Martedì 9 Dicembre, in una sala non piena della biblioteca comunale, nell’assemblea indetta dal Circolo di Rifondazione Comunista di Ospitaletto, si è svolto un buon dibattito sul tema della crisi economica che investe il paese e del perché la CGIl è costretta a scioperare da sola.Osvaldo Squassina , consigliere regionale del PRC, il punto di osservazione sulla crisi da parte della regione e le proposte di rifondazione.
Una crisi d’importante portata, un sistema improntato sull’indebitamento delle persone, che attraverso le banche, la finanza e sistema di mercato, dai mutui ad anche agli acquisti, con i bassi salari di questi anni, ha portato a un impoverimento generale, con un’evitabile riduzione dei consumi, mandando in tilt il sistema.
Qualche numero sulla crisi in Lombardia, rispetto il 2007: Licenziati + 27%, liste di mobilità + 28%, tenendo conto che i precari sono il 25% (1 milione di persone, di età media trentacinque anni) e la CIGO/CGIS raddoppiata specialmente negli ultimi due mesi.
La manovra economica della legge finanziaria del governo, è senza variazioni nonostante la crisi, quindi i pochi provvedimenti presi, non spostano l’aspetto della crisi.
Che fare: aprire una discussione di come siamo arrivati a questa crisi, per poterne uscire.
Bisogna rivedere cosa si produce e per cosa si produce. Rivedere il sistema di energia, un sistema pulito e riciclabile (non certo il nucleare).
Graziano Fracassi del comitato politico di BS: a Luglio non cerano risorse per un nuovo welfare, riduzione di tasse per il lavoro dipendente, poi di colpo sono spuntati sette miliardi di euro per banche e finanziarie e sei milioni per le imprese, mentre sono stati varati pochi spiccioli per far fronte alla crisi per pensionati e lavoratori.
C’è bisogno. Oltre agli elementi di denuncia, di una piattaforma concreta che dia risposte concrete e duri nel tempo.
Di un’analisi della crisi, dove trovare le risorse, proposte e rivendicazioni chiare con capacità di mobilitazione, selezionando le priorità delle cose che il paese ha bisogno.
Dario Filippini, segretario g
enerale della Filcem/CGIL: dall’aver tolto la scala mobile, all’accordo del luglio 93 (dove ci avevano spiegato, che servivano per chiedere di più, avere più salario) non ha dato risultato, anzi le retribuzione hanno perso ulteriore potere d’acquisto, in questi anni.Gli accordi separati fatti da Cisl e Uil, portati al tavolo da Berlusconi (insieme ora, all’immancabile UGIL) per indicare nella CGIL, come il vero problema di fare accordi sindacali riformisti, per il bene del paese (forse per i padroni).
Mentre negli accordi, dal commercio, ai pubblici ecc.. fino all’ ultimo l’accordo separato della CONFAPI/artigiani…gli accordi in deroga, presenti in molti CNNL, sono un disastro per i lavoratori!
Serve urgentemente, estendere la CIGO/CGIS a tutti i settori del lavoro, bloccare la Bossi/Fini per non tramutare migliaia d’immigrati anche da anni in Italia con famiglia di colpo in clandestini, detassare la 13° mensilità per far fronte alla crisi, per tutti i lavoratori e pensionati, mentre ora paradossalmente, dà la carità a pochi rischiando peraltro di accontentare di più gli evasori fiscali, quelli che hanno sempre dichiarato poco.
Fare sindacato vero nelle fabbriche, con i passaggi democratici con i lavoratori, questa è la CGIL, non quella degli enti bilaterali, dove non ci si mobilita per i diritti del lavoro, ma si mercanteggiano in valuta.
Lo sciopero del 20 Novembre è andato benissimo, quindi dovremo raddoppiare gli sforzi, perché venerdì 12 dicembre, vada ancora meglio, nonostante le molte aziende chiuse per cassa integrazione.
In piazza dovremo essere in tanti, perché la crisi deve pagarla chi l’ha causata, non certo i lavoratori e pensionati.

Ci sono stati interventi, domande da: Elisa, Mario, Cristini, Alessandra, Leonardo, dove veniva ribadito, l’esigenza di estendere la cassa integrazione a tutti, ma anche di riportarla all’80% com’era un tempo, perché le famiglie non ce la fanno. Non mollare nella scuola, perché per l’istruzione, la professionalità e la ricerca, sono base importante per la crescita del paese, oltre di non riportare alla scuola a classe sociale.
La scelta delle produzioni e come farle (Energia pulita e riciclabile) l’esigenza della CGIl di mobilitarsi perché non uguale a CISL e Uil, che non si rapportano democraticamente con i lavoratori e sono sempre con i padroni.
Questi sono alcuni importanti punti e posizioni, che sono riuscito a riassumere nelle due ore interessanti della serata.
2 commenti:
iniziativa interessante. ma, adesso che sono tutti fermi quale iniziativa pensate di fare?
mettere insieme qualche economista per vedere cosa proporre non soltanto per ripartire. continuate
il 19 Dicembre alla sede di rifondazione di Brescia, verrà svolta un'altra assemblea provinciale, dove ci saranno come interlocutori, proprio un economista e dei sindaclisti, dove si dibbatterà la crisi, proposte e
indirizzi del mondo del lavoro.
Non possiamo fermarci!!
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