“ La riforma del lavoro”
serata organizzata dal gruppo Sinistra Ospitaletto
28 novembre 2014
In una partecipata serata, Raffaele Caracciolo coordinatore del gruppo Sinistra Ospitaletto e Leonardo Baratto delegato della CF Gomma e aderente al gruppo Sinistra Ospitaletto, hanno presentato una serata sulla Riforma del Lavoro (jobs act).
Sono intervenuti Ugo Cherubini, segretario generale della FILCTEM/CGIL di Brescia e Fiorenzo Bertocchi segretario di Rifondazione Comunista di Brescia.Il Coordinatore di Sinistra Ospitaletto, Caracciolo, ha presentato le finalità del gruppo che s’indentifica con i valori della Sinistra. Una Sinistra vicino alla gente e ai problemi reali: la solidarietà sociale e i diritti civili, la pace, la salvaguardia del territorio e dell’ambiente , anche e soprattutto nell’essere antifascisti oggi più che mai, visto il grande spostamento a destra di questa società. E conclude dicendo che questo è stato il primo di una serie d’incontri pubblici che il gruppo intende organizzare scegliendo il tema del lavoro che è sicuramente l’argomento politico del momento, una vera emergenza che con l’approvazione della Riforma del lavoro limiterà ulteriormente le tutele dei lavoratori nei posti di lavoro.
Il
segretario della Filctem, Cherubini, ha sottolineato i motivi della
nascita dello Statuto dei Lavoratori, affermando che i lavoratori e i
datori di lavoro, non hanno la stessa forza, infatti, c’è nella volontà
del legislatore quella di proteggere il prestatore come parte più debole
del rapporto di lavoro, nella tradizionale linea di sviluppo del
diritto del lavoro, permeata dall’esigenza di salvaguardare la pace
sociale e l’ordinato perseguimento dell’unitario fine produttivo
dell’organizzazione imprenditoriale. Oggi c’è in campo un’ attacco
violento; si vogliono togliere gli strumenti legislativi, normativi è
costituzionali che permettono al lavoratore di essere rappresentato e di
rivendicare in prima persona di essere un soggetto che ha dei diritti
sul posto di lavoro. Togliere il problema alla radice, cioè fornire
norme che mettono lavoratori e sindacato in condizione di non poter fare
più nulla.
Si vuole approfittare di questo periodo
di sofferenza del mondo del lavoro, per riportare il tutto a prima
dell’istituto dello statuto dei lavoratori. Dando la possibilità di
Licenziare, di istituire il controllo di Video Sorveglianza e il
Demansionamento, sono questi temi legati fra loro, che portano a
togliere il soggetto di rappresentanza in quelle aziende dove il
sindacato è attivo e si contratta. Vogliono dare alle grandi aziende il
poter decidere da soli in modo unilaterale su orari, utilizzo degli
impianti e organizzazione del lavoro. La libertà di licenziare viene
prettamente sulla causale dei licenziamenti per motivi economici, dove
non è previsto il reintegro ma solo rimborso economico, tutto il resto è
una presa in giro, insomma vogliono cancellare anni di conquiste
riconosciute e stabilite nello statuto dei lavoratori.
E conclude dicendo che nella manovra economica non si dedicano risorse alla ricerca, agli investimenti alla riqualificazione del nostro territorio non s’intravvedono iniziative pubbliche che ridisegnano il nostro assetto industriale, si regalano invece soldi a pioggia alle imprese in modo indiscriminato e senza nessun vincolo.
Si possono aiutare le imprese con soldi pubblici, in cambio dobbiamo pretendere in modo inequivocabile che le imprese che ricevono agevolazioni devono tenere le produzioni in Italia, che le stesse non possono licenziare e che applichino i contratti nazionali, invece questo governo regala soldi a multinazionali o a imprese che poi se ne vanno dall’Italia facendo speculazioni finanziarie lasciando i lavoratori a casa e a carico della collettività. Oggi dobbiamo essere in campo per contrastare questo disegno di destabilizzazione essere protagonisti per difendere il nostro futuro e quello dei nostri figli.
E conclude dicendo che nella manovra economica non si dedicano risorse alla ricerca, agli investimenti alla riqualificazione del nostro territorio non s’intravvedono iniziative pubbliche che ridisegnano il nostro assetto industriale, si regalano invece soldi a pioggia alle imprese in modo indiscriminato e senza nessun vincolo.
Si possono aiutare le imprese con soldi pubblici, in cambio dobbiamo pretendere in modo inequivocabile che le imprese che ricevono agevolazioni devono tenere le produzioni in Italia, che le stesse non possono licenziare e che applichino i contratti nazionali, invece questo governo regala soldi a multinazionali o a imprese che poi se ne vanno dall’Italia facendo speculazioni finanziarie lasciando i lavoratori a casa e a carico della collettività. Oggi dobbiamo essere in campo per contrastare questo disegno di destabilizzazione essere protagonisti per difendere il nostro futuro e quello dei nostri figli.
Nel
suo intervento, il segretario di Rifondazione Bertocchi, mette in
evidenza che la politica torni a riappropriarsi del ruolo che gli spetta
e organizzi i cittadini su interessi comuni. Oggi abbiamo un grosso
problema di Democrazia, un governo ma soprattutto un parlamento che
porta avanti delle controriforme, perché non si tratta di riforme, che
incidono sulla qualità della vita e modificano le prospettive di un
futuro di civiltà e dignità dei cittadini di questo paese. Non azzera i
diritti a tutti verso il basso, rendendoci tutti più poveri, ma qualcuno
che già ora è ricco, lo renderà ancora più ricco a spese di altri,
marcando una netta differenza di classe. Questo è un governo illegittimo
che s’ impone a colpi di fiducia, senza discussione. Tutto questo si
chiama Comandare, non governare. È la crisi del sistema capitalistico,
che porta a gesti di autoritarismi, com’è successo con le manganellate
ai lavoratori dell’Ast di Terni. Per questo governo, chi oggi non è
allineato a un’idea Neoliberista o guarda al passato non è in grado di
prospettare il futuro. Mentre noi dobbiamo guardare a quella Sinistra
progressista che può dare una vera svolta a questo paese. In questi anni
hanno pesato le frammentazioni dei contratti (esistono, innumerevoli
forme contrattuali), una sorta di schiavismo legalizzato, dove mettono
in condizione i lavoratori ad abbassare la testa e adeguarsi al volere
dei padroni. Perché la zona grigia che è il precariato, esclude spesso
da quelle forme di tutela e di supporto che esistono oggi e a volte c’è
un vuoto da riempire che non è solo legale, ma anche politico e
sindacale.
La precarietà non si combatte rendendo
più facile il licenziamento ma con contratti a tempo indeterminato,
garantendo diritti a tutti, far ripartire gli investimenti, combattere
la corruzione e andare a prendere i soldi dove ci sono, grida a gran
voce Leonardo Baratto, delegato sindacale e aderente al gruppo Sinistra
Ospitaletto. Il governo ha deciso di tassare la quota di Tfr in busta
paga come se questa andasse a integrare lo stipendio e dunque applicando
le aliquote Irpef ordinarie, ha peggiorato la norma sull’APPRENDISTATO,
infatti la legge farà solo un grande favore ai datori di lavoro, i
quali preferiranno utilizzare in modo massiccio un rapporto a termine
che esclude qualsiasi possibilità di controllo giuridico e consente di
interrompere il contratto semplicemente con la scadenza, evitando il
controllo, i rischi connessi ai licenziamenti nei contratti a tempo
indeterminato e mantenendo anche tutti gli altri contratti atipici. In
questa Riforma del lavoro, tra le altre cose non si è messo mano alla
riforma delle pensioni, dove il lavoratori vengono collocati in pensione
dai 65 anni in su, non liberando così posti occupazionali per i
giovani.A conclusione degli interventi, si chiude questa prima fase, con una citazione di un vecchio compagno che diceva:
“ ho cominciato a lavorare a 14
anni è mi hanno portato via la giovinezza, ora con queste ultime riforme
mi hanno rubato anche la vecchiaia “
L’incontro è poi proseguito con un
dibattito interessante, nel quale è emersa la difficoltà, già ora
presente nei posti di lavoro, del problema d’interlocuzione tra
lavoratori e padroni, dove si vive in un continuo stato di ricatto per
l’assenza delle organizzazioni sindacali, dove proliferano accordi
contrattuali individuali e quindi diversificati a seconda della capacità
soggettiva del lavoratore di far prevalere i propri diritti.
Dal dibattito è emerso chiaramente, che non si deve ripetere l’errore commesso nel contrastare l’approvazione della legge Fornero, dove non c’è stata determinazione e convinzione da parte delle Organizzazioni sindacali, attuando solo poche ore di sciopero. Per il raggiungimento dell’obbiettivo prefissato non possiamo permetterci di disperdere questa grande risorsa, fatta di migliaia di lavoratori e cittadini che seppure in periodo di crisi, hanno dimostrato una grandissima voglia di partecipazione e di lotta a difesa dei propri diritti e che non rinunceranno a scendere nuovamente in piazza tutte le volte che saranno calpestati la Dignità, i Diritti e la Libertà di tutti i cittadini.
Dal dibattito è emerso chiaramente, che non si deve ripetere l’errore commesso nel contrastare l’approvazione della legge Fornero, dove non c’è stata determinazione e convinzione da parte delle Organizzazioni sindacali, attuando solo poche ore di sciopero. Per il raggiungimento dell’obbiettivo prefissato non possiamo permetterci di disperdere questa grande risorsa, fatta di migliaia di lavoratori e cittadini che seppure in periodo di crisi, hanno dimostrato una grandissima voglia di partecipazione e di lotta a difesa dei propri diritti e che non rinunceranno a scendere nuovamente in piazza tutte le volte che saranno calpestati la Dignità, i Diritti e la Libertà di tutti i cittadini.

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