
Un
pensiero per i sarcastici commentatori dei cinque metalmeccanici Fiom
che hanno scioperato soli come cani alla Fiat di Pomigliano. Ora
supponete di star lavorando in un
azienda proprio tipo quella di Pomigliano. Avete ancora un'occupazione
stabile, anche se la crisi imperversa. Un giorno il vostro datore di
lavoro ha buone commesse, può aumentare la produzione. Fuori dai
cancelli della vostra fabbrica ci sono 1500 persone, donne e uomini come
voi, dipendenti come voi, ma costretti al regime di cassa integrazione.
Farebbero salti mortali per poter essere richiamati a lavorare. Invece
no. Il datore di lavoro chiede a voi di fare un mucchio di ore di lavoro
straordinario. Un sindacato, chiamiamolo Fiom, osa contestare, vorrebbe
proporre che il lavoro che torna fosse distribuito fra tutti, per dare
speranza a tutti. E dichiara uno sciopero. Cinque di voi rispondono
all'appello, si schierano con i 1500. Tutti gli altri, con la crisi alle
calcagna, certo, chinano la testa e si fanno le ore straordinarie,
qualche soldo in più da portare a casa. Papà Francesco tu che ogni tanto
parli ancora della vecchia idea di solidarietà, cerca tu di convincere
la massa dei commentatori sfrontati che dileggiano la Fiom e si
rallegrano con i tempi moderni, modernissimi.
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