I NODI. La Camusso: «Sarà sciopero
generale». Squinzi: «In questo momento non è una soluzione»
Renzi, sfida con
la piazza
La Cgil a Roma coi dissidenti Pd: siamo
un milione. Il premier:
bello, ma non mi fermo
DUELLO A
DISTANZA. Non è certo che in piazza San Giovanni ci fossero un milione di
persone a protestare contro il suo Jobs Act, ma Renzi, al timone della Leopolda
a Firenze, rilancia la sua sfida: «Una bella piazza: ci confronteremo ma non ci
fermiamo», dice il premier. Talmente deciso ad andare avanti da vedere davanti
a sè altri due mandati.3
LA PIAZZA. Tre «fiumi rossi» hanno attraversato ieri Roma rispondendo all´appello della Cgil: «Siamo un milione» dicono gli organizzatori. E la leader Camusso - dopo la riuscita prova di forza - minaccia «lo sciopero generale». Replica il leader di Confindustria Squinzi: «In questo momento di crisi gli scioperi non sono la miglior soluzione»
LA PIAZZA. Tre «fiumi rossi» hanno attraversato ieri Roma rispondendo all´appello della Cgil: «Siamo un milione» dicono gli organizzatori. E la leader Camusso - dopo la riuscita prova di forza - minaccia «lo sciopero generale». Replica il leader di Confindustria Squinzi: «In questo momento di crisi gli scioperi non sono la miglior soluzione»
LA MANIFESTAZIONE. Tre cortei invadono
la città, con cori e striscioni anti-premier. Landini: Il Paese non sta con
Renzi
Lavoro, un milione in
piazza la Cgil: sarà sciopero generale
Onda rossa a Roma: l´art.18 deve
restare. Camusso: ci siamo con proteste e proposte In corteo la sinistra Pd.
Civati: «Ora uniti in Parlamento». Cuperlo: no a partiti paralleli
ROMA
Un milione in piazza a Roma per dire al governo di
cambiare rotta sulla riforma del lavoro che rende più facile, con l´abolizione
dell´articolo 18, i licenziamenti e sulla politica economica: la Cgil ieri ha
vinto la «prova di piazza» almeno sul fronte dei numeri e ha lanciato a Renzi
la sfida sul lavoro. Susanna Camusso alla fine è soddisfatta e rilancia: «Se
qualcuno pensa che questa è solo una fermata sappia che sbaglia. Ci siamo e ci
saremo con la protesta e la proposta. Continueremo fino allo sciopero generale».Che la manifestazione sarebbe stata molto partecipata si è capito dalla prima mattina con uno dei due cortei partito con oltre mezz´ora di anticipo sui tempi previsti. Sottolinea l´ex leader Sergio Cofferati: «È un ottimo segno, quando c´è tanta gente partire prima è inevitabile». E un sospiro di sollievo lo ha tirato la stessa Camusso che in un «fuori onda» intercettato da una tv si è sfogata con Stefano Fassina, uno degli esponenti della sinistra Pd presenti in piazza: «Questa è andata, ora possiamo respirare». Soddisfatto anche il leader della Fiom Maurizio Landini: «La riuscita della manifestazione è il segnale che Renzi non ha il consenso del Paese che lavora»
Fassina
non era l´unico Pd al corteo: insieme a lui hanno sfilato tra gli altri Gianni
Cuperlo, Pippo Civati e gli ex sindacalisti e ora parlamentari Guglielmo
Epifani e Cesare Damiano. Civati ha sottolineato la necessità della minoranza
Pd di ritrovarsi unita anche in Parlamento e non solo in piazza. E Cuperlo,
criticando la Leopolda in corso a Firenze ha ripetuto: «Non vorrei fosse
l´inizio del partito parallelo».
Susanna Camusso nel comizio finale è invece tornata sui temi più sindacali: «Questa piazza è di chi ama il lavoro perché senza lavoro non si cambia ma si arretra. Questa piazza non è una passerella per vedere chi c´è e chi non c´è. È la piazza che rivendica risposte. Nessuno in buona fede può dire che togliere l´articolo 18, demansionare i lavoratori e mettere le telecamere in azienda fa crescere il lavoro».
Il passaggio successivo, dopo la manifestazione di ieri, se non si otterranno modifiche alla delega sul lavoro e sulla legge di Stabilità su cui domani è fissato un incontro, saranno gli scioperi articolati sul territorio e infine lo sciopero generale. Per ora sono fissate iniziative unitarie con Cisl e Uil sul pubblico impiego per sabato 8 novembre e dei pensionati il 5 novembre a Roma, Milano e Palermo per chiedere l´estensione degli 80 euro e maggiore sostegno agli anziani.
Susanna Camusso nel comizio finale è invece tornata sui temi più sindacali: «Questa piazza è di chi ama il lavoro perché senza lavoro non si cambia ma si arretra. Questa piazza non è una passerella per vedere chi c´è e chi non c´è. È la piazza che rivendica risposte. Nessuno in buona fede può dire che togliere l´articolo 18, demansionare i lavoratori e mettere le telecamere in azienda fa crescere il lavoro».
Il passaggio successivo, dopo la manifestazione di ieri, se non si otterranno modifiche alla delega sul lavoro e sulla legge di Stabilità su cui domani è fissato un incontro, saranno gli scioperi articolati sul territorio e infine lo sciopero generale. Per ora sono fissate iniziative unitarie con Cisl e Uil sul pubblico impiego per sabato 8 novembre e dei pensionati il 5 novembre a Roma, Milano e Palermo per chiedere l´estensione degli 80 euro e maggiore sostegno agli anziani.
ONDA
ROSSA. Lo spettacolo di folla di ieri è stato, al di là delle cifre sulla
partecipazione, comunque imponente. Tre «fiumi rossi», dalla Stazione Termini,
da piazzale dei Partigiani, dall´Università La Sapienza, sono confluiti in una
piazza San Giovanni stracolma, con le bandiere della Cgil arrivate da tutta Italia.
In piazza anche gli orchestrali licenziati dall´Opera di Roma, ieri sul palco a
cantare un «all´alba vincerò» che ha già il sapore della rivincita. Lungo i
cortei, una marea di operai, studenti, pensionati, immigrati, disoccupati,
precari, famiglie con bambini che per tutta la mattina non ha smesso di
arrivare in piazza, complice anche una splendida giornata di sole. Un´atmosfera
di festa che ha contagiato anche Susanna Camusso che durante il corte ha
cantato insieme ai manifestanti una ironica parodia della sigla del cartone
animato Ufo Robot dedicata a Matteo Renzi: «SuperMatteo noi siamo qua».Un´affluenza cosi alta ha fatto saltare anche i tempi della partenza dei cortei, anticipata di mezz´ora e quando la testa del corteo è arrivata a San Giovanni, c´era ancora chi doveva partire da Termini. Stesso copione a piazzale dei Partigiani, a Ostiense. Dalla Sapienza partono invece i movimenti e gli studenti della Rete sociale di Roma che appendono uno striscione al Colosseo contro il governo. Ma ci sono studenti anche in testa al corteo principale e saranno loro a organizzare un «flash mob», una corsa contro il numero chiuso nelle facoltà. Ci sono anche i partiti della sinistra: Sel, Rifondazione, gli striscioni della lista Tsipras. La sfida è trovare una bandiera del Pd: ne appare in piazza una, sparuta, portata da una donna di Firenze. Quello che non manca, al contrario, sono proprio le critiche al presidente del Consiglio. Ma a prevalere, nei confronti del «nemico» Renzi, è l´ironia.
dal BRESCIAOGGI



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