Comunicato segreteria nazionale PRC del 27 febbraio 2013
La
segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, riunita per valutare i
risultati delle elezioni politiche, desidera innanzitutto ringraziare le
compagne e i compagni per la generosità del loro impegno personale, sia
sul piano politico che organizzativo. Le compagne e i compagni di
Rifondazione sono stati infatti la spina dorsale della campagna
elettorale di Rivoluzione Civile sui territori.
Il risultato di
Rivoluzione Civile è stato negativo. Non siamo riusciti in campagna
elettorale a far emergere il profilo antiliberista, di sinistra e
popolare della lista, che è rimasta schiacciata tra le spinte al voto
utile e quelle al voto di protesta. Al di là di ogni altra
considerazione, l'insuccesso della lista ha quindi una precisa ragione
politica nell'incapacità di interpretare ed intercettare il forte
disagio sociale e il largo dissenso verso le politiche di austerità.
Le elezioni ci consegnano un quadro terremotato, un quadro di crisi
organica del sistema in cui la crisi sociale

si salda con una crisi
istituzionale e con la completa delegittimazione del sistema politico.
Un quadro di crisi organica in cui il paese non si riconosce nelle
politiche neoliberiste e nel sistema politico ma non ha maturato e non
ha a disposizione alcuna alternativa. Non a caso escono penalizzate le
forze che più si sono identificate con le politiche di austerità e con
la governabilità, a partire da Monti per arrivare fino al PD.
Parallelamente Berlusconi è stato premiato per il suo smarcarsi dalle
politiche del governo Monti e Grillo risulta il vero vincitore delle
elezioni perché è stato individuato come il veicolo più efficace contro
il sistema politico in quanto tale e le politiche economiche che lo
hanno caratterizzato. Il risultato del voto non è quindi una rivoluzione
ma l'approfondirsi della crisi del sistema, crisi plasticamente
rappresentata dall'impossibilità di determinare in parlamento una
maggioranza di governo.
L'ingovernabilità e la crisi verticale
del sistema politico è anche il risultato perverso della forzatura
antidemocratica attuata da Napolitano - sotto dettatura dei poteri forti
- nel novembre 2011. Il rischio è che adesso le classi dirigenti
facciano una ulteriore forzatura per proseguire le politiche di rigore e
austerità: che di fronte all'assenza del consenso popolare, puntino ad
uno scardinamento costituzionale in senso presidenzialista per
determinare in forma autoritaria quella governabilità che non sono stati
in grado di costruire attraverso il consenso attivo.
Noi ci
opponiamo radicalmente a questa prospettiva e proponiamo l'abbandono
delle politiche neoliberiste e la ricostruzione democratica partecipata
di un rinnovato sistema politico basato su un sistema elettorale
proporzionale. Crisi sociale e crisi istituzionale hanno cioè una
soluzione solo nella direzione di maggiore giustizia sociale e maggiore
democrazia.
A tal fine è necessario rilanciare con forza la
costruzione di un polo politico della sinistra antiliberista e
proponiamo che Rivoluzione Civile dia vita ad un vero e proprio processo
costituente, democratico e partecipato. Parallelamente è necessario
rafforzare e qualificare l'azione di Rifondazione Comunista che di
questo processo di unità della sinistra antiliberista deve essere motore
e protagonista.
Per aprire la discussione sui risultati
elettorali e sulla ridefinizione del nostro progetto strategico - che
dovrà trovare nei tempi e nei modi opportuni una sistematizzazione
congressuale - è convocata per venerdì 1° marzo la Direzione Nazionale e
per il 9/10 marzo il CPN, a cui la segreteria nazionale rimetterà il
suo mandato.
Paolo Ferrero
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