I COSTI DELL A CRISI. L´Istat fotografa l´emergenza. I sindacati: «Urgente una svolta forte»
In cerca di un´attività due «under 25» su dieci Disoccupazione al 12,5%: mai così alta dal 1977 A ottobre inflazione giù, malgrado l´aumento Iva
La disoccupazione non conosce freni e anche a settembre
mette a segno nuovi record con il tasso dei senza lavoro che ha
raggiunto quota 12,5%, come mai era accaduto dal lontano 1977. E le
cifre si impennano quando si parla di giovani under 25, con il tasso che
schizza al 40,4%, un altro picco assoluto. Basti pensare che meno di
due ragazzi su dieci risultano occupati. Le stime dell´Istat per
settembre indicano un ulteriore peggioramento del quadro. L´esercito
delle persone alla ricerca di un posto si ingrossa, con 3 milioni 194
mila disoccupati, in aumento di 29 mila unità rispetto al mese
precedente. È come se a ogni giorno di settembre siano corrisposti quasi
mille disoccupati in più. Lo stesso calcolo vale per l´intero anno
(+391 mila).
Anche sul fronte occupazione l´Italia perde pezzi, con il relativo tasso che riprende a scendere, toccando i livelli più bassi da 13 anni. Praticamente risulta al lavoro appena poco più della metà degli italiani (55,4%) e a confronto con agosto sono andati in fumo 80 mila posti, che diventano quasi mezzo milione su base annua.
I giovani intanto vedono salire ancora il tasso di disoccupazione, raddoppiato in so li cinque anni. La spinta non arriva dai senza lavoro under 25, che anzi scendono a 654 mila, quanto dalla caduta dell´occupazione. I sindacati rilanciano l´allarme: la Cgil spiega che senza una terapia d´urto non si ferma l´emorragia di posti. Sulla stessa linea la Cisl, che con Bonanni sottolinea come il Paese sia «ancora in piena recessione». Per il segretario Uil, Angeletti, il deterioramento è causato invece dall´aumento del carico fiscale.
FRENA L´INFLAZIONE. A sorpresa invece i prezzi al consumo continuano a rallentare. A ottobre l´inflazione frena allo 0,7% il livello più basso degli ultimi quattro anni. Le stime diffuse dall´Istat confermano che il temuto aumento dell´Iva dal 21 al 22%, scattato al primo di ottobre, non si è scaricato sui consumatori e che i commercianti hanno in larga parte assorbito quel punto percentuale nel prezzo finale, tant´è che su base mensile, cioè rispetto a settembre, i prezzi sarebbero persino scesi dello 0,3%. Tuttavia le associazioni dei consumatori contestano le stime. Sottolineano Federconsumatori ed Adusbef: «Risulta del tutto inverosimile il crollo dell´inflazione ad ottobre. Le nostre rilevazioni sono diverse e parlano invece di aumenti pari a 207 euro a famiglia».
Sempre secondo l´Istat a ottobre è crollato anche il prezzo del cosiddetto «carrello della spesa», ovvero dei prodotti ad alta frequenza d´acquisto, dal cibo ai carburanti che si è attestato sugli stessi livelli dell´indice generale dell´inflazione, cioè +0,7%. Di solito questi beni, proprio perché più necessari, sono mediamente più alti. A determinare il rallentamento dei prezzi del «carrello» sono state essenzialmente la componente carburanti e dei beni alimentari freschi. La benzina, in particolare, è crollata del 5,5% su base annua e del 3% su base mensile.è la flessione più forte da 4 anni.
Anche sul fronte occupazione l´Italia perde pezzi, con il relativo tasso che riprende a scendere, toccando i livelli più bassi da 13 anni. Praticamente risulta al lavoro appena poco più della metà degli italiani (55,4%) e a confronto con agosto sono andati in fumo 80 mila posti, che diventano quasi mezzo milione su base annua.
I giovani intanto vedono salire ancora il tasso di disoccupazione, raddoppiato in so li cinque anni. La spinta non arriva dai senza lavoro under 25, che anzi scendono a 654 mila, quanto dalla caduta dell´occupazione. I sindacati rilanciano l´allarme: la Cgil spiega che senza una terapia d´urto non si ferma l´emorragia di posti. Sulla stessa linea la Cisl, che con Bonanni sottolinea come il Paese sia «ancora in piena recessione». Per il segretario Uil, Angeletti, il deterioramento è causato invece dall´aumento del carico fiscale.
FRENA L´INFLAZIONE. A sorpresa invece i prezzi al consumo continuano a rallentare. A ottobre l´inflazione frena allo 0,7% il livello più basso degli ultimi quattro anni. Le stime diffuse dall´Istat confermano che il temuto aumento dell´Iva dal 21 al 22%, scattato al primo di ottobre, non si è scaricato sui consumatori e che i commercianti hanno in larga parte assorbito quel punto percentuale nel prezzo finale, tant´è che su base mensile, cioè rispetto a settembre, i prezzi sarebbero persino scesi dello 0,3%. Tuttavia le associazioni dei consumatori contestano le stime. Sottolineano Federconsumatori ed Adusbef: «Risulta del tutto inverosimile il crollo dell´inflazione ad ottobre. Le nostre rilevazioni sono diverse e parlano invece di aumenti pari a 207 euro a famiglia».
Sempre secondo l´Istat a ottobre è crollato anche il prezzo del cosiddetto «carrello della spesa», ovvero dei prodotti ad alta frequenza d´acquisto, dal cibo ai carburanti che si è attestato sugli stessi livelli dell´indice generale dell´inflazione, cioè +0,7%. Di solito questi beni, proprio perché più necessari, sono mediamente più alti. A determinare il rallentamento dei prezzi del «carrello» sono state essenzialmente la componente carburanti e dei beni alimentari freschi. La benzina, in particolare, è crollata del 5,5% su base annua e del 3% su base mensile.è la flessione più forte da 4 anni.
dal BRESCIAOGGI

Nessun commento:
Posta un commento