“Abbiamo recepito le loro preoccupazioni per la
situazione di saturazione di impianti ad alto impatto ambientale nella bassa Franciacorta”, ha detto l’assessore Belotti, al termine dell’incontro, “e presteremo la massima attenzione, tenendo presente che, come abbiamo spiegato, siamo vincolati da norme precise che non ci consentono di fare scelte puramente politiche senza un supporto tecnico”.
“Esamineremo attentamente le osservazioni presentate in sede di valutazione di impatto ambientale”, ha aggiunto Daniele Belotti e ribadiamo ancora una volta la volontà di superare il concetto di discarica, puntando a impianti che recuperano i materiali”.
“Pur prendendo atto delle valutazioni politiche dei comuni della zona e del consiglio della giunta provinciale, dunque”, ha concluso l’assessore regionale al Territorio, “ci tengo a ribadire che, in sede amministrativa e in tema di procedimenti autorizzativi come la Via e l’Aia, noi dobbiamo limitarci a fare valutazioni tecniche”.
Risposte che non hanno soddisfatto per nulla gli amministratori bresciani (i sindaci Giuseppe Orizio di Castegnato, Dante Daniele Buizza di Travagliato, Giuseppe Foresti di Cazzago S. Martino, Daniela Gerardini di Passirano, Dario Ciapetti di Berlingo e il vice di Rovato Angelo Bergomi), rientrati nelle loro terre con la sensazione, già provata nel corso dell’ultima audizione in Regione con il pesante silenzio da parte dei tecnici del Broletto, che a prevalere sia “l’aspetto tecnico su quello politico” della vicenda portata in esame.
da Ospitaletto.org
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