venerdì 24 febbraio 2012

Cnh New Holland Fiat, contestati dirigenti Cisl e Uil

Dipendenti infuriati contro i segretari nazionali Fim e Uilm che spiegano il contratto collettivo in presenza di dirigenti aziedali

MODENA. Dipendenti Cnh New Holland infuriati contro i segretari nazionali Fim e Uilm che spiegano il contratto collettivo in presenza di dirigenti aziedali. Contestazioni “pesanti”, da parte dei lavoratori dello stabilimento modenese di Cnh - società del gruppo Fiat - nei confronti di dirigenti nazionali di Fim-Cisl e Uilm-Uil che, nelle assemblee, di ieri hanno presentato il nuovo contratto collettivo di lavoro del Lingotto, firmato il 13 dicembre scorso da tutte le sigle sindacali, ma non dalla Fiom-Cgil, in presenza di alcuni dirigenti aziendali, fatto che ha irritato molti dipendenti. A dare notizia delle contestazioni è una nota della stessa Fiom. "Nella partecipata assemblea di ieri mattina nello stabilimento di via Pico della Mirandola, si legge in una nota - il segretario nazionale Fim-Cisl, Bruno Vitali, dopo la lunga relazione, è stato fortemente contestato dai lavoratori. Innanzitutto sono state fatte critiche di metodo per il mancato coinvolgimento dei lavoratori sull'evoluzione della trattativa e sull'accordo raggiunto». Al termine degli interventi dei lavoratori, viene sottolineato ancora, «al momento della replica dei dirigenti nazionali, i lavoratori in massa hanno abbandonato la sala. Qualcuno ha anche urlato “buffoni!”. Stessa situazione anche nell'assemblea pomeridiana dove era presente un numero minore di lavoratori e il relatore nazionale era Eros Panicali della Uilm-Uil. Simile tenore anche nell'assemblea di notte. "Nell'assemblea mattutina allo stabilimento Cnh San Matteo, anche se con toni diversi - si legge ancora - i lavoratori ,dopo la lunga relazione di Panicali hanno criticato nel poco tempo rimasto diversi aspetti del contratto" ed è stato anche posto l'accento sulla discriminazione delle donne lavoratrici in merito al premio straordinario di 600 euro legato alle 870 ore di effettiva prestazione nei primi 6 mesi, poiché le assenze per maternità non sono computate per maturare il diritto a tale premio. A tale scopo le donne della Fiom/Cgil occupate in tutto il Gruppo Fiat hanno consegnato alcune centinaia di firme al ministro Fornero per evidenziare questa discriminazione». A giudizio della Fiom-Cgil, «il dibattito a San Matteo avrebbe potuto essere più libero, se non fosse stata per la presenza, raramente verificatasi in passato, in assemblea di responsabili dell'azienda che una parte dei partecipanti ha vissuto come una forma di controllo>>.

dalla gazzetta di Mantova

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