Proprio per il buon lavoro
svolto da questo gruppo di persone che ha guidato la categoria fino a oggi,
anche nelle differenze di ognuno di noi voglio iniziare con i
ringraziamenti.
Ringrazio il direttivo uscente per
la mia esperienza in segreteria, Ugo, le
due Sonie, Davide, (con il suo modo di dire: da questo punto di vista e per quanto riguarda) anche
Micheletti, ma poi anche Erasmo e Walter
perché tutti insieme hanno fatto una mole di lavoro non indifferente
in questi 4 anni.
Penso che la gestione di questa
categoria fatta in questi anni sia stata positiva, sia nel Bilancio economico
con un risanamento costante (perché autonomia finanziaria vuol dire autonomia
politica), sia per il vissuto della categoria sempre nel pluralismo, agibilità
e democrazia per tutti.
Parliamo di una categoria che ha
subito una dura crisi del manifatturiero di tutti i settori e una pesante
riorganizzazione dei servizi con molta cassa integrazione e mobilità da
gestire, e a questo si è risposto con un graduale potenziamento del’organico
per far fronte a questi problemi tenendo
conto del bilancio ma servendo al meglio i lavoratori.
So che dalla CGIL nazionale continuano
a chiedere e in particolarmente da questo congresso, riorganizzazioni e ridimensionamenti delle segreterie
e delle categorie nei territori.
Io su questo da anni continuo a
sostenere che in CGIL bisogna tagliare o
fortemente ridimensionare livelli intermedi come può essere quello regionale e ridimensionare
le segreterie nazionali per non togliere risorse ai territori e servizi ai
lavoratori come in tanti territori purtroppo avviene.
Il congresso…. è arrivato in un
brutto periodo di crisi, dove si è rilevato in tante assemblee non certo come
la priorità dei lavoratori.
Ma il congresso è importante
perché decide la politica della CGIL dei
prossimi 4 anni, ma che purtroppo inasprisce anche gli animi perché determina anche i posti nel quadro sindacale.
Nell’arretramento dell’azione
sindacale e la crisi interna della CGIL di questi anni è prevalsa sempre la
logica della maggioranza e minoranza che a volte congela, analisi ed elaborazioni
dei problemi dei lavoratori, portando anche a una burocratizzazione sindacale
Io penso che le politiche dei governi di questi anni non ci hanno portato fuori dalla crisi
economica ma hanno aggravato la crisi sociale. Se non si mettono in discussione
la cause che hanno prodotto la crisi, non c'e' via d'uscita, solo macelleria
sociale, perché hanno dato la possibilità ai padroni di percorrere tutte le
strade che portassero alla revisione dei diritti, basso salario, (con poca
opposizione sindacale anche a casa nostra).
Invece serve una
politica industriale mirata, investimenti pubblici e privati, ricerca e
innovazione. I soldi vanno cercati dove ci sono, colpendo i redditi piu' alti e
la rendita e non tagliando sulla scuola, la cultura e la sanita'. Servono
politiche finalizzate a cancellare diseguaglianze, discriminazioni ed
esclusione dal lavoro di intere generazioni di giovani".
Penso che la FIOM e in parte
anche la camera del lavoro di Brescia, ha fatto su questo un’azione sindacale vera,
mettendo in campo importanti e puntuali iniziative sindacali e legali che tra
l’altro l’hanno portata sa sola e
rientrare in FIAT.
Quante volte i nostri
lavoratori ci hanno ripetuto che la CGIL dovrebbe essere come la FIOM.
Quest’anno nel gruppo sindacale
della FILCTEM/CGIL della CF Gomma, dopo un
confronto e analisi, ci ha portato a favorire un’idea di un comune
terreno di discussione senza contrapposizioni per cercare di rinnovare e
rilanciare l’organizzazione, con importanti emendamenti (appunto come primo
firmatario Maurizio Landini) che sono stati votati numerosi nelle assemblee con
i lavoratori.
Emendamenti che hanno portato a
una discussione di merito, senza vendere false illusioni dei problemi dei
lavoratori.
Dalle PENSIONI, togliendo la
legge Fornero, tornando ai 40 anni di contributi, 60 anni senza penalizzazioni.
Dal reddito minimo, a un CNNL che tuteli veramente il lavoratore aggregando
l’industria, cancellare art.8, ripristinare l’art.18 e l’acqua pubblica.
Contestiamo che la maggioranza
del comitato direttivo nazionale sul testo unico sulla rappresentanza del 10
gennaio (in piena fase di assemblee congressuali e senza un mandato dei
lavoratori) abbia dato via a un sistema proprietario della rappresentanza
sindacale, l’arbitrato e le sanzioni alle organizzazioni sindacali e ai
delegati.
Oltretutto io penso, tutto
questo avvenuto durante le assemblee congressuali anche per indebolire gli
emendamenti al documento 1 e del suo primo firmatario LANDINI (che nelle
assemblee di fabbrica da subito sono andati bene… ) per questo ne chiediamo il
ritiro della firma.
Vogliamo
cambiare questa CGIL?
Cominciamo da noi, dal nostro
impegno nelle nostre fabbriche o posti di lavoro, dalla nostra coerenza tra
quello che diciamo e quello che facciamo o tentiamo di fare senza dare le nostre
responsabilità sindacali ad altri, cerchiamo
la fiducia dei nostri lavoratori che sono quelli che ci hanno delegato a venire
qua.
In CGIL con tutte le sue
contraddizioni, esiste ancora la possibilità di fare sindacato nelle nostre
aziende come lo vogliamo noi…o almeno di tentare di farlo… non sprechiamo
questo.
Permettetemi di ringraziare
tutti ( o quasi) i lavoratori della CF Gomma che ci sostengono sempre,
ringrazio i nostri tesserati che in un periodo di crisi come questo sono ancora
tanti, e che con il risultato di queste assemblee congressuali ci hanno ancora
una volta dimostrato fiducia nel nostro gruppo sindacale e di questo noi ne
renderemo conto a loro nelle nostre azioni.
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