venerdì 20 settembre 2013

Intervento all'Assemblea al presidio della MAC davanti all'IVECO

Assemblea al presidio della MAC in via Volturno alla IVECO di Brescia, con gli addetti di aziende in crisi per ribadire che c´è «ripresa nel Paese se c´è occupazione».

Intervento Baratto Leonardo delegato della CF Gomma di Passirano

Parto dal volantino del presidio di oggi.
La Costituzione sancisce il diritto di ogni cittadino ad avere  un lavoro e ne promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto...
La realtà che ormai oggi è sotto gli occhi di tutti è che nel tempo abbiamo ASSISTITO ad un lento ed inesorabile smantellamento della stessa carta costituente, dove il lavoro ad esempio è diventato di coercizione e umiliazione come nei tempi passati... e l'amarezza di dover ormai avere la consapevolezza che non siamo riusciti a fare molto per impedirlo.
Ci sono lavoratori sottopagati, costretti a ritmi e orari disumani per mantenere le proprie famiglie; il sistema PRECARIO porta infatti ad essere sempre sotto RICATTO, portando ad un annullamento dei diritti dei lavoratori, difficilmente conquistati con infinite battaglie negli anni passati.
Le sciagurate politiche di questo ventennio, acutizzate negli ultimi tre anni, hanno distrutto 1 milione di posti di lavoro per i giovani sotto i 35 anni e grazie alla RIFORMA FORNERO, con la stretta sull’accesso alla pensione che ha portato la fascia dei lavoratori dai 55 ai 64 anni ad un uscita dal mondo del lavoro per pensionamento sempre più tardi e con la speranza del mantenimento del posto del lavoro, perchè con la crisi attuale si sta verificando un esodo di lavoratori che sono ormai considerati troppo vecchi per lavorare ma troppo giovani per andare in pensione.
La crisi che ci ha coinvolti la stiamo pagando solo noi lavoratori, pensionati e povera gente.
Le aziende, i PADRONI, fanno ugualmente profitti facendo pagare la crisi con la cassa integrazione, la messa in mobilità, i licenziamenti e togliendo i diritti ai lavoratori, questo con la complicità di TUTTI gli ultimi governi, di alcuni sindacati ma non solo!
La precarietà non aumenta l’occupazione, lo si sapeva anche prima, ma ai padroni piaceva tanto e questi ultimi governi gli e ne hanno data più di quanto potessero usarne, però il risultato è penoso, l’occupazione stabile diminuisce a velocità crescente, ma quella precaria non va meglio.
Negli anni scorsi siamo stati sottoposti ad una campagna di terrorismo psicologico per giustificare le drammatiche politiche di austerità, adesso che queste politiche hanno distrutto l’economia italiana provocando una gravissima recessione, ora, come sentiamo dai media, i padroni spargono rassicurazioni senza fondamento su una via d’uscita dalla crisi, intanto 15 milioni di italiani sono in disagio economico, con un potere d’acquisto a -4,8% e non vedono via d'uscita....
Accanto a questo va inoltre tenuto in considerazione che non è del tutto vero che l´industria manifatturiera italiana non abbia investito, lo ha fatto nella direzione sbagliata, in controtendenza rispetto ad altri Paesi, più avveduti e lungimiranti: «Si è speso tantissimo in macchinari, provocando un eccesso di capacità produttiva focalizzata sempre sugli stessi prodotti, creando una domanda basata solo sulla sostituzione di oggetti che già possediamo»... ma forse, non si poteva pretendere diversamente, visto che proprio lo stato, che doveva esserne l'esempio, ha proceduto negli anni a togliere fondi alla ricerca e allo sviluppo, portando nella coscienza collettiva, l'dea malsana, che un paese, può continuare ad evolversi senza ricercatori, senza innovazioni in nuovi prodotti, ma portando la competizione, sull'aumento della produttività di articoli a basso valore aggiunto, politica decisamente perdente rispetto ai costi di produzione dei paesi con cui ora dobbiamo competere.
Interroghiamoci però su cosa siamo riusciti a contrastare a questo disegno organizzato dai padroni con il potere politico negli ultimi anni, c'è stata una divisione tra i sindacati, amici dei padroni, ma nel contempo avendo delle divisioni profonde anche all'interno della CGIL, si sono firmati anche accordi che contengono deroghe a tutto, creando anche diversità di linee negoziali e di tutela differenti tra categorie della nostra organizzazione, come se ci fossero lavoratori di serie A e di serie B a seconda del contratto nazionale applicato, a parità di ritmi, orari di lavoro... per dirla in parole più povere, quello che non va bene contrattualmente per una categoria cgil, e recepito e firmato da un'altra, spesso per rincorre una falsa unità sindacale che ha dimostrato negli anni la sola perdita di diritti dei lavoratori che rappresentiamo.
Non fare un quadrato di lotta tra le varie categorie in vicende gravi come quella in FIAT, è stato un fatto disastroso, perché questo ha di fatto realizzato un comportamento da apripista a disdette di contratti nazionali ovunque,ultima i bancari.
Io lavoro in un’azienda dell'indotto automotiv, la CF Gomma di Passirano, che nella crisi ha visto negli ultimi dieci anni  passare da più di 1100 addetti in Italia ai 630 attuali di cui 350 a Brescia.
Dal 2008 ormai una controllata FIAT, abbiao assistito a continui cambi di amministratori delegati, direttori di produzione, dirigenti e consulenti di ogni tipo, con continui cambi di politica industriale, che non ha fatto altro che non ridurre i debiti,diminuire il personale e perdere gli altri clienti esteri.
Nonostante tutto quest’azienda è riuscita ad andare avanti in questi anni con l’olio di gomito delle lavoratrici e dei lavoratori, dove tutti i giorni subiamo la pressione dei crescenti ritmi di lavoro sulle macchine, i ricatti dei capi con la cassa integrazione e dove c'è un esercizio continuo per dividere i lavoratori e denigrare il sindacato e la sua RSU.
Però in CF Gomma l’unità tra i lavoratori sin'ora ci ha tenuto a galla, ma questa difficile situazione italiana e internazionale quanto ci farà reggere ancora se fare sindacato nelle fabbriche è diverso da quello di palazzo?
Io penso che le risposte non possono essere come i patti appena stipulati tra Sindacati e Confindustria, dove  indicano come valore assoluto la governabilità, perché  oggi vuol dire solo sostenere il governo delle larghe intese, dove però.....
non si dice nulla dei rinnovi dei contratti come se sindacati e padroni fossero un’unica cosa.
NON c’è un vero impegno a non delocalizzare da parte delle imprese.
Non si dice nulla sull'evasione fiscale per non disturbare i padroni evasori.

Si fanno i documenti unitari con i PADRONI e prima non si discute con i lavoratori  nei luoghi di lavoro. BASTA!

Noi stamattina siamo a un presidio di lavoratori provati da mesi di lotta, forse senza una luce in fondo al tunnel.....ma che continuano imperterriti ,perchè hanno capito che non è in realtà la loro lotta, ma è una lotta di tutti, per ripristinare la dignità della persona e rivendicare il diritto al lavoro, rendendo attuale, oggi più che mai, proprio ciò che la nostra carta costituente sancisce.

SIANO DI ESEMPIO A TUTTI NOI!


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