Oltre un migliaio di persone hanno manifestato ieri mattina ad Adro per chiedere la rimozione dei Soli delle Alpi dalla scuola del comune franciacortino. Nel pomeriggio è invece stata resa pubblica la lettera con la quale il ministero della Pubblica Istruzione chiede la rimozione dei simboli politici dalla scuola. Pubblichiamo di seguito l'articolo di resoconto del Giornale di BresciaCERAVAMO ANCHE NOI DI RIFONDAZIONE COMUNISTA. ABBASTANZA NUMEROSI, PIU' DEL SEL....MA NESSUNO CI NOMINA...........SARA' PER LA FALCE E MARTELLO????
Un invito che suona come un ordine, ma che ha un peso politico più che normativo. «Via i simboli dalla scuola Gianfranco Miglio di Adro».
Una lettera dei giorni scorsi spedita dall'Ufficio scolastico regionale, su incarico del Ministero all'istruzione, al sindaco di Adro, Oscar Lancini, chiede che vengano rimossi dall'istituto scolastico Gianfranco Miglio tutti i soli delle Alpi.
La spiegazione dell'on. Gelmini
È il ministro all'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini, a illustrare le ragioni di questa decisione, dopo che nei giorni scorsi aveva liquidato la questione di Adro come «folklore». «La lettera è stata inviata, su nostra indicazione dal direttore dell'Ufficio scolastico lombardo Giuseppe Colosio - spiega la Gelmini -. Nella missiva ci si complimenta, innanzitutto, con il sindaco per l'iniziativa della nuova scuola tecnologica. Un istituto d'avanguardia con pannelli solari che garantiscono un basso impatto ambientale». Ma è ovviamente sulla questione legata ai soli delle Alpi affissi nell'istituto scolastico che il ministro vuole fare alcune precisazioni, a fronte del silenzio stampa concordato con Giuseppe Colosio. «Nella lettera si chiede al sindaco di rimuovere tutti i simboli - precisa il ministro -. Se è vero che Lancini afferma che il sole delle Alpi è parte dell'iconografia locale, d'altra parte è altrettanto vero che ricorda i simboli della Lega Nord, partito a cui appartiene anche il sindaco di Adro. E nelle scuole italiane, come ho ricordato più volte, non ci devono essere simboli politici».
In effetti il cosiddetto sole delle Alpi è un marchio registrato dal 1999 all'Ufficio nazionale
brevetti e marchi, dopo la richiesta presentata nel 1996 dalla Editoriale Nord, l'editrice de «La Padania», il quotidiano della Lega Nord. Insomma, più che simbolo folklorico è un vero e proprio marchio politico che per altro compare anche nel logo del Carroccio presente sulle schede elettorali. Ma dal Ministero spiegano che la lettera è stata redatta richiamando il sindaco, innanzitutto, al buon senso, «si tratta di una richiesta doverosa, ma sia chiaro: fatta senza astio». Il punto è che il Ministero non può obbligare Oscar Lancini a togliere i simboli. Certo può far valere il suo peso politico, ma l'ultima parola spetta comunque al Sindaco e alla sua Giunta. E proprio Lancini già ieri, mentre da via XX Settembre si invocava il buon senso, chiariva che «né Milano, né Roma, né Bruxelles possono prendere decisioni che competono alla Giunta che può fare una delibera in tal senso». Sembra, tuttavia, che la linea scelta dal sindaco di Adro non convinca nemmeno tutta la Lega Nord, anzi ambienti del Carroccio vicino a via Bellerio esprimono disappunto per questa battaglia di posizione in un momento in cui la Lega, anche alla luce delle tensioni interne al Pdl sembra essere premiata dai sondaggi di gradimento in tutto il Nord. L'azione del Ministero all'istruzione e pressioni provenienti dai vertici leghisti potrebbero ricondurre Lancini a più miti consigli, evitando un ulteriore innalzamento dello scontro politico.
Tra scenari e ricorsi
Se si entra però nel campo delle ipotesi (estreme) potrebbe essere il prefetto a pubblicare un'ordinanza che per motivi di ordine pubblico potrebbe costringere il sindaco di Adro a rimuovere i simboli presenti nell'istituto. L'articolo 2 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tups) recita infatti: «Il prefetto nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico e sicurezza pubblica». In questo momento, però, come trapela dalla Prefettura non sussistono le condizioni né di urgenza né di ordine pubblico.
Nel frattempo si è mossa anche la Cgil che, come ha spiegato il segretario provinciale Damiano Galletti, ha annunciato un'azione per via legale per richiedere la rimozione dei simboli. Il sindacato si rifà al decreto legislativo del 3 luglio 2009 che recepisce una direttiva europea del 2000 contro la discriminazione sui luoghi di lavoro.
È il ministro all'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini, a illustrare le ragioni di questa decisione, dopo che nei giorni scorsi aveva liquidato la questione di Adro come «folklore». «La lettera è stata inviata, su nostra indicazione dal direttore dell'Ufficio scolastico lombardo Giuseppe Colosio - spiega la Gelmini -. Nella missiva ci si complimenta, innanzitutto, con il sindaco per l'iniziativa della nuova scuola tecnologica. Un istituto d'avanguardia con pannelli solari che garantiscono un basso impatto ambientale». Ma è ovviamente sulla questione legata ai soli delle Alpi affissi nell'istituto scolastico che il ministro vuole fare alcune precisazioni, a fronte del silenzio stampa concordato con Giuseppe Colosio. «Nella lettera si chiede al sindaco di rimuovere tutti i simboli - precisa il ministro -. Se è vero che Lancini afferma che il sole delle Alpi è parte dell'iconografia locale, d'altra parte è altrettanto vero che ricorda i simboli della Lega Nord, partito a cui appartiene anche il sindaco di Adro. E nelle scuole italiane, come ho ricordato più volte, non ci devono essere simboli politici».
In effetti il cosiddetto sole delle Alpi è un marchio registrato dal 1999 all'Ufficio nazionale
brevetti e marchi, dopo la richiesta presentata nel 1996 dalla Editoriale Nord, l'editrice de «La Padania», il quotidiano della Lega Nord. Insomma, più che simbolo folklorico è un vero e proprio marchio politico che per altro compare anche nel logo del Carroccio presente sulle schede elettorali. Ma dal Ministero spiegano che la lettera è stata redatta richiamando il sindaco, innanzitutto, al buon senso, «si tratta di una richiesta doverosa, ma sia chiaro: fatta senza astio». Il punto è che il Ministero non può obbligare Oscar Lancini a togliere i simboli. Certo può far valere il suo peso politico, ma l'ultima parola spetta comunque al Sindaco e alla sua Giunta. E proprio Lancini già ieri, mentre da via XX Settembre si invocava il buon senso, chiariva che «né Milano, né Roma, né Bruxelles possono prendere decisioni che competono alla Giunta che può fare una delibera in tal senso». Sembra, tuttavia, che la linea scelta dal sindaco di Adro non convinca nemmeno tutta la Lega Nord, anzi ambienti del Carroccio vicino a via Bellerio esprimono disappunto per questa battaglia di posizione in un momento in cui la Lega, anche alla luce delle tensioni interne al Pdl sembra essere premiata dai sondaggi di gradimento in tutto il Nord. L'azione del Ministero all'istruzione e pressioni provenienti dai vertici leghisti potrebbero ricondurre Lancini a più miti consigli, evitando un ulteriore innalzamento dello scontro politico.
Tra scenari e ricorsiSe si entra però nel campo delle ipotesi (estreme) potrebbe essere il prefetto a pubblicare un'ordinanza che per motivi di ordine pubblico potrebbe costringere il sindaco di Adro a rimuovere i simboli presenti nell'istituto. L'articolo 2 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tups) recita infatti: «Il prefetto nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico e sicurezza pubblica». In questo momento, però, come trapela dalla Prefettura non sussistono le condizioni né di urgenza né di ordine pubblico.
Nel frattempo si è mossa anche la Cgil che, come ha spiegato il segretario provinciale Damiano Galletti, ha annunciato un'azione per via legale per richiedere la rimozione dei simboli. Il sindacato si rifà al decreto legislativo del 3 luglio 2009 che recepisce una direttiva europea del 2000 contro la discriminazione sui luoghi di lavoro.
3 commenti:
Il simbolo lo lasciano in quanto tradizione del nostro territorio...parliamo piuttosto della grandiosa opera costruita invece di fare inutili polemiche!
Indubbiamente la scuola è all'avanguardia... Ma le polemiche non sono inutili, perchè inserire simboli di partito in una scuola e gravissimo e al tempo stesso pericoloso.. Da storico ricordo che solo le dittature facevano una cosa simile! Quindi cerchiamo di ragionare un pò di più e non difendere a spada tratta qualcuno solo perchè del nostro partito..
le tradizioni del territorio sono altre, non certo i simboli di partito (perchè questo è!!!)per quanto riguarda la scuola costruita i pochi mesi, andava varolizzata meglio...non certo con queste vaccate da leghisti!!!!!
i bambini non possono diventare dei piccoli balilla verdi!!!!
VERGOGNA!!!
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