domenica 11 gennaio 2009

COMMISSIONE LAVORO PRC FEDERAZIONE DI BRESCIA

Alla Segreteria Provinciale PRC di Brescia
Alla Segreteria Nazionale PRC
Esprimiamo il nostro profondo rammarico nel comunicare alla Segreteria Provinciale Bresciana e alla Segreteria Nazionale del nostro Partito, la nostra decisione di rinunciare ad esercitare il nostro ruolo politico all’interno della Commissione lavoro del PRC provinciale di Brescia.
Le ragioni sono molteplici, di merito e di metodo, dettate dalla consapevolezza che non ci riconosciamo nella battaglia di Don Chisciotte contro i mulini a vento, soprattutto se la battaglia è tutta interna al partito stesso.

L’ultima vicenda, consumatasi il 19 dicembre 2008, dove, nonostante l’impegno profuso da una parte di compagni e compagne (quelli/quelle che scrivono) per organizzare l’assemblea pubblica con all’ordine del giorno “la crisi internazionale”, è stata premeditatamente affossata.
Ma nel dettaglio, vediamo i fatti:
La presenza dell’ex onorevole Zipponi è venuta a mancare una settimana prima dell’iniziativa stessa a fronte del nostro invito a partecipare (come relatore) fatto al Compagno Dino Greco, concordato prima con il componente la segreteria provinciale Yuri Bassani, responsabile della Commissione stessa.
Sono evaporate misteriosamente le pagine dei giornali acquistate prima per pubblicizzare l’iniziativa.
Gli impegni del componente la segreteria provinciale, addetto al sito, non gli hanno permesso di pubblicizzare la notizia attraverso mail ai Compagni e alle Compagne iscritte, ai componenti il comitato politico e ai circoli stessi della provincia.
Tralasciamo il dettaglio delle telefonate che alcuni di noi hanno ricevuto con l’intento di dissuaderci dall’invitare il Compagno Greco, ritenuto imbarazzante e a persuaderci nel trovare una sua sostituzione, già indicandoci i nomi che erano graditi all’ex onorevole Zipponi.
La serata anche se poco partecipata, è riuscita per lo spessore e la qualità degli interventi e dei contribuiti, nonostante ci sia stato un lavoro strisciante per etichettarla alla sola prima mozione, e quindi di parte.
I Compagni e le Compagne che scrivono, iscritti a Rifondazione da tempo, anche se non attempati d’età, iscritti non per ricoprire incarichi ma per esercitare un ruolo politico nel merito delle discussioni, ritengono che l'organizzazione di un'iniziativa di tale portata, da parte della federazione di brescia, non possa essere legata a relatori che abbiano il pedigree e cioè “se l’iscrizione al Prc si è espressa votando una mozione piuttosto che l’altra”.
Noi siamo Compagni, nel merito della discussione, convinti sempre che la differenza di opinione sia una ricchezza e non un elemento di disturbo, convinti sempre che il confronto, anche se aspro, sia crescita, sviluppo, "officina d’idee".
Pur spiacenti non troviamo le condizioni per continuare a lavorare all’interno della commissione lavoro, in una federazione, quella di Brescia, che imbriglia le discussioni e ci fa perdere solo tempo, perché il merito, se viene, viene dopo il fedelismo e le etichette.
Le compagne e compagni firmatari:
Tosoni Sonia
Cazzago Alessandra
Baratto Leonardo
Danesi Giovanni

1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Compagno Leonardo,
sono costretta ad utilizzare il tuo sito per rispondere alle dichiarazioni della Segreteria Prc bresciana, apparsa sul sito di rifondazione in risposta alla nostra lettera di uscita dalla commissione lavoro.
A dir la verità, lo faccio sorridendo, perchè penso che i tanti compagni e compagne di rifondazione, che leggono il sito della federazione di brescia, siano sufficientemente intelligenti da riconoscere che la nostra uscita dalla commissione non è dovuta alla poca partecipazione all'iniziativa, tant'è che noi stessi scriviamo che la serata "è riuscita per lo spessore e la qualità degli interventi".
Ora, è innegabile che in uno stato democratico e in una società civile, lo spazio pubblico deve essere e restare disponibile anche alla libera espressione del dissenso o delle diverse espressioni politiche di cui rifondazione è composta, a maggior ragione se parliamo di un dibattito pubblico con all'ordine del giorno un tema così importante, che attraversa la vita di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini, immigrate ed immigrati, e che è stato organizzato a nome e per conto della federazione bresciana.
Tuttavia, l'immettere nell'esercizio di questo diritto di libertà di espressione una connotazione di mozione congressuale, proprio perchè tutti gli interpellati che facevano riferimento alla seconda mozione si sono autoesclusi (come relatori e partecipanti attivi del dibattito)per la partecipazione del Compagno Dino Greco, ci pare l'elemento che ha fatto affossare l'iniziativa, proprio perchè ne ha messo a rischio sia la natura che l'essenza stessa del dibattito promosso dalla Commissione lavoro.
Commissione lavoro che ha creduto fino in fondo di riuscire a superare le divisioni interne almeno sui temi di carattere generale, che ci auguravamo fossero attraversati dalle stesse posizioni politiche e non legati, come si è invece dimostrato a chi fossero i relatori, a che mozione avessero votato, se erano simpatici o meno a qualcuno.
Nel nostro piccolo abbiamo lavorato e ci abbiamo creduto nell'organizzare questa iniziativa che doveva unirci nel merito, perchè il merito dovrebbe venire prima di tutto...
E' evidente che ci sbagliavamo. Ecco dove abbiamo fallito ed ecco le ragioni che ci hanno portato ad uscire dalla commissione.
Sono quasi contenta di non essere potuta intervenire al dibattito pubblico, almeno ho dato un elemento a cui la segreteria bresciana poteva attaccarsi per rispondere, perchè su tutto il resto, davvero, ogni commento è superfluo.

Sonia Tosoni

P.S.: Ne approffitto per fare "l'imbocca al lupo" a Dino, che sarà sicuramente all'altezza nell' affrontare il compito che è chiamato a ricoprire.