CERVED:RECORD DI FALLIMENTI NEL PRIMO TRIMESTRE 2010La crisi picchia duro per le imprese italiane e, come mostra il report del Cerved (la banca dati delle imprese italiane) il tasso di fallimento si mantiene, anche nel primo trimestre 2010, decisamente sopra i livelli di guardia. Tra l'inizio di gennaio e la fine di marzo 2010 sono state aperte quasi 2.800 procedure fallimentari, il 27 per cento in più rispetto al primo trimestre 2009. I dati evidenziano tassi di crescita a due cifre per tutte le forme giuridiche d'impresa: del 27% per le società di capitali (tra cui si concentra il 70% dei fallimenti a livello complessivo), del 37% per le imprese individuali e del 16% per quelle di persone e del 32% nelle altre forme giuridiche.
A livello di settori produttivi, la maglia nera va alle imprese industriali, che evidenziano un incremento del +41%; seguono le costruzioni, con un incremento del 30%. «I dati di questi primi tre mesi confermano che è l'industria a pagare il conto più alto della crisi: i default hanno colpito non solo i settori più tradizionali del made in Italy, come il tessile e l'abbigliamento (+27%), ma anche quelli a maggior contenuto tecnologico come la meccanica, che ha registrato un +67% e l'industria dell'auto, con un incremento del 118% rispetto allo stesso periodo del 2009», commentano dall'ufficio studi del Cerved.
A livello territoriale, si registra un significativo aumento delle procedure di fallimento nel nord-ovest (+37%, per la maggior parte in Lombardia). Tocca un nuovo record infine, sempre nel primo trimestre 2010, il numero di domande di concordato preventivo con 286 casi, in aumento del 37% rispetto allo stesso periodo del 2009. Questo dato dimostra la crescente tendenza delle società ad utilizzare questo strumento per tentare di trovar un accordo con i creditori e superare la crisi di liquidità.
dal manifesto
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