venerdì 20 settembre 2013

La Cgil rilancia la battaglia «per il lavoro»

L´ASSEMBLEA. In via Volturno il confronto sulla crisi con i delegati e gli addetti promosso dal sindacato di via Folonari «La politica e l´Italia intera si preoccupano di un signore condannato e dimenticano il resto»

Dodici milioni di ore di Cassa integrazione ordinaria autorizzate tra gennaio e agosto, altrettanti di Straordinaria e 5 di Cassa in deroga per un totale di 31 milioni (22 mln solo nell´industria). Novantacinque contratti di solidarietà che coinvolgono 8 mila addetti; poco meno di 2.500 sono quelli finiti nelle liste di mobilità. Ed ancora, più di 46 mila rapporti di lavoro cessati a fronte di 41.070 avviamenti (con un saldo decisamente negativo), di cui 30 mila nel terziario. Senza dimenticare gli esuberi dichiarati da molte aziende, le imprese (con migliaia di occupati) interessate da ammortizzatori sociali nei comparti portanti del tessuto produttivo, oltre che in settori più «piccoli», ma comunque importanti, come confermano i problemi che interessano pure le cooperative sociali.
I numeri danno «sostanza» alla crisi che, nonostante i timidi segnali di ripresa, continua a mordere Brescia anche nel 2013. E spingono la Cgil a rilanciare l´allarme e «la battaglia per il lavoro». Nel mirino il Governo («che sulle pensioni è immobile), il Comune (per le scelte in tema di addizionale Irpef), ma anche la politica e l´Italia intera: «Si preoccupano da mesi di un signore condannato definitivamente e dimenticano il resto», come sottolineato da Damiano Galletti, leader della Camera del lavoro, affiancato dal segretario Silvia Spera. Con loro i delegati di ogni categoria del

sindacato di via Folonari, oltre ai lavoratori di aziende in difficoltà, coinvolti nell´assemblea organizzata in via Volturno nei pressi dell´Iveco: cioè nella «zona» al centro dell´ordinanza emessa dal Tribunale accogliendo il ricorso della società - vieta di bloccare l´accesso dei veicoli al sito - nell´ambito della vicenda che vede in campo gli ex dipendenti della Mac, supportati nella mobilitazione dai meccanici Cgil. Martedì prossimo è prevista, riguardo questa partita, un´udienza in Tribunale. Lo stesso giorno è in calendario a Economia (dalle 9.30) il convegno organizzato dalla Camera del lavoro con l´università sul tema «Eco-innovazione, transizione economica, lavoro buono e dignitoso». L´obiettivo sarà puntato sulla possibilità di creare occupazione nei settori emergenti, di salvaguardia del territorio, di recupero dell´edilizia, di risanamento idro-geologico, come anticipato da Oriella Savoldi (segretario Cgil).
Protagonisti della giornata, per la prima volta dopo 21 mesi in permesso sindacale, anche i delegati in Iveco della Fiom (prossima al rientro effettivo nello stabilimento dopo la sentenza della

Consulta). Un ampio momento di confronto segnato da interventi «drammatici» e dalla richiesta alla Cgil «di accendere la lotta», unendo tutte le categorie fino a riproporre un ulteriore sciopero generale. Con la certezza di dover insistere, anche fra le difficoltà e gli scontri con le altre sigle, per strappare qualche minimo risultato nelle vertenze più gravi. L´imperativo, più volte rilanciato, è di «non mollare mai e fare attenzione». Renzo Bortolini, segretario della Fillea, non nasconde la preoccupazione nonostante i primi timidi spiragli nell´edilizia: soprattutto «se si riparte per rifare gli stessi errori». In conclusione Damiano Galletti chiama alla difesa della Costituzione «che ha permesso il ritorno ai diritti in Fiat e dà dignità al lavoro». Silvia Spera sollecita i delegati e gli addetti a un percorso collettivo «perché il disastro e la resistenza coinvolgono tutti».

LA CONGIUNTURALE AIB. La produzione accelera a luglio dopo la lieve contrazione evidenziata il mese precedente

Industria ok, ma restano nubi

Bene tutti i settori, tranne l´abbigliamento. Prospettive a breve moderatamente negative

L´industria manifatturiera bresciana ritrova il ritmo a luglio e va in accelerazione. Ma non mancano le «nubi» come testimoniano, tra l´altro, le prospettive a breve moderatamente negative connesse all´entità e alla durata dell´attuale fase di stabilizzazione.

NEL MESE analizzato, come emerge dall´indagine del Centro studi dell´Aib, la produzione è in aumento per 40 operatori su cento, con un saldo positivo del 19% tra imprese che dichiarato variazioni in crescita e in diminuzione. Il livello dell´attività - spiega una nota - è tuttavia giudicato ancora inferiore rispetto al potenziale dal 30% del campione. La dinamica congiunturale del «made in Bs» risulta coerente con la rinnovata

vitalità registrata nel Paese, come certificato dall´indice Pmi italiano: nel periodo considerato è in area espansione per la prima volta da oltre due anni e al massimo da maggio 2011. In progresso tutti i settori, con l´esclusione dell´abbigliamento. Bene tutte le classi dimensionali, fatta eccezione per le micro aziende, che mostrano una riduzione dei volumi. Le vendite sul mercato interno sono in crescita, con un saldo «ok» del 14% tra ditte che evidenziano variazioni positive o negative; quelle nei Paesi comunitari ed extra Ue fanno emergere un incremento, rispettivamente, del 5% e 15%.

 dal BresciaOggi

I DATI ALLARMANTI DELLA FIOM IN PRESIDIO DAVANTI ALLA MAC

Morìa costante di posti di lavoro per Brescia il 2013 è l' annus horribilis

Ben 31milioni di ore di cassa integrazione in tutti i settori

Il presidio della Fiom davanti alla Mac (Foto Del Barba) Il presidio della Fiom davanti alla Mac (Foto Del Barba)
Altro che uscita dalla crisi. L'industria bresciana (ma anche altri comparti, a partire dall'edile per arrivare al commercio) versa in uno stato di coma e non accenna risvegli. Questo denuncia la Fiom di Brescia con un presidio il 20 settembre davanti alla Mac, simbolo del fallimento della Brescia industriale. I numeri snocciolati sono da brividi: Nel solo 2013 sono state autorizzate 31milioni di ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). I lavoratori nelle liste di mobilità sono cresciuti del 357% (attualmente sono 2116) e sono stati sottoscritti 95 contratti di solidarietà che coinvolgono 8mila lavoratori. In sintesi: l'occupazione è in calo dell'1,7% rispetto al 2012.
SETTORE COMMERCIO - Dichiarazioni di esuberi si sono registrati in tutti i principali centri commerciali: Continente di Rezzato, Lombardini, Auchan di Mazzano, Italgross, Italgel, Mercatone. Nel commercio anche a Carnevali, Centro Gamma, Ing Leasing, Cerved Group, Brescia musei. Falcidiato anche il settore mense e vigilanza con esuberi alla Nicma mensa Iveco, Sarcda catering, Compass Group, Fidelitas, G4,.
SETTORE TESSILE ABBIGLIAMENTO - Dodici le aziende che nel 2013 sono fallite o sono falcidiate dalla crisi: Lones, Zucchi, Gruppo Manerbiesi, Padana Everest, Preconfezioni, Vmc, Azimut.
SETTORE CHIMICO-PLASTICA - Ci sono 1200 interessati agli ammortizzatori: Invatec, Cf Gomma, Caffaro, Ideal Standard, Sirap, Gema.
SETTORE METALMECCANICO - Mac Iveco, Agfa Manerbio, Alnor Leno, Brandt Verolanuova e altre che interessano mille lavoratori.
SETTORE TELECOMUNICAZIONI - Tutte le aziende stanno utilizzando ammortizzatori: Tiber, Bona, Apollonio, Gruppo Mondadori, Cartiera di Toscolano, Grafica Sette. Anche le Tv locali hanno diversi giornalisti in cassa integrazione in deroga (Teletutto, Rtb e Brescia Sette).
SETTORE EDILIZIA - Un lungo elenco di cessioni e fallimenti: Piceni serramenti di Chiari, Fornaci e Laterizi, Danesi di Capriano del Colle, Monier spa di Lonato, Sedilexport srl di Fiesse, Cima arredobagno di Pavone Mella, Cantieri di Sarnico di Capriolo, Safca cucine di Seniga, Centro Pose di Montichiari, Morelli costruzioni di Gambara, Fer Edil di Trenzano, Sipal di Manerbio, Tecnoscavi Calvisano, Paterlini e Tonolini. Nel complesso sono coinvolti 500 lavoratori.
Ci sono poi esuberi nel settore autotrasporti, nelle cooperative di facchinaggio, nel settore servizi sociali (oltre mille cassintegrati), nel settore bancario e nel settore energetico (prepensionamenti in Enel e A2A)

http://brescia.corriere.it.

 

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