domenica 11 gennaio 2009

In 1.500 a brescia per dire «no» al massacro di Gaza

dal BresciaOggi del 11 gennaio 09:
LA MANIFESTAZIONE di Sabato 10 Genaio, con Slogan, bandiere, cartelli con le immagini di case distrutte al corteo promosso da Diritti per tutti, Magazzino 47, Cobas, Studenti in lotta.In 1.500 per dire «no» al massacro di GazaHarran: «Onu e governi non fanno nulla. Serve una mobilitazione popolare» Panighetti: «La religione? Conta in Palestina, ma molto anche in Israele»In corso Zanardelli i manifestanti alzano le mani e con le dita fanno il segno «V», come «vicinanza»
In piazza Rovetta il presidio dell’associazione amicizia Italia - Palestina, che oggi si ripeterà.
Slogan, bandiere palestinesi, cartelli con le immagini di case distrutte: per il secondo sabato consecutivo il dramma della striscia di Gaza è arrivato anche a Brescia, dove ieri circa 1.500 persone hanno partecipato al corteo per le vie del centro cittadino promosso dall’Associazione Diritti per tutti, Magazzino 47, Cobas, collettivo Studenti in lotta e altre associazioni. AD APRIRE IL CORTEO partito da piazza Loggia, lo striscione «Stop al massacro di Gaza. Boicotta Israele, Palestina libera» e almeno una decina di enormi bandiere palestinesi. Molti gli immigrati, perlopiù dell’area del Magreb ma anche pakistani e senegalesi, che hanno partecipato alla manifestazione, così come tanti ieri erano anche gli studenti e gli italiani che hanno deciso di scendere in piazza in solidarietà con il popolo palestinese. Mustapha Harran, esponente dell’associazione Diritti per tutti, spiega: «La guerra continua, manifestazioni ci sono ovunque nel mondo, ci sembra giusto ribadire anche a Brescia che il popolo palestinese non è solo». Deluso per il fatto che «Onu e governi non stanno facendo nulla», si dice convinto che «l’unico cambiamento possibile può arrivare dalla mobilitazione popolare». E, a proposito di Hamas, osserva: «Io sto dalla parte delle persone, degli esseri umani che in questo momento stanno subendo i bombardamenti - afferma -. Non sono per Hamas, ma dico anche che quando c’è un’occupazione militare, c’è anche il diritto di resistenza». Un tema, quello del diritto di resistenza, che viene richiamato anche in alcuni striscioni presenti nel corteo, come ad esempio quello dei Cobas. La maggior parte degli slogan sono però all’insegna del «Basta guerra» e del gettonatissimo «Bush, Barak assassini», ma non mancano talvolta gli «Allah Akbar» e anche un «Israele peggio dei nazisti». In mezzo al corteo anche un ragazzo con bastone da scopa e scarpa attaccata, omaggio al giornalista di Bagdad che con le sue, qualche settimana fa, volle «omaggiare» George W. Bush. Poco distante un folto gruppetto di manifestanti magrebini che «mima», in modo un pò macabro, il funerale di un giovane palestinese. Irene Panighetti, giovane ricercatrice di 33 anni, è appena tornata da Israele e dalla Cisgiordania, dove ha trascorso sei mesi e ha realizzato (in vista di una prossima pubblicazione) oltre un centinaio di interviste tra cittadini israeliani e palestinesi sulla conoscenza e l’immaginario reciproco dei due popoli. È in contato tramite posta elettronica con tanti amici di Ramallah e ha l’impressione che neanche la guerra di questi giorni abbia riavvicinato le diverse anime palestinesi. Rileva che tra gli israeliani c’è scarsa conoscenza delle condizioni dei palestinesi, ma osserva anche che tante donne palestinesi sono convinte che le donne israeliane abbiano un grado di libertà di gran lunga superiore. E la religione? «Quella conta - afferma -: molto nei villaggi palestinesi, ma molto di più di quanto si creda anche in Israele». DOPO AVER PERCORSO alcune vie del Carmine il corteo tocca corso Garibaldi, via Pace, corso Martiri e giunge anche in corso Zanardelli. È qui che molti manifestanti si fermano per qualche minuto, inginocchiandosi e alzando le mani con le dita a «V». Non un segno di vittoria ma, spiega un manifestante, «di vicinanza con le persone che stanno subendo la guerra». Poi il corteo prosegue, e dopo il passaggio in via Mazzini e piazza Duomo, la conclusione di nuovo in piazza Loggia. A pochi passi, in piazza Rovetta, il presidio dell’associazione Italia-Palestina, al quale hanno aderito la Camera del Lavoro, Prc e Sd e che si ripeterà anche oggi dalle 16 alle 18. In tutto poco più di un centinaio di persone. «È un modo - spiega il presidente dell’associazione e medico alla clinica Sant’Anna Najati Alrabi - per testimoniare la nostra solidarietà al popolo palestinese».
Eravamo presenti a questo importante appuntamento, come Circolo di Rifondazione Comunista di Ospitaletto. Abbiamo partecipato alla manifestazione, poi purtroppo per impegni precedenti non abbiamo potuto essere presenti al presidio di piazza Roveta, con i nostri compagni .

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