Caro Compagno Leonardo,sono costretta ad utilizzare il tuo sito per rispondere alle dichiarazioni della Segreteria Prc bresciana, apparsa sul sito di rifondazione in risposta alla nostra lettera di uscita dalla commissione lavoro.A dir la verità, lo faccio sorridendo, perchè penso che i tanti compagni e compagne di rifondazione, che leggono il sito della federazione di brescia, siano sufficientemente intelligenti da riconoscere che la nostra uscita dalla commissione non è dovuta alla poca partecipazione all'iniziativa, tant'è che noi stessi scriviamo che la serata "è riuscita per lo spessore e la qualità degli interventi".Ora, è innegabile che in uno stato democratico e in una società civile, lo spazio pubblico deve essere e restare disponibile anche alla libera espressione del dissenso o delle diverse espressioni politiche di cui rifondazione è composta, a maggior ragione se parliamo di un dibattito pubblico con all'ordine del giorno un tema così importante, che attraversa la vita di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini, immigrate ed immigrati, e che è stato organizzato a nome e per conto della federazione bresciana.Tuttavia, l'immettere nell'esercizio di questo diritto di libertà di espressione una connotazione di mozione congressuale, proprio perchè tutti gli interpellati che facevano riferimento alla seconda mozione si sono autoesclusi (come relatori e partecipanti attivi del dibattito)per la partecipazione del Compagno Dino Greco, ci pare l'elemento che ha fatto affossare l'iniziativa, proprio perchè ne ha messo a rischio sia la natura che l'essenza stessa del dibattito promosso dalla Commissione lavoro.Commissione lavoro che ha creduto fino in fondo di riuscire a superare le divisioni interne almeno sui temi di carattere generale, che ci auguravamo fossero attraversati dalle stesse posizioni politiche e non legati, come si è invece dimostrato a chi fossero i relatori, a che mozione avessero votato, se erano simpatici o meno a qualcuno.Nel nostro piccolo abbiamo lavorato e ci abbiamo creduto nell'organizzare questa iniziativa che doveva unirci nel merito, perchè il merito dovrebbe venire prima di tutto...E' evidente che ci sbagliavamo. Ecco dove abbiamo fallito ed ecco le ragioni che ci hanno portato ad uscire dalla commissione.Sono quasi contenta di non essere potuta intervenire al dibattito pubblico, almeno ho dato un elemento a cui la segreteria bresciana poteva attaccarsi per rispondere, perchè su tutto il resto, davvero, ogni commento è superfluo.P.S.: Ne approffitto per fare "l'imbocca al lupo" a Dino, che sarà sicuramente all'altezza nell' affrontare il compito che è chiamato a ricoprire.
5 commenti:
L'ennesima controprova, se ancora ce n'era bisogno, che ai "dirigenti" della federazione di Brescia interessa solo la "linea politica" gestita da Zipponi, ormai ben poco condivisa dai suoi stessi compagni ed ex compagni di cordata: la linea del lavoro precario come bella opportunità e della intesa con la "giovane imprenditoria" come faro della politica economica - come stava scritto nel documento di Vendola. Tutto il resto va demonizzato, più ancora che ridicolizzato, con tecniche davvero degne delle peggiori inquisizioni di tutti i tempi. Attilio.
un solo rilievo a Sonia...poi per il resto (che ritengo ipocrisia pura) non mi sottrarrò al dibattito.
Ho frequentato poco e niente il sindacato avendo svolto per molti anni attività autonoma ma con questa premessa non dovrei essere io a spiegare a Sonia (lei sindacalista davvero) che quando si invita la CGIL ad una iniziativa pubblica non si invitano più relatori dello stesso sindacato in contrapposizione tra di loro, sopratutto in una fase che vede la CGIL fortemente attaccata da tutti. Per questo Galletti non ha aderito all'iniziativa in quanto membro della segreteria della camera del lavoro (visto che Greco è stato presentato come membro della direzione nazionale della CGIL).
Beltrami lo ha fatto, mi si dirà, io lo trovo sbagliato. Sempre che Greco non fosse li a rappresentare il partito ....allora bisognava dirlo.
Se poi qualcuno vuol credere alla favoletta che la scelta di contrapporre Greco a Zipponi sia stata una scelta in "buona fede" e non una forzatura...be allora si può credere a qualunque cosa.
Ai servi, che danno del servo a tutti gll altri, non ritengo utile rispondere.
Beppe Almansi
Caro Bebbe,si vede proprio che non ci conosci e che non sai nulla di sindacato ( anzi no, visto che sicuramente sai bene comè andata la manovra della FIOM sull'elezione di Fenaroli come segretario della camera del lavoro, e i giri che cerano in Rifondazione in quel periodo)nella CGIL noi siamo minoranza,siamo della REte 28 Aprile e non certo allineati con Dino Greco. Il fatto che che Galletti non sia venuto,è soltanto per dissapore personali, a parte, che veniva a rappresentare la segreteria della camera del lavoro e Fenaroli non ne sapeva nulla ( a differenza poi di Beltrami).
non capisco poi, cosa vuol dire "contrapposizione fra di loro", bisognava portare un contributo su un'argomento come la crisi internazionale e sulle ricette sindacali, dove finalmente tutta la CGiL è daccordo...
Inoltre l'assemblea è stata spostata dal 10 al 19 per gli impegni di Zipponi, dieci giorni prima, la commissione come relatori sicuri sapeva solo Maurizio, per questo ci si è mossi e si ha chiesto a Dino, poi è uscito anche il docente universitario ecc...
Per quanto riguarda mettere in dubbio la buona fede dei compagni che ti stanno parlando, è meglio che stai ATTENTO a non offendermi/ci,( dei loro rapporti non ne sapevamo nulla e non ce ne frega niente visto che stiamo parlando di politica e non di andare a cena insieme) e visto che IO ho parlato con te, prima di invitare Greco e tu non eri contrario,( come peraltro Yuri),questo,prima che tu parlassi con la nostra segretaria di partito.( puerile poi chiedere di domandare a qualcunaltro al posto di Dino,che andasse bene al Divo)
Quello che abbiamo capito e che il problema vero è politico, se non sono DEI VOSTRI, non si fa nulla a Brescia!( quindi è inutile buttare tempo per lavora su progetti che poi non vengono supportati.
Prima di accusare di servi gli altri...
leonardo
Ad Almansi….
Pur ritenendolo “ipocrisia pura” e pur asserendo che non ti sottrai al dibatto, mi pare che la tua risposta per l'ennesima volta parli d'altro.
Cosa devo risponderti?
Sono una sindacalista, o per lo meno, mi sforzo costantemente di esserlo, poi, non spetta a me dire se faccio dell'ipocrisia una pratica costante del mio lavoro o se è vero il contrario, o quanto sia servile a qualcuno o meno, non sono però così ipocrita da auto-incensarmi da sola. Cercherò di rispondere alle affermazioni che fai nella tua risposta, perché non è mia consuetudine sottrarmi alla discussione, ma lo farò nel merito della questione, perchè io parto sempre da lì.
Mi rendo conto che hai frequentato poco il sindacato, mi rammarico di questo, perchè il confronto è sempre ricchezza per chi non si sottrae, e sono costretta allora a delucidarti...
La prima cosa che ti dico, per quanto riguarda l’ambito prettamente sindacale, è che non c’è scandalo o sconvenienza ad invitare un componente il Direttivo Nazionale della Cgil ( discussione in senso globale) e un rappresentante della Camera del Lavoro di Brescia (discussione sulle ricadute territoriali), tanto è, che è avvenuto e mi pare che il profilo della serata sia stato di livello elevato. Poi, se essere sindacalista presuppone la consapevolezza che per quanto riguarda la vita di partito, è sconveniente agire in questo modo, ne prendo atto, non lo condivido e per l’ennesima volta acquisisco consapevolezza di quanto le logiche di partito siano distanti dalla mia pratica sindacale, incentrata come già dicevo, prima sul merito della discussione e poi sulle persone chiamate ad esercitarlo.
Poi, che tu asserisca che le posizioni politiche dentro la Cgil di Damiano Galletti e di Dino Greco (persone che stimo o con le quali ho avuto modo di confrontarmi innumerevoli volte) siano in contrapposizione, è un’affermazione della quale ti assumi pienamente la responsabilità.
Se tra di loro ci siano dissapori personali, sinceramente, la cosa non mi riguarda, nel momento in cui sono chiamata ad organizzare un convegno sulla crisi internazionale, ma sulle posizioni politico-sindacali mi pare indiscutibile ed innegabile che sia Damiano che Dino viaggino sulla stessa linea, a prova ci sono innumerevoli documenti del Comitato Direttivo votati a grande maggioranza, con solo qualche voto contrario, il mio e quello degli altri Compagni e Compagne della Rete 28 Aprile per l’Indipendenza e la Democrazia nella Cgil.
Poi, se te la devo dire tutta, avrei preferito invitare il compagno Giorgio, più vicino alle mie posizioni politico-sindacali, ma questa ipotesi l’ho ritenuta una forzatura con connotazioni di strumentalità, ecco perché mi è parso più corretto invitare un compagno diverso.
Sulla mia “buona fede” mi sento solo di comunicarti che le persone mature che fanno politica nel partito e nel sindacato dovrebbero essere in grado di mettere da parte i dissapori personali per esercitare un ruolo attivo avendo come obbiettivo l’allargamento della discussione per ricostruire il consenso.
Martin Luter King diceva “Le nostre menti vengono costantemente invase da legioni di mezze verità, di pregiudizi, di falsi fatti. Una della cose di cui l’umanità ha più bisogno è di essere sollevata al di sopra del pantano della falsa propaganda” e forse aveva ragione.
Sonia Tosoni
un paio di precisazioni.
cerchiamo di non fare tutti le vergini di turno...nel sindacato e nei partiti le contrapposizioni sono BEN note.
Ho colto con soddisfazione che Leo richiedesse la presenza di Zipponi, nonostante la nota diatriba tra i due, e trovo ingenerosa l'accusa che tra le righe mi fa essere coautore (quanto meno morale) di una presunta manovra sporca della FIOM sull'attuale segreteria della camera del Lavoro. Pensatela come volete ma non la penso così.
Prendo atto che Leo nulla sapeva dell'antica ruggine tra Zipponi e Greco (detto con simpatia...ma dove vivi?).
Prendi altrettanto atto che ognuno si sceglie gli interlocutori che crede...questo vale per Zipponi e per chiunque altro.
La segreteria si è limitata a prendere atto di alcune indisponibilità a partecipare all'iniziativa e questo è quanto.
Invito anche Leo a non compiere l'errore che qualcun altro fa spesso ultimamente.
Sono schieratissimo (esattamente come te) ma sono abituato a pensare con la mia testa, per questo continuo a pensare che la presenza di Dino Greco non avrebbe aiutato alla partecipazione (stiamo parlando di una persona che da mesi è l'ombra di Ferrero e solo pochi giorni dopo ha fatto le scarpe a Sansonetti).
Comunque sia resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e ritengo un errore politico l'aver abbandonato la commissione lavoro, comportamento (sarà un caso) identico a quasi tutta la minoranza di brescia che ha scelto di stare sull'aventino.
Infine, speravo fosse chiaro, il mio riferimento ai servi non era assolutamente riferito né a Leo ne tantomeno a Sonia, compagni che stimo.
Beppe Almansi
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