia scontrata con l'atteggiamento pilatesco delle autorità maltesi. La tragedia è «il risultato di politiche sull'immigrazione ciniche e disumane», come ha detto il radicale Matteo Mecacci, «la dimostrazione drammatica», secondo il segretario del Prc Paolo Ferrero, «di cosa sia diventata la politica di accoglienza fatta dall'Europa grazie anche alle sollecitazioni restrittive e punitive sostenute dal governo italiano». Le 73 morti sono omicidi e hanno diversi mandanti.
da liberazione 21/08/2009

mercoledì 19 agosto 2009

Regolarizzazione colf e badanti: numeri e sedi della Cgil di Brescia dove trovare assistenza

dal sito della camera del lavoro di Brescia:
Dal 1° al 30 settembre 2009 è possibile mettere in regola i rapporti di lavoro che interessano i cittadini italiani, i cittadini dell'Unione Europea o i cittadini stranieri (non appartenenti all'Unione Europea) impiegati in attività di LAVORO DOMESTICO o di ASSISTENZA AD UNA PERSONA NON AUTOSUFFICIENTE (badante).
vai allo speciale
Per i lavoratori stranieri che svolgono in modo irregolare tali attività di lavoro è prevista la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno e un regolare contratto di lavoro.
I datori di lavoro sono tenuti a presentare l'apposita domanda di emersione ( domanda di regolarizzazione ), pagando un contributo forfettario di 500,00 €. Così facendo vengono cancellati tutti gli illeciti amministrativi e penali connessi al rapporto di lavoro in essere e non regolare.
Per la messa a norma dei rapporti di lavoro dei cittadini stranieri le domande dovranno essere presentate per via telematica/informatica. Il patronato INCA-CGIL è a disposizione per l'invio delle domande ( abilitazione del Ministero dell'Interno).
Qui sotto tutto quello che c'è da sapere per la regolarizzazione
COLF E BADANTI: INFORMAZIONI UTILI E SEDI
Per avere maggiori infromazioni ci si può mettere in contatto con la Cgil di Brescia a partire da lunedì 24 agosto telefonando allo 030.42477 in orari di ufficio oppure rivolgendoti direttamente agli sportelli predisposti nelle sedi di tutta la provincia.
Segnaliamo anche i due link della Filcams Cgil nazionale su
Come assumere una colf
Sintesi contratto nazionale lavoro domestico nella tua lingua

CRESCITA IMMIGRATI NON TOGLIE LAVORO A ITALIANI

dall'ANSA: ROMA - L'ondata migratoria che ha investito il nostro paese negli ultimi anni non ha tolto lavoro agli italiani, ma ha aumentato le possibilità di occupazione per i cittadini del nostro paese, se non altro quelli più istruiti che mirano a posti di gestione e di amministrazione rispetto alla massa di stranieri con mansioni tecniche ed operaie e per le donne che, grazie a badanti e baby sitter, riescono a poter far fronte agli impegni fra famiglia e lavoro. A evidenziare la situazione è uno studio della Banca d'Italia dedicato al fenomeno immigrazione e contenuto nel rapporto sulle economie regionali del 2008 che afferma come "la crescita della presenza straniera non si è riflessa in minori opportunità occupazioni per gli italiani" e in cui si evidenzia "l'esistenza di complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne".In pratica, secondo l'elaborazione degli economisti dell'istituto centrale, l'afflusso di lavoratori stranieri "impiegati con mansioni tecniche ed operaie può aver sostenuto la domanda di lavoro per funzioni gestionali e amministrative che richiedono qualifiche più elevate, maggiormente rappresentate tra gli italiani". L'arrivo degli stranieri ha inoltre modificato, secondo Via Nazionale, il tradizionale afflusso dal Sud al Centro Nord di lavoratori con bassi titoli di studio per il settore industriale. Nelle regioni del Centro Nord infatti, maggiormente interessate dall'immigrazione dall'estero è aumentato l'afflusso di italiani laureati a fronte di una modesta riduzione di quelli con un titolo di studio più basso. Gli stranieri nelle regioni centro settentrionali hanno incontrato così una domanda di lavoro prevalentemente nel settore industriale "che in passato era soddisfatta dall'immigrazione interna dal Mezzogiorno".Secondo il rapporto inoltre gli stranieri hanno sì un tasso di occupazione superiore a quello degli italiani ma scontano un più basso livello di scolarità. Questo, insieme a una maggiore concentrazione in settore e mansioni a minori contenuto professionale (il 79,3% degli stranieri occupati regolari al Centro Nord infatti fa l'operaio contro il 35,1% degli italiani), comporta che i redditi da lavoro dipendente nel settore privato degli stranieri siano inferiori di circa l'11% a quello degli italiani. Il 44% degli immigrati infatti è impiegato in occupazioni non qualificate o semi-qualificate (contro il 15% degli italiani), una percentuale che sale a quasi il 60% nel Mezzogiorno. Una nota dolente è rappresentata dalle nuove generazioni di stranieri che, secondo la Banca d'Italia "rappresentano una componente rilevante della futura forza lavoro nel paese". Nel 2007-2008 gli alunni con cittadinanza non italiana erano 570mila (di cui in terzo nati in Italia), il 6,4% del totale. Tuttavia uno straniero su quattro fra i 15 e i 10 anni (uno su tre se risiede al Mezzogiorno) ha abbandonato la scuola contro il 12% degli italiani, una percentuale già alta per il contesto internazionale.

giovedì 6 agosto 2009

Un paese meno libero e più insicuro. A proposito della nuova legge sulla sicurezza. Documento della Camera del lavoro e del Dipartimento welfare

dal Sito della Camera del lavoro di Brescia:

Non smentendo le abitudini italiane, nella nuova legge sulla sicurezza c'è di tutto: dalle ronde dei cittadini al carcere duro per i mafiosi passando per la patente a punti per chi va in bicicletta.

La sintesi, se la si vuole trovare, la fa però in modo chiaro il nostro sindacato di polizia Silp Cgil quando dice che la cosa più sbagliata e pericolosa della legge appena approvata è l'assenza, nel provvedimento, di un progetto sulla sicurezza e di un piano di rafforzamento delle forze di polizia. Già, è proprio così: il Governo ha preferito ricorrere a strumenti di facciata, come le ronde, che renderanno più difficile il lavoro degli operatori di polizia che saranno costretti a vigilare sulle ronde, o come il reato di ingresso clandestino che farà esplodere, per sovraccarico, il circuito giudiziario già in gran crisi di efficienza.

Sono questi alcuni dei passaggi del volantino che verrà distribuito nei prossimi giorni in migliaia di copie ai lavoratori e alle lavoratrici bresciani. Documento Un paese meno libero e più insicuro

Di seguito il documento "Quando la demagogia si scontra con le Badanti" a cura del Dipartimento Welfare Camera del Lavoro di Brescia

"Il recente provvedimento Sicurezza , varato dal Governo con un voto di fiducia che ha impedito la pur minima discussione in Parlamento, si è incagliato sulle badanti. Il Paese da tempo non affronta i gravi problemi della sicurezza sociale, primo tra tutti il dover garantire una doverosa assistenza alle persone non autosufficienti, anziani ma sempre più anche giovani con gravi patologie. Le famiglie italiane, in mancanza di una risposta istituzionale che ponga l'Italia almeno alla pari con le politiche degli altri paesi europei sul problema della non autosufficienza , sono state costretti ad «arrangiarsi» e hanno cercato persone disponibili, «le badanti», in grado di aiutare la persona non autosufficiente.

Il risultato è stato l'arruolamento in maniera clandestina di donne, per la stragrande maggioranza provenienti dai paesi dell'Est Europa, che ormai superano per numero gli stessi operatori del servizio sanitario nazionale (circa 700mila). Per convenienza e per anni i nostri governanti, così intransigenti verso gli stranieri, hanno preferito non vedere il problema, hanno tollerato che queste persone vivano presso le famiglie, senza una vera tutela legale, senza uno stipendio minimo garantito, spesso senza orari. E, spesso, senza la possibilità di ricongiungersi con i loro famigliari rimasti nei paesi di origine.

Continua la lettura del documento

Il divieto di segnalazione dello straniero in condizioni di irregolarità di soggiorno che accede ai servizi sanitari alla luce delle nuove disposizioni del cosiddetto "pacchetto sicurezza". Analisi giuridica

In allegato il documento sul divieto di segnalazione dello straniero di Medici Senza Forntiere, Associazione Studi giuridici sull'immigrazione, Società italiana di Medicina delle migrazioni e Osservatorio italiano sulla Salute Globale. Il documento

lunedì 27 luglio 2009

Condannato il Comune di Ospitaletto per comportamento discriminatorio

Il giudice di Brescia Alessandra Ramon ha giudicato discriminatorio l'operato del Comune di Ospitaletto che ha chiesto a un cittadino immigrato una serie di adempimenti burocratici diversi rispetto a quanto viene solitamente chiesto ai cittadini italiani. Il giudice ha perciò ordinato al Comune stesso di rimuovere le delibere discriminatorie e lo ha condannato alla «rifusione delle spese», 600 euro in diritti e 1.500 euro per onorari. Il giudice ha inoltre ordinato al Comune di iscrivere il cittadino ricorrente all'anagrafe.

La vicenda : Un cittadino liberiano regolarmente soggiornante in Italia dal 2002 con tanto di permesso di protezione sussidiaria (rilasciato in considerazione delle vicende belliche del suo paese) e impiegato come operaio in un'importante azienda metalmeccanica della zona chiede (il 9 gennaio 2009) l'iscrizione all'anagrafe del Comune di Ospitaletto. Tale richiesta gli viene però sospesa (il 16 febbraio 2009) dal Comune in attesa che il cittadino liberiano produca una serie piuttosto lunga di adempimenti burocratici tra cui, oltre alla dichiarazione dei redditi e la certificazione riguardante l'agibilità dell'appartamento, anche la copia in originale, tradotta e legalizzata dall'ambasciata italiana in Liberia, del corrispondente certificato del casellario giudiziale del paese di provenienza. Una richiesta, quest'ultima, non prevista per i cittadini italiani e che l'interessato non avrebbe mai potuto adempiere in quanto impossibilitato a tornare nel suo paese d'origine per motivi di sicurezza personale. Da qui il ricorso presentato dal cittadino liberiano insieme all'Associazione studi giuridici sull'immigrazione e il sostegno della Cgil (tramite il suo sportello rifugiati) e la conseguente decisione del giudice (depositata il 25 luglio) con la quale il Comune di Ospitaletto viene condannato. la sentenza