Duro
scontro con la Fiom oggi al Comitato direttivo nazionale della Cgil,
dove era in discussione la modalità della consultazione sull’accordo del
10 gennaio. La Fiom, fatto praticamente inedito, ha abbandonato l’aula
al momento del voto. Motivo del dissenso l’impossibilità di poter
presentare le due posizioni sul testo nell’ambito delle assemblee nei
luoghi di lavoro.Dopo un dibattito lungo e acceso, il 'parlamentino' ha approvato il documento ed il dispositivo su cui si svolgera' il 'referendum', con il netto dissenso anche dalle aree di minoranza del sindacato, La Cgil che vogliamo e la Rete 28 aprile non hanno partecipato al voto. Su 139 presenti, comunque, si legge nella nota della confederazione di Corso Italia, l'ordine del giorno e' stato approvato con un solo voto contrario, nessun astenuto e 16 componenti che non hanno partecipato al voto.
Maurizio Landini ha parlato di proposta "inaccettabile”, ed ha
annunciato la convocazione del Comitato centrale della Fiom "per
assumere le decisioni conseguenti”. Landini aveva formulato al Direttivo
le richieste del Comitato centrale della Fiom: distribuzione del testo
dell'accordo ai lavoratori e lavoratrici, assemblee con relatori che
illustrino i diversi punti di vista, voto riservato ai lavoratori delle
aziende aderenti a Confindustria da tenere contemporaneamente in tutte
le regioni, al termine delle assemblee. Landini aveva infine chiesto
l'adozione di "regole straordinarie che garantiscano la trasparenza
della consultazione".
Nel mese di marzo, dunque, si svolgeranno le assemblee informative
dei lavoratori, che saranno organizzate dalle categorie sindacali
possibilmente unitarie con Cisl e Uil, al termine delle quali i
lavoratori iscritti alla Cgil potranno votare sul quesito. Ci sara' una
doppia urna perche' saranno chiamati ad esprimersi sia i lavoratori con
contratti Confindustria e Confservizi, direttamente coinvolti
dall'accordo; sia gli altri lavoratori che la Cgil prevede di
coinvolgere in futuro. Nel corso delle assemblee sara' un unico
rappresentante dei sindacati che hanno sottoscritto l'accordo a spiegare
l'intesa ed i risultati dovranno arrivare entro il 4 aprile prossimo. I
dissidenti in un documento consegnato al direttivo hanno duramente
criticato le modalita' di voto scelte dal sindacato puntando il dito sia
contro la vastita' della platea chiamata ad esprimersi sia contro la
decisione di non rappresentare le ragioni del no nelle assemblee
informative. Anche Giorgio Cremaschi
non ha partecipato al voto contestando la legittimita' dell'accordo
sulla rappresentanza sottoscritto dalla Cgil. A difendere a spada tratta
l'intesa il leader Cgil, Susanna Camusso. L'accordo e' il punto di
arrivo di un lungo percorso, avrebbe in sostanza ribadito in chiusura
del dibattito, Camusso.
Il quesito varato dal direttivo di questa sera chiama al voto non
solo sull'intesa operativa del 10 gennaio ma anche sull'accordo quadro
sottoscritto il 31 maggio del 2013: "Il Testo Unico del 10 gennaio 2014
sottoscritto tra Cgil Cisl Uil e Confindustria e con Confservizi del 10
febbraio 2014 e' nel giudizio del CD della Cgil positivo.Condividi
questo giudizio e l'intesa del 31 maggio 2013 e il regolamento definito
nel Testo Unico del 10 gennaio 2014?", si legge nella scheda che sara'
distribuita ai lavoratori.
Il dibattito fiume sul dispositivo referendario ha fatto infine
saltare l'analisi che il direttivo doveva compiere sulla situazione
politica ed il governo Renzi appena insediatosi. Un nuovo direttivo,
dunque, non escluso anche di domenica, potrebbe, a quanto si apprende,
essere riconvocato a breve.
http://www.controlacrisi.org
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