Nuove pensioni, false illusioni? In risposta all'editoriale di Bresciaoggi
2015-03-09
Prendo spunto dall´editoriale del giorno 4 marzo scorso, dal titolo
«Nuove pensioni false illusioni» e a firma di Ernesto Auci, per
contribuire al dibattito con alcune considerazioni
personali.
Contrariamente all´articolista, credo che il presidente
dell´Inps Boeri abbia fatto bene ad aprire la riflessione su un ritocco
della Legge «Fornero» e su una maggiore flessibilità delle uscite
pensionistiche; certamente è materia delicata e non tanto perché il
precedente di Prodi, che abolì lo «scalone» Maroni, abbia provocato
voragini tali da provocare il fallimento del paese.
Il pesante
intervento sulla previdenza da parte del Governo Monti fu fatto
semplicemente perché era la cosa più semplice da fare: è molto più
difficile tassare le rendite, introdurre una patrimoniale sulle grandi
ricchezze, combattere la corruzione dilagante e la criminalità
nell´economia, contenere e razionalizzare la spesa dello Stato (che
continua ad essere cosa diversa da quella previdenziale, anche se i più
se lo dimenticano), lottare contro l´evasione fiscale. Così pure è stato
facile colpire la rivalutazione delle pensioni e non dare il bonus
degli 80 euro ai pensionati!
E´ materia delicata perché dal 1992 si sono
succeduti innumerevoli interventi legislativi sui requisiti e le norme
pensionistiche tali da creare grande disorientamento; e talvolta si è
fatto e disfatto, accorgendosi degli errori precedenti.
E quindi, un
intervento «riparatore» rispetto alle rigidità ed al pesante
allungamento dei requisiti previsti dalla Fornero, deve avere il segno
di una flessibilità utile e sostenibile nel tempo, in modo che i
lavoratori e le lavoratrici possano guardare al loro futuro
previdenziale con più serenità e non rimanere - come è successo per
centinaia di migliaia di loro - senza lavoro e senza pensione! Gli
italiani si aspettano che la previdenza non cambi ad ogni maggioranza di
Governo e che abbia il segno dell´equilibrio e dell´equità. Si
aspettano anche lavori meglio retribuiti, che non ci sono, e che i
giovani di oggi possano pensare ad una futura pensione dignitosa.
Tornando ai ritocchi perché non trasformare l´opzione donna in
un´opzione permanente e non più limitata al 2015? Consentirebbe a molte
lavoratrici di fare delle scelte.
Perché non reintrodurre le quote
età+contributi, più a misura delle singole carriere lavorative? O una
fascia di uscita flessibile, incentivando chi resta e non tanto
disincentivando chi esce dal lavoro?
In fatto di credibilità, credo che
ci sia Bruxelles ma ci siano innanzitutto i cittadini italiani. E ai
cittadini va anche detta la verità: per esempio che - come lo stesso ex
commissario Conti disse - i tagli lineari della spesa pubblica stanno
mettendo in ginocchio l´Inps per carenza di strumentazione e di
personale!
Quella del neo presidente dell´Inps sarà pertanto una sfida
difficile su questo e su altri versanti: anche se penso che la più
impegnativa sarà quella di difendere il ruolo e l´autonomia dell´Inps -
che continua ad essere di chi paga i contributi sociali (lavoratori e
imprese) - dai vari ministri di passaggio che pensano di fare facile
cassa pescando nella previdenza.
Graziano Fracassi
PRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE INPS
Nuove pensioni e false illusioni (Bresciaoggi, mercoledì 4 marzo 2015)
Il nuovo presidente dell´Inps, l´economista esperto di lavoro Tito Boeri, si è lanciato, forse in maniera un po´ affrettata, in proposte di ritocco della legge Fornero per cercare di anticipare i tempi del pensionamento. Si tratta di materia molto delicata e lo stesso Boeri ammette di non avere ancora tutti i dati a disposizione per poter formulare delle proposte concrete. Le precedenti esperienze non sono positive. L´abolizione del cosiddetto «scalone Maroni» da parte del governo Prodi provocò una voragine nelle casse dello Stato con effetti poi molto negativi quando un paio di anni dopo scoppiò la grande crisi finanziaria mondiale. Il governo Monti fu quindi costretto ad intervenire in maniera drastica per evitare il fallimento del Paese che aveva accumulato una montagna di debiti. Ora, con il superamento dell´emergenza finanziaria ( lo spread è tornato sotto i 100 punti), e con l´arrivo dei primi timi! di segnali di ripresa dell´economia, si stanno scatenando pressioni dai sindacati e dagli esponenti della sinistra estrema per riportare l´età pensionabile ai livelli di prima della riforma, ripristinando in pratica le tanto deprecate pensioni di anzianità. Si dice che ci vuole «flessibilità» in uscita bilanciata da una riduzione della pensione. Ma per fare quadrare i conti ci vorrebbe una riduzione del 25-30%, che è chiaramente troppo elevata per essere accettabile dai futuri pensionandi. Toccare oggi la Fornero vuol dire correre il rischio di aprire una nuova voragine nei nostri conti pubblici che sono appena convalescenti. Lo stesso Boeri dice infatti che per fare una simile operazione, occorrerebbe convincere Bruxelles perché la maggiore spesa immediata sarebbe compensata da risparmi in futuro visto che le pensioni corrisposte sarebbero più basse di quelle previste.
In questo momento appare poco credibile chiedere a Bruxelles di cambiare le pens! ioni, tanto più che la nostra battaglia è giustamente concen! trata sull´ottenimento di maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti pubblici e privati. Ciò non vuol dire che qualche piccolo ritocco alla Fornero non sia possibile specie per i lavori usuranti o per evitare di perpetuare la polemica sugli esodati che ormai dovrebbero essere stati tutti sistemati. Quelli che non hanno un lavoro devono essere considerati disoccupati e quindi confluire nella nuova Aspi che ora sembra finalmente pronta a partire. Boeri dovrebbe evitare di suscitare attese che difficilmente il governo può soddisfare. Si concentri invece sulla riforma dell´Inps che a detta dell´ ex commissario Vittorio Conti presenta ampi margini di miglioramento di efficienza fornendo quindi ai cittadini servizi migliori a costi più bassi.
ERNESTO AUCI
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http://www.cgil.brescia.it/cgil_bs/sito_cgil/public/news2.php?classic=&type=&id=4847&t=Nuove-pensioni-false-illusioni?-In-risposta-all%27editoriale-di-Bresciaoggi#sthash.wogVzK6C.dpufPRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE INPS
Nuove pensioni e false illusioni (Bresciaoggi, mercoledì 4 marzo 2015)
Il nuovo presidente dell´Inps, l´economista esperto di lavoro Tito Boeri, si è lanciato, forse in maniera un po´ affrettata, in proposte di ritocco della legge Fornero per cercare di anticipare i tempi del pensionamento. Si tratta di materia molto delicata e lo stesso Boeri ammette di non avere ancora tutti i dati a disposizione per poter formulare delle proposte concrete. Le precedenti esperienze non sono positive. L´abolizione del cosiddetto «scalone Maroni» da parte del governo Prodi provocò una voragine nelle casse dello Stato con effetti poi molto negativi quando un paio di anni dopo scoppiò la grande crisi finanziaria mondiale. Il governo Monti fu quindi costretto ad intervenire in maniera drastica per evitare il fallimento del Paese che aveva accumulato una montagna di debiti. Ora, con il superamento dell´emergenza finanziaria ( lo spread è tornato sotto i 100 punti), e con l´arrivo dei primi timi! di segnali di ripresa dell´economia, si stanno scatenando pressioni dai sindacati e dagli esponenti della sinistra estrema per riportare l´età pensionabile ai livelli di prima della riforma, ripristinando in pratica le tanto deprecate pensioni di anzianità. Si dice che ci vuole «flessibilità» in uscita bilanciata da una riduzione della pensione. Ma per fare quadrare i conti ci vorrebbe una riduzione del 25-30%, che è chiaramente troppo elevata per essere accettabile dai futuri pensionandi. Toccare oggi la Fornero vuol dire correre il rischio di aprire una nuova voragine nei nostri conti pubblici che sono appena convalescenti. Lo stesso Boeri dice infatti che per fare una simile operazione, occorrerebbe convincere Bruxelles perché la maggiore spesa immediata sarebbe compensata da risparmi in futuro visto che le pensioni corrisposte sarebbero più basse di quelle previste.
In questo momento appare poco credibile chiedere a Bruxelles di cambiare le pens! ioni, tanto più che la nostra battaglia è giustamente concen! trata sull´ottenimento di maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti pubblici e privati. Ciò non vuol dire che qualche piccolo ritocco alla Fornero non sia possibile specie per i lavori usuranti o per evitare di perpetuare la polemica sugli esodati che ormai dovrebbero essere stati tutti sistemati. Quelli che non hanno un lavoro devono essere considerati disoccupati e quindi confluire nella nuova Aspi che ora sembra finalmente pronta a partire. Boeri dovrebbe evitare di suscitare attese che difficilmente il governo può soddisfare. Si concentri invece sulla riforma dell´Inps che a detta dell´ ex commissario Vittorio Conti presenta ampi margini di miglioramento di efficienza fornendo quindi ai cittadini servizi migliori a costi più bassi.
ERNESTO AUCI
|
Nuove pensioni, false illusioni? In risposta all'editoriale di Bresciaoggi
2015-03-09
Prendo spunto dall´editoriale del giorno 4 marzo scorso, dal titolo
«Nuove pensioni false illusioni» e a firma di Ernesto Auci, per
contribuire al dibattito con alcune considerazioni
personali.
Contrariamente all´articolista, credo che il presidente
dell´Inps Boeri abbia fatto bene ad aprire la riflessione su un ritocco
della Legge «Fornero» e su una maggiore flessibilità delle uscite
pensionistiche; certamente è materia delicata e non tanto perché il
precedente di Prodi, che abolì lo «scalone» Maroni, abbia provocato
voragini tali da provocare il fallimento del paese.
Il pesante
intervento sulla previdenza da parte del Governo Monti fu fatto
semplicemente perché era la cosa più semplice da fare: è molto più
difficile tassare le rendite, introdurre una patrimoniale sulle grandi
ricchezze, combattere la corruzione dilagante e la criminalità
nell´economia, contenere e razionalizzare la spesa dello Stato (che
continua ad essere cosa diversa da quella previdenziale, anche se i più
se lo dimenticano), lottare contro l´evasione fiscale. Così pure è stato
facile colpire la rivalutazione delle pensioni e non dare il bonus
degli 80 euro ai pensionati!
E´ materia delicata perché dal 1992 si sono
succeduti innumerevoli interventi legislativi sui requisiti e le norme
pensionistiche tali da creare grande disorientamento; e talvolta si è
fatto e disfatto, accorgendosi degli errori precedenti.
E quindi, un
intervento «riparatore» rispetto alle rigidità ed al pesante
allungamento dei requisiti previsti dalla Fornero, deve avere il segno
di una flessibilità utile e sostenibile nel tempo, in modo che i
lavoratori e le lavoratrici possano guardare al loro futuro
previdenziale con più serenità e non rimanere - come è successo per
centinaia di migliaia di loro - senza lavoro e senza pensione! Gli
italiani si aspettano che la previdenza non cambi ad ogni maggioranza di
Governo e che abbia il segno dell´equilibrio e dell´equità. Si
aspettano anche lavori meglio retribuiti, che non ci sono, e che i
giovani di oggi possano pensare ad una futura pensione dignitosa.
Tornando ai ritocchi perché non trasformare l´opzione donna in
un´opzione permanente e non più limitata al 2015? Consentirebbe a molte
lavoratrici di fare delle scelte.
Perché non reintrodurre le quote
età+contributi, più a misura delle singole carriere lavorative? O una
fascia di uscita flessibile, incentivando chi resta e non tanto
disincentivando chi esce dal lavoro?
In fatto di credibilità, credo che
ci sia Bruxelles ma ci siano innanzitutto i cittadini italiani. E ai
cittadini va anche detta la verità: per esempio che - come lo stesso ex
commissario Conti disse - i tagli lineari della spesa pubblica stanno
mettendo in ginocchio l´Inps per carenza di strumentazione e di
personale!
Quella del neo presidente dell´Inps sarà pertanto una sfida
difficile su questo e su altri versanti: anche se penso che la più
impegnativa sarà quella di difendere il ruolo e l´autonomia dell´Inps -
che continua ad essere di chi paga i contributi sociali (lavoratori e
imprese) - dai vari ministri di passaggio che pensano di fare facile
cassa pescando nella previdenza.
Graziano Fracassi
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http://www.cgil.brescia.it/cgil_bs/sito_cgil/public/news2.php?classic=&type=&id=4847&t=Nuove-pensioni-false-illusioni?-In-risposta-all%27editoriale-di-Bresciaoggi#sthash.wogVzK6C.dpufPRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE INPS Nuove pensioni e false illusioni (Bresciaoggi, mercoledì 4 marzo 2015) Il nuovo presidente dell´Inps, l´economista esperto di lavoro Tito Boeri, si è lanciato, forse in maniera un po´ affrettata, in proposte di ritocco della legge Fornero per cercare di anticipare i tempi del pensionamento. Si tratta di materia molto delicata e lo stesso Boeri ammette di non avere ancora tutti i dati a disposizione per poter formulare delle proposte concrete. Le precedenti esperienze non sono positive. L´abolizione del cosiddetto «scalone Maroni» da parte del governo Prodi provocò una voragine nelle casse dello Stato con effetti poi molto negativi quando un paio di anni dopo scoppiò la grande crisi finanziaria mondiale. Il governo Monti fu quindi costretto ad intervenire in maniera drastica per evitare il fallimento del Paese che aveva accumulato una montagna di debiti. Ora, con il superamento dell´emergenza finanziaria ( lo spread è tornato sotto i 100 punti), e con l´arrivo dei primi timi! di segnali di ripresa dell´economia, si stanno scatenando pressioni dai sindacati e dagli esponenti della sinistra estrema per riportare l´età pensionabile ai livelli di prima della riforma, ripristinando in pratica le tanto deprecate pensioni di anzianità. Si dice che ci vuole «flessibilità» in uscita bilanciata da una riduzione della pensione. Ma per fare quadrare i conti ci vorrebbe una riduzione del 25-30%, che è chiaramente troppo elevata per essere accettabile dai futuri pensionandi. Toccare oggi la Fornero vuol dire correre il rischio di aprire una nuova voragine nei nostri conti pubblici che sono appena convalescenti. Lo stesso Boeri dice infatti che per fare una simile operazione, occorrerebbe convincere Bruxelles perché la maggiore spesa immediata sarebbe compensata da risparmi in futuro visto che le pensioni corrisposte sarebbero più basse di quelle previste. In questo momento appare poco credibile chiedere a Bruxelles di cambiare le pens! ioni, tanto più che la nostra battaglia è giustamente concen! trata sull´ottenimento di maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti pubblici e privati. Ciò non vuol dire che qualche piccolo ritocco alla Fornero non sia possibile specie per i lavori usuranti o per evitare di perpetuare la polemica sugli esodati che ormai dovrebbero essere stati tutti sistemati. Quelli che non hanno un lavoro devono essere considerati disoccupati e quindi confluire nella nuova Aspi che ora sembra finalmente pronta a partire. Boeri dovrebbe evitare di suscitare attese che difficilmente il governo può soddisfare. Si concentri invece sulla riforma dell´Inps che a detta dell´ ex commissario Vittorio Conti presenta ampi margini di miglioramento di efficienza fornendo quindi ai cittadini servizi migliori a costi più bassi. ERNESTO AUCI |
|||||
Nuove pensioni, false illusioni? In risposta all'editoriale di Bresciaoggi
2015-03-09
Prendo spunto dall´editoriale del giorno 4 marzo scorso, dal titolo
«Nuove pensioni false illusioni» e a firma di Ernesto Auci, per
contribuire al dibattito con alcune considerazioni
personali.
Contrariamente all´articolista, credo che il presidente
dell´Inps Boeri abbia fatto bene ad aprire la riflessione su un ritocco
della Legge «Fornero» e su una maggiore flessibilità delle uscite
pensionistiche; certamente è materia delicata e non tanto perché il
precedente di Prodi, che abolì lo «scalone» Maroni, abbia provocato
voragini tali da provocare il fallimento del paese.
Il pesante
intervento sulla previdenza da parte del Governo Monti fu fatto
semplicemente perché era la cosa più semplice da fare: è molto più
difficile tassare le rendite, introdurre una patrimoniale sulle grandi
ricchezze, combattere la corruzione dilagante e la criminalità
nell´economia, contenere e razionalizzare la spesa dello Stato (che
continua ad essere cosa diversa da quella previdenziale, anche se i più
se lo dimenticano), lottare contro l´evasione fiscale. Così pure è stato
facile colpire la rivalutazione delle pensioni e non dare il bonus
degli 80 euro ai pensionati!
E´ materia delicata perché dal 1992 si sono
succeduti innumerevoli interventi legislativi sui requisiti e le norme
pensionistiche tali da creare grande disorientamento; e talvolta si è
fatto e disfatto, accorgendosi degli errori precedenti.
E quindi, un
intervento «riparatore» rispetto alle rigidità ed al pesante
allungamento dei requisiti previsti dalla Fornero, deve avere il segno
di una flessibilità utile e sostenibile nel tempo, in modo che i
lavoratori e le lavoratrici possano guardare al loro futuro
previdenziale con più serenità e non rimanere - come è successo per
centinaia di migliaia di loro - senza lavoro e senza pensione! Gli
italiani si aspettano che la previdenza non cambi ad ogni maggioranza di
Governo e che abbia il segno dell´equilibrio e dell´equità. Si
aspettano anche lavori meglio retribuiti, che non ci sono, e che i
giovani di oggi possano pensare ad una futura pensione dignitosa.
Tornando ai ritocchi perché non trasformare l´opzione donna in
un´opzione permanente e non più limitata al 2015? Consentirebbe a molte
lavoratrici di fare delle scelte.
Perché non reintrodurre le quote
età+contributi, più a misura delle singole carriere lavorative? O una
fascia di uscita flessibile, incentivando chi resta e non tanto
disincentivando chi esce dal lavoro?
In fatto di credibilità, credo che
ci sia Bruxelles ma ci siano innanzitutto i cittadini italiani. E ai
cittadini va anche detta la verità: per esempio che - come lo stesso ex
commissario Conti disse - i tagli lineari della spesa pubblica stanno
mettendo in ginocchio l´Inps per carenza di strumentazione e di
personale!
Quella del neo presidente dell´Inps sarà pertanto una sfida
difficile su questo e su altri versanti: anche se penso che la più
impegnativa sarà quella di difendere il ruolo e l´autonomia dell´Inps -
che continua ad essere di chi paga i contributi sociali (lavoratori e
imprese) - dai vari ministri di passaggio che pensano di fare facile
cassa pescando nella previdenza.
Graziano Fracassi
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http://www.cgil.brescia.it/cgil_bs/sito_cgil/public/news2.php?classic=&type=&id=4847&t=Nuove-pensioni-false-illusioni?-In-risposta-all%27editoriale-di-Bresciaoggi#sthash.wogVzK6C.dpufPRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE INPS Nuove pensioni e false illusioni (Bresciaoggi, mercoledì 4 marzo 2015) Il nuovo presidente dell´Inps, l´economista esperto di lavoro Tito Boeri, si è lanciato, forse in maniera un po´ affrettata, in proposte di ritocco della legge Fornero per cercare di anticipare i tempi del pensionamento. Si tratta di materia molto delicata e lo stesso Boeri ammette di non avere ancora tutti i dati a disposizione per poter formulare delle proposte concrete. Le precedenti esperienze non sono positive. L´abolizione del cosiddetto «scalone Maroni» da parte del governo Prodi provocò una voragine nelle casse dello Stato con effetti poi molto negativi quando un paio di anni dopo scoppiò la grande crisi finanziaria mondiale. Il governo Monti fu quindi costretto ad intervenire in maniera drastica per evitare il fallimento del Paese che aveva accumulato una montagna di debiti. Ora, con il superamento dell´emergenza finanziaria ( lo spread è tornato sotto i 100 punti), e con l´arrivo dei primi timi! di segnali di ripresa dell´economia, si stanno scatenando pressioni dai sindacati e dagli esponenti della sinistra estrema per riportare l´età pensionabile ai livelli di prima della riforma, ripristinando in pratica le tanto deprecate pensioni di anzianità. Si dice che ci vuole «flessibilità» in uscita bilanciata da una riduzione della pensione. Ma per fare quadrare i conti ci vorrebbe una riduzione del 25-30%, che è chiaramente troppo elevata per essere accettabile dai futuri pensionandi. Toccare oggi la Fornero vuol dire correre il rischio di aprire una nuova voragine nei nostri conti pubblici che sono appena convalescenti. Lo stesso Boeri dice infatti che per fare una simile operazione, occorrerebbe convincere Bruxelles perché la maggiore spesa immediata sarebbe compensata da risparmi in futuro visto che le pensioni corrisposte sarebbero più basse di quelle previste. In questo momento appare poco credibile chiedere a Bruxelles di cambiare le pens! ioni, tanto più che la nostra battaglia è giustamente concen! trata sull´ottenimento di maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti pubblici e privati. Ciò non vuol dire che qualche piccolo ritocco alla Fornero non sia possibile specie per i lavori usuranti o per evitare di perpetuare la polemica sugli esodati che ormai dovrebbero essere stati tutti sistemati. Quelli che non hanno un lavoro devono essere considerati disoccupati e quindi confluire nella nuova Aspi che ora sembra finalmente pronta a partire. Boeri dovrebbe evitare di suscitare attese che difficilmente il governo può soddisfare. Si concentri invece sulla riforma dell´Inps che a detta dell´ ex commissario Vittorio Conti presenta ampi margini di miglioramento di efficienza fornendo quindi ai cittadini servizi migliori a costi più bassi. ERNESTO AUCI
Nuove pensioni, false illusioni? In risposta all'editoriale di Bresciaoggi
2015-03-09
Prendo spunto dall´editoriale del giorno 4 marzo scorso, dal titolo
«Nuove pensioni false illusioni» e a firma di Ernesto Auci, per
contribuire al dibattito con alcune considerazioni
personali.
Contrariamente all´articolista, credo che il presidente
dell´Inps Boeri abbia fatto bene ad aprire la riflessione su un ritocco
della Legge «Fornero» e su una maggiore flessibilità delle uscite
pensionistiche; certamente è materia delicata e non tanto perché il
precedente di Prodi, che abolì lo «scalone» Maroni, abbia provocato
voragini tali da provocare il fallimento del paese.
Il pesante
intervento sulla previdenza da parte del Governo Monti fu fatto
semplicemente perché era la cosa più semplice da fare: è molto più
difficile tassare le rendite, introdurre una patrimoniale sulle grandi
ricchezze, combattere la corruzione dilagante e la criminalità
nell´economia, contenere e razionalizzare la spesa dello Stato (che
continua ad essere cosa diversa da quella previdenziale, anche se i più
se lo dimenticano), lottare contro l´evasione fiscale. Così pure è stato
facile colpire la rivalutazione delle pensioni e non dare il bonus
degli 80 euro ai pensionati!
E´ materia delicata perché dal 1992 si sono
succeduti innumerevoli interventi legislativi sui requisiti e le norme
pensionistiche tali da creare grande disorientamento; e talvolta si è
fatto e disfatto, accorgendosi degli errori precedenti.
E quindi, un
intervento «riparatore» rispetto alle rigidità ed al pesante
allungamento dei requisiti previsti dalla Fornero, deve avere il segno
di una flessibilità utile e sostenibile nel tempo, in modo che i
lavoratori e le lavoratrici possano guardare al loro futuro
previdenziale con più serenità e non rimanere - come è successo per
centinaia di migliaia di loro - senza lavoro e senza pensione! Gli
italiani si aspettano che la previdenza non cambi ad ogni maggioranza di
Governo e che abbia il segno dell´equilibrio e dell´equità. Si
aspettano anche lavori meglio retribuiti, che non ci sono, e che i
giovani di oggi possano pensare ad una futura pensione dignitosa.
Tornando ai ritocchi perché non trasformare l´opzione donna in
un´opzione permanente e non più limitata al 2015? Consentirebbe a molte
lavoratrici di fare delle scelte.
Perché non reintrodurre le quote
età+contributi, più a misura delle singole carriere lavorative? O una
fascia di uscita flessibile, incentivando chi resta e non tanto
disincentivando chi esce dal lavoro?
In fatto di credibilità, credo che
ci sia Bruxelles ma ci siano innanzitutto i cittadini italiani. E ai
cittadini va anche detta la verità: per esempio che - come lo stesso ex
commissario Conti disse - i tagli lineari della spesa pubblica stanno
mettendo in ginocchio l´Inps per carenza di strumentazione e di
personale!
Quella del neo presidente dell´Inps sarà pertanto una sfida
difficile su questo e su altri versanti: anche se penso che la più
impegnativa sarà quella di difendere il ruolo e l´autonomia dell´Inps -
che continua ad essere di chi paga i contributi sociali (lavoratori e
imprese) - dai vari ministri di passaggio che pensano di fare facile
cassa pescando nella previdenza.
Graziano Fracassi
- See more at:
http://www.cgil.brescia.it/cgil_bs/sito_cgil/public/news2.php?classic=&type=&id=4847&t=Nuove-pensioni-false-illusioni?-In-risposta-all%27editoriale-di-Bresciaoggi#sthash.wogVzK6C.dpufPRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE INPS Nuove pensioni e false illusioni (Bresciaoggi, mercoledì 4 marzo 2015) Il nuovo presidente dell´Inps, l´economista esperto di lavoro Tito Boeri, si è lanciato, forse in maniera un po´ affrettata, in proposte di ritocco della legge Fornero per cercare di anticipare i tempi del pensionamento. Si tratta di materia molto delicata e lo stesso Boeri ammette di non avere ancora tutti i dati a disposizione per poter formulare delle proposte concrete. Le precedenti esperienze non sono positive. L´abolizione del cosiddetto «scalone Maroni» da parte del governo Prodi provocò una voragine nelle casse dello Stato con effetti poi molto negativi quando un paio di anni dopo scoppiò la grande crisi finanziaria mondiale. Il governo Monti fu quindi costretto ad intervenire in maniera drastica per evitare il fallimento del Paese che aveva accumulato una montagna di debiti. Ora, con il superamento dell´emergenza finanziaria ( lo spread è tornato sotto i 100 punti), e con l´arrivo dei primi timi! di segnali di ripresa dell´economia, si stanno scatenando pressioni dai sindacati e dagli esponenti della sinistra estrema per riportare l´età pensionabile ai livelli di prima della riforma, ripristinando in pratica le tanto deprecate pensioni di anzianità. Si dice che ci vuole «flessibilità» in uscita bilanciata da una riduzione della pensione. Ma per fare quadrare i conti ci vorrebbe una riduzione del 25-30%, che è chiaramente troppo elevata per essere accettabile dai futuri pensionandi. Toccare oggi la Fornero vuol dire correre il rischio di aprire una nuova voragine nei nostri conti pubblici che sono appena convalescenti. Lo stesso Boeri dice infatti che per fare una simile operazione, occorrerebbe convincere Bruxelles perché la maggiore spesa immediata sarebbe compensata da risparmi in futuro visto che le pensioni corrisposte sarebbero più basse di quelle previste. In questo momento appare poco credibile chiedere a Bruxelles di cambiare le pens! ioni, tanto più che la nostra battaglia è giustamente concen! trata sull´ottenimento di maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti pubblici e privati. Ciò non vuol dire che qualche piccolo ritocco alla Fornero non sia possibile specie per i lavori usuranti o per evitare di perpetuare la polemica sugli esodati che ormai dovrebbero essere stati tutti sistemati. Quelli che non hanno un lavoro devono essere considerati disoccupati e quindi confluire nella nuova Aspi che ora sembra finalmente pronta a partire. Boeri dovrebbe evitare di suscitare attese che difficilmente il governo può soddisfare. Si concentri invece sulla riforma dell´Inps che a detta dell´ ex commissario Vittorio Conti presenta ampi margini di miglioramento di efficienza fornendo quindi ai cittadini servizi migliori a costi più bassi. ERNESTO AUCI |
L'INTERVENTO DI GRAZIANO FRACASSI, PRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE INPS
Nuove pensioni, false illusioni? In risposta all'editoriale di Bresciaoggi
Nuove pensioni, false illusioni? In risposta all'editoriale di Bresciaoggi
2015-03-09
Prendo spunto dall´editoriale del giorno 4 marzo scorso, dal titolo
«Nuove pensioni false illusioni» e a firma di Ernesto Auci, per
contribuire al dibattito con alcune considerazioni
personali.
Contrariamente all´articolista, credo che il presidente
dell´Inps Boeri abbia fatto bene ad aprire la riflessione su un ritocco
della Legge «Fornero» e su una maggiore flessibilità delle uscite
pensionistiche; certamente è materia delicata e non tanto perché il
precedente di Prodi, che abolì lo «scalone» Maroni, abbia provocato
voragini tali da provocare il fallimento del paese.
Il pesante
intervento sulla previdenza da parte del Governo Monti fu fatto
semplicemente perché era la cosa più semplice da fare: è molto più
difficile tassare le rendite, introdurre una patrimoniale sulle grandi
ricchezze, combattere la corruzione dilagante e la criminalità
nell´economia, contenere e razionalizzare la spesa dello Stato (che
continua ad essere cosa diversa da quella previdenziale, anche se i più
se lo dimenticano), lottare contro l´evasione fiscale. Così pure è stato
facile colpire la rivalutazione delle pensioni e non dare il bonus
degli 80 euro ai pensionati!
E´ materia delicata perché dal 1992 si sono
succeduti innumerevoli interventi legislativi sui requisiti e le norme
pensionistiche tali da creare grande disorientamento; e talvolta si è
fatto e disfatto, accorgendosi degli errori precedenti.
E quindi, un
intervento «riparatore» rispetto alle rigidità ed al pesante
allungamento dei requisiti previsti dalla Fornero, deve avere il segno
di una flessibilità utile e sostenibile nel tempo, in modo che i
lavoratori e le lavoratrici possano guardare al loro futuro
previdenziale con più serenità e non rimanere - come è successo per
centinaia di migliaia di loro - senza lavoro e senza pensione! Gli
italiani si aspettano che la previdenza non cambi ad ogni maggioranza di
Governo e che abbia il segno dell´equilibrio e dell´equità. Si
aspettano anche lavori meglio retribuiti, che non ci sono, e che i
giovani di oggi possano pensare ad una futura pensione dignitosa.
Tornando ai ritocchi perché non trasformare l´opzione donna in
un´opzione permanente e non più limitata al 2015? Consentirebbe a molte
lavoratrici di fare delle scelte.
Perché non reintrodurre le quote
età+contributi, più a misura delle singole carriere lavorative? O una
fascia di uscita flessibile, incentivando chi resta e non tanto
disincentivando chi esce dal lavoro?
In fatto di credibilità, credo che
ci sia Bruxelles ma ci siano innanzitutto i cittadini italiani. E ai
cittadini va anche detta la verità: per esempio che - come lo stesso ex
commissario Conti disse - i tagli lineari della spesa pubblica stanno
mettendo in ginocchio l´Inps per carenza di strumentazione e di
personale!
Quella del neo presidente dell´Inps sarà pertanto una sfida
difficile su questo e su altri versanti: anche se penso che la più
impegnativa sarà quella di difendere il ruolo e l´autonomia dell´Inps -
che continua ad essere di chi paga i contributi sociali (lavoratori e
imprese) - dai vari ministri di passaggio che pensano di fare facile
cassa pescando nella previdenza.
Graziano Fracassi
PRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE INPS
Nuove pensioni e false illusioni (Bresciaoggi, mercoledì 4 marzo 2015)
Il nuovo presidente dell´Inps, l´economista esperto di lavoro Tito Boeri, si è lanciato, forse in maniera un po´ affrettata, in proposte di ritocco della legge Fornero per cercare di anticipare i tempi del pensionamento. Si tratta di materia molto delicata e lo stesso Boeri ammette di non avere ancora tutti i dati a disposizione per poter formulare delle proposte concrete. Le precedenti esperienze non sono positive. L´abolizione del cosiddetto «scalone Maroni» da parte del governo Prodi provocò una voragine nelle casse dello Stato con effetti poi molto negativi quando un paio di anni dopo scoppiò la grande crisi finanziaria mondiale. Il governo Monti fu quindi costretto ad intervenire in maniera drastica per evitare il fallimento del Paese che aveva accumulato una montagna di debiti. Ora, con il superamento dell´emergenza finanziaria ( lo spread è tornato sotto i 100 punti), e con l´arrivo dei primi timi! di segnali di ripresa dell´economia, si stanno scatenando pressioni dai sindacati e dagli esponenti della sinistra estrema per riportare l´età pensionabile ai livelli di prima della riforma, ripristinando in pratica le tanto deprecate pensioni di anzianità. Si dice che ci vuole «flessibilità» in uscita bilanciata da una riduzione della pensione. Ma per fare quadrare i conti ci vorrebbe una riduzione del 25-30%, che è chiaramente troppo elevata per essere accettabile dai futuri pensionandi. Toccare oggi la Fornero vuol dire correre il rischio di aprire una nuova voragine nei nostri conti pubblici che sono appena convalescenti. Lo stesso Boeri dice infatti che per fare una simile operazione, occorrerebbe convincere Bruxelles perché la maggiore spesa immediata sarebbe compensata da risparmi in futuro visto che le pensioni corrisposte sarebbero più basse di quelle previste.
In questo momento appare poco credibile chiedere a Bruxelles di cambiare le pens! ioni, tanto più che la nostra battaglia è giustamente concen! trata sull´ottenimento di maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti pubblici e privati. Ciò non vuol dire che qualche piccolo ritocco alla Fornero non sia possibile specie per i lavori usuranti o per evitare di perpetuare la polemica sugli esodati che ormai dovrebbero essere stati tutti sistemati. Quelli che non hanno un lavoro devono essere considerati disoccupati e quindi confluire nella nuova Aspi che ora sembra finalmente pronta a partire. Boeri dovrebbe evitare di suscitare attese che difficilmente il governo può soddisfare. Si concentri invece sulla riforma dell´Inps che a detta dell´ ex commissario Vittorio Conti presenta ampi margini di miglioramento di efficienza fornendo quindi ai cittadini servizi migliori a costi più bassi.
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Nuove pensioni e false illusioni (Bresciaoggi, mercoledì 4 marzo 2015)
Il nuovo presidente dell´Inps, l´economista esperto di lavoro Tito Boeri, si è lanciato, forse in maniera un po´ affrettata, in proposte di ritocco della legge Fornero per cercare di anticipare i tempi del pensionamento. Si tratta di materia molto delicata e lo stesso Boeri ammette di non avere ancora tutti i dati a disposizione per poter formulare delle proposte concrete. Le precedenti esperienze non sono positive. L´abolizione del cosiddetto «scalone Maroni» da parte del governo Prodi provocò una voragine nelle casse dello Stato con effetti poi molto negativi quando un paio di anni dopo scoppiò la grande crisi finanziaria mondiale. Il governo Monti fu quindi costretto ad intervenire in maniera drastica per evitare il fallimento del Paese che aveva accumulato una montagna di debiti. Ora, con il superamento dell´emergenza finanziaria ( lo spread è tornato sotto i 100 punti), e con l´arrivo dei primi timi! di segnali di ripresa dell´economia, si stanno scatenando pressioni dai sindacati e dagli esponenti della sinistra estrema per riportare l´età pensionabile ai livelli di prima della riforma, ripristinando in pratica le tanto deprecate pensioni di anzianità. Si dice che ci vuole «flessibilità» in uscita bilanciata da una riduzione della pensione. Ma per fare quadrare i conti ci vorrebbe una riduzione del 25-30%, che è chiaramente troppo elevata per essere accettabile dai futuri pensionandi. Toccare oggi la Fornero vuol dire correre il rischio di aprire una nuova voragine nei nostri conti pubblici che sono appena convalescenti. Lo stesso Boeri dice infatti che per fare una simile operazione, occorrerebbe convincere Bruxelles perché la maggiore spesa immediata sarebbe compensata da risparmi in futuro visto che le pensioni corrisposte sarebbero più basse di quelle previste.
In questo momento appare poco credibile chiedere a Bruxelles di cambiare le pens! ioni, tanto più che la nostra battaglia è giustamente concen! trata sull´ottenimento di maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti pubblici e privati. Ciò non vuol dire che qualche piccolo ritocco alla Fornero non sia possibile specie per i lavori usuranti o per evitare di perpetuare la polemica sugli esodati che ormai dovrebbero essere stati tutti sistemati. Quelli che non hanno un lavoro devono essere considerati disoccupati e quindi confluire nella nuova Aspi che ora sembra finalmente pronta a partire. Boeri dovrebbe evitare di suscitare attese che difficilmente il governo può soddisfare. Si concentri invece sulla riforma dell´Inps che a detta dell´ ex commissario Vittorio Conti presenta ampi margini di miglioramento di efficienza fornendo quindi ai cittadini servizi migliori a costi più bassi.



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