mercoledì 5 novembre 2008

Obama e' divenuto questa notte il 44° presidente degli Stati Uniti,

Il senatore democratico dell'Illinois ha ottenuto circa il 52% dei suffragi conquistando almeno 349 voti elettorali, quando ne erano necessari 270 per vincere. In termini assoluti ad Obama, secondo la Fox, sono andati 61,56 milioni di suffragi, a John McCain 54,81 milioni di voti, pari al 47% circa del totale.

L'America e' andata al voto nel pieno d'una crisi finanziaria che le toglie fiducia e che deve ancora fare sentire l'impatto sull'economia reale, mentre le difficoltà militari e politiche in Iraq e in Afghanistan incrinano le certezze e le sicurezze della Super-Potenza unica. In un momento difficile, con un esercizio di democrazia che la conferma fucina di coraggio per l'Occidente, l'America ha scelto e ha scelto il cambiamento: un presidente giovane, nero e relativamente inesperto, ma che e' un simbolo di speranza e che impersona il sogno americano.

La conquista della Casa Bianca del democratico è una svolta epocale nella storia triste del razzismo statunitense, l'America, con Obama, estingue il suo peccato originale.

Una cosa sicura c'è già, ha costruito un pezzo della storia degli afroamericani, che sono andati ai seggi in massa e le rilevazioni, anche quelle ai seggi sembrano indicare questa verità: La gente è stufa, sta male e vuole cambiare.

La prospettiva di una radicale inversione di rotta alla Casa Bianca crea molte aspettative anche in Europa, alleata negletta in questa presidenza di guerra. L'elezione di Obama potrebbe cancellare le tensioni tra le due sponde dell'Atlantico e rilanciare un rapporto messo a dura prova dall'approccio unilateralista con cui Bush ha gestito tutti i dossier internazionali negli anni della sua presidenza. Il che è senza dubbio vero anche se molti osservatori mettono in guardia da eccessivi entusiasmi. Chiunque arriverà alla Casa Bianca, si troverà ad affrontare una crisi economica durissima. Programmi e soluzioni (SPERIAMO, ma non illudiamoci molto, i temi ambientali e militari saranno il banco di prova!!) sono cambiate vincendo il candidato democratico, ma il minimo comune denominatore resterà lo stesso: gli interessi americani al di sopra di tutto.

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