Perché le politiche che hanno prodotto la crisi non possono risolverla!
Come per magia di fronte alla crisi sono apparsi miliardi di euro per salvare le borse e il sistema finanziario. Quelle risorse che non si trovano mai quando c’è da salvare i bilanci delle famiglie, da aumentare i salari, da investire nei servizi sociali, nelle politiche per la casa, nella scuola o nella sanità!
La crisi non è piovuta dal cielo, è la conseguenza delle politiche neoliberiste. Di tre decenni in cui tra privatizzazioni del sistema bancario, liberalizzazione dei capitali, deregolamentazione selvaggia, è cresciuta un’economia di carta, utile solo per le speculazioni di pochi, con un quarto della ricchezza prodotta ogni anno che finisce nei paradisi fiscali. Di decenni in cui i salari hanno perso sempre più potere d’acquisto, in cui si sono tagliate risorse per lo stato sociale, ed è cresciuto l’indebitamento delle persone e delle famiglie.
Decenni in cui chi era ricco è diventato molto più ricco, chi era povero molto più povero.
Il Governo Berlusconi d’accordo con Confindustria ha approvato una manovra antipopolare che peggiora la situazione sociale, la recessione e la crisi economica.
Salari e pensioni perderanno ulteriore potere d’acquisto per lo scarto tra inflazione programmata e reale, per la mancata restituzione del fiscal drag. L’attacco al contratto collettivo nazionale vuole impoverire e dividere ancora di più i lavoratori ed è gravissimo la volontà di azzerare il diritto di sciopero e le garanzie contro i licenziamenti. I tagli ai servizi sociali, alla sanità, al lavoro pubblico colpiranno ulteriormente la condizione economica e la qualità della vita di donne e uomini. Mentre peggiora la situazione di chi è in affitto, si limita il blocco degli sfratti a pochi Comuni e non si fa niente per tre milioni di famiglie che hanno acquistato la casa e sono colpite fino all’insolvenza dai mutui. L’attacco all’istruzione pubblica persegue l’obiettivo di una scuola della disuguaglianza. Il governo si appresta a regalare altri soldi alle imprese con la rottamazione e attacca a livello europeo le misure contro l’inquinamento e la crisi climatica.
NOI CI BATTIAMO PER
Il blocco di prezzi e tariffe. La restituzione del fiscal drag, la diminuzione del prelievo fiscale sui redditi di lavoratori e pensionati, l’aumento della tassazione sulle grandi rendite finanziarie. Forti aumenti salariali, il ripristino di un meccanismo automatico di adeguamento di salari e pensioni all’inflazione reale.
La difesa e il rilancio della sanità pubblica e dei servizi sociali. Il blocco degli sfratti in tutti i comuni ad alta tensione abitativa, un piano di edilizia residenziale pubblica, l’intervento a favore delle famiglie colpite dai mutui.
Politiche di investimento per scuola, università, ricerca pubblica. Politiche di intervento pubblico a tutela del territorio e della sostenibilità ambientale.
E’ RIPARTITO IL CONFLITTO NELLE SCUOLE, NELL’UNIVERSITA’,
NELLA SOCIETA’
CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI E CONFINDUSTRIA.
DALLA CRISI SI ESCE ROVESCIANDO LE POLITICHE LIBERISTE !
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