Assemblea al presidio della MAC in via Volturno alla IVECO di Brescia, con gli addetti di aziende in crisi per ribadire che c´è «ripresa nel Paese se c´è occupazione».
Intervento Baratto Leonardo delegato della CF Gomma di Passirano
Parto dal volantino del presidio di
oggi.
La Costituzione sancisce il diritto di
ogni cittadino ad avere un lavoro e ne
promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto...
La realtà che ormai oggi è sotto gli
occhi di tutti è che nel tempo abbiamo ASSISTITO ad un lento ed inesorabile
smantellamento della stessa carta costituente, dove il lavoro ad esempio è
diventato di coercizione e umiliazione come nei tempi passati... e l'amarezza
di dover ormai avere la consapevolezza che non siamo riusciti a fare molto per
impedirlo.
Ci sono lavoratori sottopagati,
costretti a ritmi e orari disumani per mantenere le proprie famiglie; il
sistema PRECARIO porta infatti ad essere sempre sotto RICATTO, portando ad un
annullamento dei diritti dei lavoratori, difficilmente conquistati con infinite
battaglie negli anni passati.
Le sciagurate politiche di questo
ventennio, acutizzate negli ultimi tre anni, hanno distrutto 1 milione di posti
di lavoro per i giovani sotto i 35 anni e grazie alla RIFORMA FORNERO, con la
stretta sull’accesso alla pensione che ha portato la fascia dei lavoratori dai
55 ai 64 anni ad un uscita dal mondo del lavoro per pensionamento sempre più
tardi e con la speranza del mantenimento del posto del lavoro, perchè con la
crisi attuale si sta verificando un esodo di lavoratori che sono ormai
considerati troppo vecchi per lavorare ma troppo giovani per andare in
pensione.
La crisi che ci ha coinvolti la stiamo
pagando solo noi lavoratori, pensionati e povera gente.
Le aziende, i PADRONI, fanno
ugualmente profitti facendo pagare la crisi con la cassa integrazione, la messa
in mobilità, i licenziamenti e togliendo i diritti ai lavoratori, questo con la
complicità di TUTTI gli ultimi governi, di alcuni sindacati ma non solo!
La precarietà non aumenta
l’occupazione, lo si sapeva anche prima, ma ai padroni piaceva tanto e questi
ultimi governi gli e ne hanno data più di quanto potessero usarne, però il
risultato è penoso, l’occupazione stabile diminuisce a velocità crescente, ma
quella precaria non va meglio.
Negli anni scorsi siamo stati
sottoposti ad una campagna di terrorismo psicologico per giustificare le
drammatiche politiche di austerità, adesso che queste politiche hanno distrutto
l’economia italiana provocando una gravissima recessione, ora, come sentiamo
dai media, i padroni spargono rassicurazioni senza fondamento su una via
d’uscita dalla crisi, intanto 15 milioni di italiani sono in disagio economico,
con un potere d’acquisto a -4,8% e non vedono via d'uscita....
Accanto a questo va inoltre tenuto in
considerazione che non è del tutto vero che l´industria manifatturiera italiana
non abbia investito, lo ha fatto nella direzione sbagliata, in controtendenza
rispetto ad altri Paesi, più avveduti e lungimiranti: «Si è speso tantissimo in
macchinari, provocando un eccesso di capacità produttiva focalizzata sempre
sugli stessi prodotti, creando una domanda basata solo sulla sostituzione di
oggetti che già possediamo»... ma forse, non si poteva pretendere diversamente,
visto che proprio lo stato, che doveva esserne l'esempio, ha proceduto negli
anni a togliere fondi alla ricerca e allo sviluppo, portando nella coscienza
collettiva, l'dea malsana, che un paese, può continuare ad evolversi senza
ricercatori, senza innovazioni in nuovi prodotti, ma portando la competizione,
sull'aumento della produttività di articoli a basso valore aggiunto, politica
decisamente perdente rispetto ai costi di produzione dei paesi con cui ora
dobbiamo competere.
Interroghiamoci però su cosa siamo
riusciti a contrastare a questo disegno organizzato dai padroni con il potere
politico negli ultimi anni, c'è stata una divisione tra i sindacati, amici dei
padroni, ma nel contempo avendo delle divisioni profonde anche all'interno della
CGIL, si sono firmati anche accordi che contengono deroghe a tutto, creando
anche diversità di linee negoziali e di tutela differenti tra categorie della
nostra organizzazione, come se ci fossero lavoratori di serie A e di serie B a
seconda del contratto nazionale applicato, a parità di ritmi, orari di
lavoro... per dirla in parole più povere, quello che non va bene
contrattualmente per una categoria cgil, e recepito e firmato da un'altra,
spesso per rincorre una falsa unità sindacale che ha dimostrato negli anni la
sola perdita di diritti dei lavoratori che rappresentiamo.
Non fare un quadrato di lotta tra le
varie categorie in vicende gravi come quella in FIAT, è stato un fatto
disastroso, perché questo ha di fatto realizzato un comportamento da apripista
a disdette di contratti nazionali ovunque,ultima i bancari.
Io lavoro in un’azienda dell'indotto
automotiv, la CF Gomma di Passirano, che nella crisi ha visto negli ultimi
dieci anni passare da più di 1100
addetti in Italia ai 630 attuali di cui 350 a Brescia.
Dal 2008 ormai una controllata FIAT,
abbiao assistito a continui cambi di amministratori delegati, direttori di
produzione, dirigenti e consulenti di ogni tipo, con continui cambi di politica
industriale, che non ha fatto altro che non ridurre i debiti,diminuire il
personale e perdere gli altri clienti esteri.
Nonostante tutto quest’azienda è
riuscita ad andare avanti in questi anni con l’olio di gomito delle lavoratrici
e dei lavoratori, dove tutti i giorni subiamo la pressione dei crescenti ritmi
di lavoro sulle macchine, i ricatti dei capi con la cassa integrazione e dove c'è
un esercizio continuo per dividere i lavoratori e denigrare il sindacato e la
sua RSU.
Però in CF Gomma l’unità tra i
lavoratori sin'ora ci ha tenuto a galla, ma questa difficile situazione
italiana e internazionale quanto ci farà reggere ancora se fare sindacato nelle
fabbriche è diverso da quello di palazzo?
Io penso che le risposte non possono essere come i patti appena
stipulati tra Sindacati e Confindustria, dove indicano come valore assoluto la
governabilità, perché oggi vuol dire
solo sostenere il governo delle larghe intese, dove però.....
non si dice nulla dei rinnovi dei contratti
come se sindacati e padroni fossero un’unica cosa.
NON c’è un vero impegno a non delocalizzare
da parte delle imprese.
Non si dice nulla sull'evasione
fiscale per non disturbare i padroni evasori.
Si
fanno i documenti unitari con i PADRONI e prima non si discute con i lavoratori
nei luoghi di lavoro. BASTA!
Noi
stamattina siamo a un presidio di lavoratori provati da mesi di lotta, forse
senza una luce in fondo al tunnel.....ma che continuano imperterriti ,perchè
hanno capito che non è in realtà la loro lotta, ma è una lotta di tutti, per
ripristinare la dignità della persona e rivendicare il diritto al lavoro,
rendendo attuale, oggi più che mai, proprio
ciò che la nostra carta costituente sancisce.
SIANO DI ESEMPIO A TUTTI NOI!
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