l’Autosole in tutte le direzioni
I lavoratori sono in sciopero dal 22 ottobre scorso. Code chilometriche. Mozione bipartisan in senato. Rossi: «Soluzione subito». Pelino: «Renzi non sia solo slogan»
La protesta a Orte (Twitter)
Dopo
l’assemblea di mercoledì mattina gli operai di Acciai Speciali Terni
(Ast) intorno alle 13 hanno bloccato l’Autostrada del Sole all’altezza
del casello di Orte in entrambe le direzioni. Un centinaio di lavoratori
hanno infatti invaso la carreggiata superando a piedi il casello. Sul
posto le forze di polizia stanno tenendo sotto controllo la situazione e
non si registrano tensioni, anche se gli operai hanno rifiutato
l’ipotesi di liberare le carreggiate: «È una situazione seria - hanno
risposto i manifestanti - non stiamo a giocare. Non ce ne andiamo».
Uscite obbligatorie e code chilometriche.
La polizia stradale ha istituito l’uscita obbligatoria in entrambi i
sensi di marcia: ad Attigliano per chi è diretto verso sud e a Magliano
Sabina (con rientro, in entrambi i casi, a Orte) per il traffico in
direzione nord. Alle 15.40 tra Orvieto e Attigliano, in direzione Roma,
si è formata una coda di circa 5 chilometri, mentre verso nord la fila è
ormai salita a 8 km, annuncia Autostrade per l’Italia.
La vertenza
«
Siamo venuti qui a manifestare. La polizia ci ha detto che la protesta
deve essere limitata, vediamo che succederà. Non credo che resteremo qui
ancora molto, comunque», ha detto per telefono Claudio Cipolla,
segretario della Fiom Cgil di Terni. I lavoratori, in sciopero dal 22 ottobre scorso
contro la multinazionale tedesca ThyssenKrupp nell’ambito della
vertenza legata al piano industriale dell’azienda e alla previsione di
circa 290 esuberi, sono alla disperazione dopo che martedì sera il
tavolo di trattativa è stato aggiornato alla prossima settimana.
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Gli operai della Ast bloccano l’autostrada a Orte
Rossi (Pd): «Trovare subito una soluzione»
Il
senatore del Partito democratico Gianluca Rossi ha commentato una
mozione di cui è primo firmatario evidenziando: «Non si tratta di una
questione nazionale, come ha dichiarato la neo commissaria (Ue alla
Concorrenza, Margrethe) Vestager, ma di una questione europea, perché è
coinvolto il governo italiano e perché c’è una multinazionale le cui
decisioni influiscono, tra l’altro, sulla formazione del pil dell’Italia
centrale». Dopo avere, quindi, invocato strumenti a tutela dei
lavoratori, viene lanciato un appello: «trovare quanto prima al tavolo
del Mise (Ministero dello sviluppo economico, ndr) una soluzione in grado di tutelare i lavoratori e le produzioni, così da ricominciare l’attività dell’acciaieria».
Pelino (Fi): Renzi dimostri di non muoversi solo per slogan
La
richiesta d’aiuto è bipartisan. Anche Paola Pelino, vicepresidente del
gruppo di Forza Italia al Senato, sottolinea: «il presidente Renzi può
e deve esercitare un’ influenza presso gli organismi europei. Dimostri
di non muoversi solo per slogan e chieda un nuovo piano industriale» che
sia «di crescita e non di galleggiamento» e che sia «serio e
sostenibile per le Acciaierie di Terni, da realizzare insieme con i
vertici dell’azienda e dei loro azionisti di riferimento». Il Movimento
Cinque Stelle, attraverso Andrea Cioffi, chiede di «parlare di
programmazione industriale di ampio respiro. La crisi occupazionale
continuerà finché non ci sarà una chiara scelta per trasformare il
sistema industriale, che è da brontosauri».
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