sabato 9 marzo 2013

Salari, dal 2007 persi 600 euro all'anno

L'INDAGINE DELL'IRES


2013-03-08 - Tra il 2007 e il 2013 i salari italiani sono progressivamente diminuiti, colpiti dagli effetti combinati dell'inflazione e del fisco. In questi anni i governi in carica hanno smesso di occuparsi di frenare il prelievo fiscale, così si sono determinati effetti gravi: l'aumento contributivo annuo è stato di 500 euro per il single, 600 euro per il contribuente coniugato. E' quanto emerge dal rapporto "La dinamica salariale tra inflazione, federalismo e fiscal drag", a cura del Cer (Centro Europa ricerche) e dell'Ires Cgil, presentato ieri (7 marzo) a Roma.

L'indagine si è concentrata sull'evoluzione dei salari nel periodo 2001-2013. In questo periodo c'è "un profilo temporale nettamente differenziato: in una prima fase (tra il 2001 e il 2007) la crescita ha sfiorato i cinque punti, mentre nella seconda (fra il 2007 e il 2013) risulterà negativa per oltre due". Lo ha illustrato Salvatore Tutino, del Centro Europa ricerche, spiegando che alla fine del 2013 i salari registreranno un aumento del 2,2% in termini reali rispetto all'inizio del millennio. Aumento - però - che non c'è nella realtà perché, se si considerano anche gli effetti del fisco, i salari mostrano una flessione di oltre l'1% nell'arco dei dodici anni.

Secondo il rapporto, inoltre, l'intreccio tra mancate correzioni e inasprimenti delle addizionali regionali e comunali ha triplicato gli aggravi sui contribuenti single, azzerando totalmente gli sgravi per i lavoratori sposati. In poco più di un decennio - dunque - la quota delle addizionali regionali e comunali, sul totale dell'imposta complessiva sui salari, è quasi triplicata: dal 4,2% all'11,2% per i single, dal 5,8% al 17,1% per i coniugati.

dalla CAMERA del LAVORO di BRESCIA

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