Dalla RETE ANTIFASCISTA PROVINCIALE DI BRESCIA (Partigiani in ogni quartiere, antifascisti in ogni paese e città)
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Negli ultimi mesi a Brescia sono stati aperti alcuni “COVI FASCISTI” presentati alla cittadinanza come sedi politiche e/o culturali.
Questo è stato possibile grazie al silenzio-assenso delle ISTITUZIONI, che ignorando alcuni articoli della Costituzione (è infatti vietata la ricostituzione sotto qualsiasi forma del partito fascista), non intervengono imponendo la chiusura di tali luoghi nonostante gli slogan proposti e le dichiarazioni rese pubblicamente di essere “Fascisti del terzo millennio”.
Si presentano sotto varie sigle: Casa Pound , Forza Nuova, Cuore nero, Laboratorio Area 27, Progetto Brescia Tricolore candidandosi anche alle elezioni per trovare consensi e legittimazione, adottando gli stessi metodi squadristi di un tempo, aggredendo tutti coloro che non sono conformi al loro modo di agire e di pensare e scrivendo sui muri della nostra città frasi deliranti inneggianti a un’altra strage di Piazza Loggia. Soprattutto colmano i vuoti che la Sinistra ha lasciato, tentando di appropriarsi in maniera becera e demagogica di figure come Peppino Impastato e Ernesto Che Guevara, scrivendo comunicati contro gli sfratti, a sostegno del mutuo sociale e dimostrando finta solidarietà ai lavoratori che davanti ai cancelli delle fabbriche difendono il posto di lavoro.
Questa strategia delle organizzazioni fasciste traccia con chiare lettere il ruolo che ora intendono avere nel mondo del lavoro. Mondo devastato dalla pesante CRISI che stiamo vivendo, dall’assenza delle forze politiche che storicamente si sono sempre schierate a fianco dei lavoratori e dalla divisione sindacale che ha legittimato l’UGL (sindacato nero vicino all’MSI prima e AN poi) come sindacato riconosciuto NON dai lavoratori ( si conta il 2,4% di iscritti tra i lavoratori), ma dai padroni che, insieme con CISL e
UIL trattano direttamente i problemi del mondo del lavoro, escludendo i lavoratori non iscritti, la CGIL e i sindacati di base.
Nella provincia di Brescia Casa Pound sotto braccio con l’UGL, dopo che essa, attraverso il percorso sopra indicato, è diventata un sindacato riconosciuto e legittimato, tenta di entrare nelle fabbriche per diventare punto di riferimento tra i lavoratori che stanno vivendo gravi disagi dovuti alla crisi, utilizzandola come strumento politico discriminante, fomentando una politica che genera la guerra tra i poveri al fine di dipingere gli immigrati come coloro che rubano il lavoro agli italiani, schiacciando il lavoratore nella tenaglia costituita dalla politica razzista e xenofoba.
Con la stessa modalità fuori dalla fabbriche, sul territorio, alcune Amministrazioni locali si stanno muovendo in materia di sicurezza con ordinanze che colpiscono gli immigrati.
Noi intendiamo denunciare queste operazioni di consolidamento di un Regime centrale che genera una dittatura populista e uno stato di polizia e che il fascismo lavora per ampliare il proprio consenso usando la perdita di sicurezza per nascondere le vere ragioni che l’anno generata, supportato da una fase di revisionismo storico e da una politica restrittiva e securitaria che alimenta le divisioni e l’odio tra i lavoratori.
Chiediamo ai lavoratori di vigilare e mobilitarsi affinché queste organizzazioni fasciste rimangano estranee alla nostra storia di lavoratori e cittadini bresciani, ancora in attesa di giustizia per la strage di Piazza Loggia.
Questo è stato possibile grazie al silenzio-assenso delle ISTITUZIONI, che ignorando alcuni articoli della Costituzione (è infatti vietata la ricostituzione sotto qualsiasi forma del partito fascista), non intervengono imponendo la chiusura di tali luoghi nonostante gli slogan proposti e le dichiarazioni rese pubblicamente di essere “Fascisti del terzo millennio”.
Si presentano sotto varie sigle: Casa Pound , Forza Nuova, Cuore nero, Laboratorio Area 27, Progetto Brescia Tricolore candidandosi anche alle elezioni per trovare consensi e legittimazione, adottando gli stessi metodi squadristi di un tempo, aggredendo tutti coloro che non sono conformi al loro modo di agire e di pensare e scrivendo sui muri della nostra città frasi deliranti inneggianti a un’altra strage di Piazza Loggia. Soprattutto colmano i vuoti che la Sinistra ha lasciato, tentando di appropriarsi in maniera becera e demagogica di figure come Peppino Impastato e Ernesto Che Guevara, scrivendo comunicati contro gli sfratti, a sostegno del mutuo sociale e dimostrando finta solidarietà ai lavoratori che davanti ai cancelli delle fabbriche difendono il posto di lavoro.
Questa strategia delle organizzazioni fasciste traccia con chiare lettere il ruolo che ora intendono avere nel mondo del lavoro. Mondo devastato dalla pesante CRISI che stiamo vivendo, dall’assenza delle forze politiche che storicamente si sono sempre schierate a fianco dei lavoratori e dalla divisione sindacale che ha legittimato l’UGL (sindacato nero vicino all’MSI prima e AN poi) come sindacato riconosciuto NON dai lavoratori ( si conta il 2,4% di iscritti tra i lavoratori), ma dai padroni che, insieme con CISL e
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Nella provincia di Brescia Casa Pound sotto braccio con l’UGL, dopo che essa, attraverso il percorso sopra indicato, è diventata un sindacato riconosciuto e legittimato, tenta di entrare nelle fabbriche per diventare punto di riferimento tra i lavoratori che stanno vivendo gravi disagi dovuti alla crisi, utilizzandola come strumento politico discriminante, fomentando una politica che genera la guerra tra i poveri al fine di dipingere gli immigrati come coloro che rubano il lavoro agli italiani, schiacciando il lavoratore nella tenaglia costituita dalla politica razzista e xenofoba.
Con la stessa modalità fuori dalla fabbriche, sul territorio, alcune Amministrazioni locali si stanno muovendo in materia di sicurezza con ordinanze che colpiscono gli immigrati.
Noi intendiamo denunciare queste operazioni di consolidamento di un Regime centrale che genera una dittatura populista e uno stato di polizia e che il fascismo lavora per ampliare il proprio consenso usando la perdita di sicurezza per nascondere le vere ragioni che l’anno generata, supportato da una fase di revisionismo storico e da una politica restrittiva e securitaria che alimenta le divisioni e l’odio tra i lavoratori.
Chiediamo ai lavoratori di vigilare e mobilitarsi affinché queste organizzazioni fasciste rimangano estranee alla nostra storia di lavoratori e cittadini bresciani, ancora in attesa di giustizia per la strage di Piazza Loggia.
INIZIATIVA RIMANDATA AL MESE DI FEBBRAIO!!!!!
Stragi fasciste e di stato - tavola rotonda al Moretto di Brescia
"Le stragi fasciste e di Stato"
Tavola rotonda che si svolgerà giovedì 28 gennaio a Brescia, in Via Apollonio, 21, presso l'IPSIA Moretto, dalle ore 20.30. Saranno presenti:
l'Avv. Federico Sinicato, legale dei familiari delle vittime delle stragi di Piazza della Loggia e di Piazza Fontana
Stragi fasciste e di stato - tavola rotonda al Moretto di Brescia
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"Le stragi fasciste e di Stato"
Tavola rotonda che si svolgerà giovedì 28 gennaio a Brescia, in Via Apollonio, 21, presso l'IPSIA Moretto, dalle ore 20.30. Saranno presenti:
l'Avv. Federico Sinicato, legale dei familiari delle vittime delle stragi di Piazza della Loggia e di Piazza Fontana
Saverio Ferrari, scrittore e giornalistaL'iniziativa è organizzata dal Cirolo Anpi "Caduti di PIazza Rovetta - Centro storico" e dalla Rete antifascista provinciale di Brescia.
L'ingresso è libero e gratuito.Scarica qui il volantino dell'iniziativa.
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