L´ASSEMBLEA. In via Volturno il confronto sulla crisi con i delegati e gli addetti promosso dal sindacato di via Folonari «La politica e l´Italia intera si preoccupano di un signore condannato e dimenticano il resto»
Dodici milioni di ore di Cassa integrazione ordinaria autorizzate tra
gennaio e agosto, altrettanti di Straordinaria e 5 di Cassa in deroga
per un totale di 31 milioni (22 mln solo nell´industria). Novantacinque
contratti di solidarietà che coinvolgono 8 mila addetti; poco meno di
2.500 sono quelli finiti nelle liste di mobilità. Ed ancora, più di 46
mila rapporti di lavoro cessati a fronte di 41.070 avviamenti (con un
saldo decisamente negativo), di cui 30 mila nel terziario. Senza
dimenticare gli esuberi dichiarati da molte aziende, le imprese (con
migliaia di occupati) interessate da ammortizzatori sociali nei comparti
portanti del tessuto produttivo, oltre che in settori più «piccoli», ma
comunque importanti, come confermano i problemi che interessano pure le
cooperative sociali.
I numeri danno «sostanza» alla crisi che,
nonostante i timidi segnali di ripresa, continua a mordere Brescia anche
nel 2013. E spingono la Cgil a rilanciare l´allarme e «la battaglia per
il lavoro». Nel mirino il Governo («che sulle pensioni è immobile), il
Comune (per le scelte in tema di addizionale Irpef), ma anche la
politica e l´Italia intera: «Si preoccupano da mesi di un signore
condannato definitivamente e dimenticano il resto», come sottolineato da
Damiano Galletti, leader della Camera del lavoro, affiancato dal
segretario Silvia Spera. Con loro i delegati di ogni categoria del
sindacato di via Folonari, oltre ai lavoratori di aziende in difficoltà,
coinvolti nell´assemblea organizzata in via Volturno nei pressi
dell´Iveco: cioè nella «zona» al centro dell´ordinanza emessa dal
Tribunale accogliendo il ricorso della società - vieta di bloccare
l´accesso dei veicoli al sito - nell´ambito della vicenda che vede in
campo gli ex dipendenti della Mac, supportati nella mobilitazione dai
meccanici Cgil. Martedì prossimo è prevista, riguardo questa partita,
un´udienza in Tribunale. Lo stesso giorno è in calendario a Economia
(dalle 9.30) il convegno organizzato dalla Camera del lavoro con
l´università sul tema «Eco-innovazione, transizione economica, lavoro
buono e dignitoso». L´obiettivo sarà puntato sulla possibilità di creare
occupazione nei settori emergenti, di salvaguardia del territorio, di
recupero dell´edilizia, di risanamento idro-geologico, come anticipato
da Oriella Savoldi (segretario Cgil).
Protagonisti della giornata,
per la prima volta dopo 21 mesi in permesso sindacale, anche i delegati
in Iveco della Fiom (prossima al rientro effettivo nello stabilimento
dopo la sentenza della
Consulta). Un ampio momento di confronto segnato da interventi «drammatici» e dalla richiesta alla Cgil «di accendere la lotta», unendo tutte le categorie fino a riproporre un ulteriore sciopero generale. Con la certezza di dover insistere, anche fra le difficoltà e gli scontri con le altre sigle, per strappare qualche minimo risultato nelle vertenze più gravi. L´imperativo, più volte rilanciato, è di «non mollare mai e fare attenzione». Renzo Bortolini, segretario della Fillea, non nasconde la preoccupazione nonostante i primi timidi spiragli nell´edilizia: soprattutto «se si riparte per rifare gli stessi errori». In conclusione Damiano Galletti chiama alla difesa della Costituzione «che ha permesso il ritorno ai diritti in Fiat e dà dignità al lavoro». Silvia Spera sollecita i delegati e gli addetti a un percorso collettivo «perché il disastro e la resistenza coinvolgono tutti».
LA CONGIUNTURALE AIB. La produzione accelera a luglio dopo la lieve contrazione evidenziata il mese precedente
Industria ok, ma restano nubi
Bene tutti i settori, tranne l´abbigliamento. Prospettive a breve moderatamente negative
L´industria manifatturiera bresciana ritrova il ritmo a luglio e va in accelerazione. Ma non mancano le «nubi» come testimoniano, tra l´altro, le prospettive a breve moderatamente negative connesse all´entità e alla durata dell´attuale fase di stabilizzazione.
NEL MESE analizzato,
come emerge dall´indagine del Centro studi dell´Aib, la produzione è in
aumento per 40 operatori su cento, con un saldo positivo del 19% tra
imprese che dichiarato variazioni in crescita e in diminuzione. Il
livello dell´attività - spiega una nota - è tuttavia giudicato ancora
inferiore rispetto al potenziale dal 30% del campione. La dinamica
congiunturale del «made in Bs» risulta coerente con la rinnovata
vitalità registrata nel Paese, come certificato dall´indice Pmi italiano: nel periodo considerato è in area espansione per la prima volta da oltre due anni e al massimo da maggio 2011. In progresso tutti i settori, con l´esclusione dell´abbigliamento. Bene tutte le classi dimensionali, fatta eccezione per le micro aziende, che mostrano una riduzione dei volumi. Le vendite sul mercato interno sono in crescita, con un saldo «ok» del 14% tra ditte che evidenziano variazioni positive o negative; quelle nei Paesi comunitari ed extra Ue fanno emergere un incremento, rispettivamente, del 5% e 15%.
dal BresciaOggi
I DATI ALLARMANTI DELLA FIOM IN PRESIDIO DAVANTI ALLA MAC
Morìa costante di posti di lavoro per Brescia il 2013 è l' annus horribilis
Ben 31milioni di ore di cassa integrazione in tutti i settori
Il presidio della Fiom davanti alla Mac (Foto Del Barba)
Altro che uscita dalla crisi. L'industria bresciana (ma anche
altri comparti, a partire dall'edile per arrivare al commercio) versa in
uno stato di coma e non accenna risvegli. Questo denuncia la Fiom di
Brescia con un presidio il 20 settembre davanti alla Mac, simbolo del
fallimento della Brescia industriale. I numeri snocciolati sono da
brividi: Nel solo 2013 sono state autorizzate 31milioni di ore di cassa
integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). I lavoratori nelle
liste di mobilità sono cresciuti del 357% (attualmente sono 2116) e sono
stati sottoscritti 95 contratti di solidarietà che coinvolgono 8mila
lavoratori. In sintesi: l'occupazione è in calo dell'1,7% rispetto al 2012.
SETTORE COMMERCIO - Dichiarazioni
di esuberi si sono registrati in tutti i principali centri commerciali:
Continente di Rezzato, Lombardini, Auchan di Mazzano, Italgross,
Italgel, Mercatone. Nel commercio anche a Carnevali, Centro Gamma, Ing
Leasing, Cerved Group, Brescia musei. Falcidiato anche il settore mense e
vigilanza con esuberi alla Nicma mensa Iveco, Sarcda catering, Compass
Group, Fidelitas, G4,.
SETTORE TESSILE ABBIGLIAMENTO - Dodici le aziende che nel 2013 sono fallite o sono falcidiate dalla crisi: Lones, Zucchi, Gruppo Manerbiesi, Padana Everest, Preconfezioni, Vmc, Azimut.
SETTORE CHIMICO-PLASTICA - Ci sono 1200 interessati agli ammortizzatori: Invatec, Cf Gomma, Caffaro, Ideal Standard, Sirap, Gema.
SETTORE METALMECCANICO - Mac Iveco, Agfa Manerbio, Alnor Leno, Brandt Verolanuova e altre che interessano mille lavoratori.
SETTORE TELECOMUNICAZIONI - Tutte le aziende stanno utilizzando ammortizzatori: Tiber, Bona, Apollonio, Gruppo Mondadori, Cartiera di Toscolano, Grafica Sette. Anche le Tv locali hanno diversi giornalisti in cassa integrazione in deroga (Teletutto, Rtb e Brescia Sette).
SETTORE EDILIZIA - Un lungo elenco di cessioni e fallimenti: Piceni serramenti di Chiari, Fornaci e Laterizi, Danesi di Capriano del Colle, Monier spa di Lonato, Sedilexport srl di Fiesse, Cima arredobagno di Pavone Mella, Cantieri di Sarnico di Capriolo, Safca cucine di Seniga, Centro Pose di Montichiari, Morelli costruzioni di Gambara, Fer Edil di Trenzano, Sipal di Manerbio, Tecnoscavi Calvisano, Paterlini e Tonolini. Nel complesso sono coinvolti 500 lavoratori.
Ci sono poi esuberi nel settore autotrasporti, nelle cooperative di facchinaggio, nel settore servizi sociali (oltre mille cassintegrati), nel settore bancario e nel settore energetico (prepensionamenti in Enel e A2A)
SETTORE TESSILE ABBIGLIAMENTO - Dodici le aziende che nel 2013 sono fallite o sono falcidiate dalla crisi: Lones, Zucchi, Gruppo Manerbiesi, Padana Everest, Preconfezioni, Vmc, Azimut.
SETTORE CHIMICO-PLASTICA - Ci sono 1200 interessati agli ammortizzatori: Invatec, Cf Gomma, Caffaro, Ideal Standard, Sirap, Gema.
SETTORE METALMECCANICO - Mac Iveco, Agfa Manerbio, Alnor Leno, Brandt Verolanuova e altre che interessano mille lavoratori.
SETTORE TELECOMUNICAZIONI - Tutte le aziende stanno utilizzando ammortizzatori: Tiber, Bona, Apollonio, Gruppo Mondadori, Cartiera di Toscolano, Grafica Sette. Anche le Tv locali hanno diversi giornalisti in cassa integrazione in deroga (Teletutto, Rtb e Brescia Sette).
SETTORE EDILIZIA - Un lungo elenco di cessioni e fallimenti: Piceni serramenti di Chiari, Fornaci e Laterizi, Danesi di Capriano del Colle, Monier spa di Lonato, Sedilexport srl di Fiesse, Cima arredobagno di Pavone Mella, Cantieri di Sarnico di Capriolo, Safca cucine di Seniga, Centro Pose di Montichiari, Morelli costruzioni di Gambara, Fer Edil di Trenzano, Sipal di Manerbio, Tecnoscavi Calvisano, Paterlini e Tonolini. Nel complesso sono coinvolti 500 lavoratori.
Ci sono poi esuberi nel settore autotrasporti, nelle cooperative di facchinaggio, nel settore servizi sociali (oltre mille cassintegrati), nel settore bancario e nel settore energetico (prepensionamenti in Enel e A2A)
http://brescia.corriere.it.

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